Smart Nation presenta IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

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Per il celebrare il nostro primo compleanno volevamo fare qualcosa che potesse restituire l’affetto e l’interesse che il territorio ci ha dimostrato nell’ultimo anno.

La soluzione ci è sembrata chiara sin da subito: realizzare qualcosa che fosse prima di tutto utile per la comunità e che potesse risolvere un problema sentito.

La percezione è che uno dei problemi maggiori fosse legato al binomio trasparenze e partecipazione.

Pertanto abbiamo deciso di sposare un progetto tecnologico, di cui siamo i gestori, che fosse uno strumento semplice, veloce ed efficace per avvicinare i cittadini italiani alla Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è quello di trasferire le lamentele e le idee, che vengono spesso disperse su vari canali, in un unico collettore in grado di catalizzare il flusso di informazioni in energia di cambiamento.

IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

Nasce quindi IoDecido, una piattaforma per la partecipazione e denuncia sociale: per i dettagli vi rimandiamo all’apposito blog.

La piattaforma permette di organizzare proposte e segnalazioni, di determinarne l’importanza per la comunità attraverso un sistema di voto e infine consente agli utenti registrati e verificati di impegnarsi per la loro esecuzione.

Il progetto parte come pilota sul Comune di Monza per poi estendersi negli altri Comuni italiani.

L’hashtag è #IoDecido, il comunicato stampa invece è accessibile qui.

La piattaforma viene presentata ufficialmente il 27 maggio alle ore 21.00 presso la Sala Maddalena di Monza, in via Santa Maddalena, 7.

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Smart Nation compie il primo anno

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Sono passati 365 giorni da quando è stata costituita Smart Nation: sono stati intensi, difficili ed emozionanti.
Non è semplice riassumere le sensazioni che si susseguono nella creazione di un nuovo progetto, ambizioso e incerto ma ricco di talento, accompagnato dalla voglia di scaricarlo a terra nel migliore modo possibile.

Tanto entusiasmo certo alternato però anche a momenti di sconforto nel non trovare le strade giuste per far decollare nel modo più veloce possibile quello che, a ragione, è un’iniziativa che può davvero impattare significativamente sulla vita delle persone.

I tempi, fin troppo lunghi, per interagire con gli Enti sul territoro e la difficoltà di accedere a risorse economiche coerenti con le nostre finalità non ci hanno però fermato.

Oggi è trascorso un anno esatto da quando, riunendo la volontà di Federico, Paolo, Giovanni e Domenico, è stata costituita Smart Nation: quella che era la nostra associazione ora è sempre di più diventata vostra.

Vostra perché, nel corso di questi mesi, abbiamo iniziato a farci conoscere sul territorio e restituire passione e competenze legate al digitale e all’innovazione.

Le difficoltà diventano un’opportunità

Promuovere questi due concetti su una popolazione tipicamente resistente non è affatto facile: ci vuole pazienza e tatto nel semplificare concetti alieni a chi ti ascolta.

Ma la fatica sparisce e fa spazio alla soddisfazione quando capita di osservare che chi ha sempre rifiutato l’uso della tecnologia nel quotidiano impara che con un semplice clic è possibile saltare la coda alle Poste.

O trasferire denaro ad un contatto della propria rubrica telefonica senza recarsi in banca.

O comprare online senza timore che la propria carta di credito venga clonata.

Tutto questo è stato possibile grazie agli Smart Day eventi dedicati all’alfabetizzazione digitale patrocinati da Enti sul territorio nazionale in cui spieghiamo le potenzialità del digitale: ne abbiamo organizzati 4 sul territorio della Brianza e, a regime, ve ne saranno 1 o 2 al mese.

Ma anche le imprese stanno imparando a comprendere meglio le potenzialità del digitale grazie a Imprese Digitali, un format patrocinato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza e che a breve riceverà l’appoggio istituzionale di altre realtà attive nel panorama nazionale.

In questo anno non sono mancate neppure le soddisfazioni in ambito educativo e soprattutto in relazione ai giovani ragazzi, con il progetto sociale di democrazia partecipata CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) in collaborazione con il Comune di Monza: ad inizio aprile abbiamo dedicato una giornata ad avvicinare le nuove generazioni ai molteplici impieghi della realtà virtuale.

Di contro, come premesso, non sono mancate le difficoltà.

Abbiamo fatto molta fatica ad interfacciarci con alcune Pubbliche Amministrazioni, particolarmente resistenti all’idea di organizzare percorsi gratuiti di divulgazione della cultura digitale.
Nel contempo è stato molto difficile attingere a fondi che consentissero alla nostra azione di essere più efficace: sembra che l’innovazione sia una parola di cui tutti vogliono farsi portavoce ma che poi, quando si tratta di sostenerla con azioni concrete, non trova i giusti supporti.

E ora?

Dopo il primo anno in cui abbiamo consolidato la nostra offerta formativa e le relazioni con il territorio siamo pronti per affrontare nuove sfide di cui due in particolare ci stanno molto a cuore.

La prima è una piattaforma di denuncia e partecipazione sociale: l’abbiamo chiamata IoDecido e il nome non è casuale.

Verrà presentata, nelle prossime settimane, a Monza come progetto pilota per poi espandersi agli altri Comuni italiani.

La seconda è invece Casa Digitale, un’iniziativa che fornirà una puntuale risposta ai bisogni dei cittadini, in ambito digitale, che in questo anno abbiamo avuto modo di raccogliere durante gli eventi che abbiamo promosso sul territorio.

Continuate a seguirci e a parlare di noi a tutti coloro che conoscete, ne vedrete delle belle!

Qui il comunicato stampa.

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Smart Nation lancia #ImpreseDigitali

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Smart Nation continua nella sua opera divulgativa legata al digitale e alle nuove tecnologie.
Se con il format dello #SmartDay l’Associazione ha voluto educare i cittadini al digitale e all’innovazione, questa volta sono le aziende ad essere protagoniste.

#ImpreseDigitali: rendere la propria impresa digitale

Con il programma #ImpreseDigitali infatti Smart Nation organizza una serie di incontri in collaborazione con le Camere di Commercio del territorio per far comprendere alle aziende come poter migliorare il proprio mercato grazie all’uso delle tecnologie digitali.

Il primo appuntamento è presso la Camera di Commercio di Monza, il 16/11.

L’appuntamento prevederà circa 2 ore di intervento strutturato in due parti: la prima parte consiste in una presentazione collegata alla comprensione delle strategie digitali per far crescere la propria impresa.

La seconda parte invece prevede una sessione AMA (Ask me Anything) dove il relatore sarà a disposizione dei partecipanti per rispondere, in tempo reale, ad una qualsiasi domanda legata al tema dell’evento ossia strategia digitale.

Si tratta quindi di un’opportunità estremamente interessante per tutti coloro che hanno un’impresa o vogliono crearne una per confrontarsi su quali siano le migliori azioni da intraprendere in ambito digitale.

Allo stesso modo l’appuntamento potrebbe essere utile per dipanare dei dubbi che possono sorgere quando si affronta un argomento così complesso come quello legato alla strategia online della propria azienda.

L’iscrizione, gratuita, deve essere effettuata online sul sito: http://bit.ly/imprese-digitali-16-11.

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Il lato oscuro della sharing economy

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Diciamocelo, siamo tutti entusiasti per la sharing economy e la rivoluzione del mercato che questa forma di innovazione sta proponendo in diversi ambiti, dal trasporto persone all’individuazione di alloggi per le proprie vacanze.

La sharing economy interessa anche la ristorazione: abbiamo già parlato di come può essere un modello vincente per innovarla.

Va detto però che questa forma innovativa di economia collaborativa dovrebbe, nelle intenzioni, redistribuire parte della ricchezza agli attori che concorrono alla sua generazione.

Qualora questo non avvenga o avvenga in modo trascurabile c’è il rischio che l’innovazione sia eticamente insostenibile diventando così un’arma a doppio taglio che la porta a trasformarsi nell’anticamera di qualcosa di socialmente più inviso: non a caso si parla di gig economy.

La gig economy è un modello economico dove domanda e offerta vengono gestite online attraverso piattaforme e app dedicate: deriva dal termine gig, una parola dell’inglese americano informale che descrive un lavoretto o un incarico occasionale.

Questo è quanto sta accadendo a Foodora, una delle aziende leader in Italia per il food delivery che sta attraversando in queste ore una crisi reputazionale in seguito al cambiamento di modello di remunerazione dei propri fattorini.

Ma prima un passo indietro: Foodora si occupa di food delivery, ossia di consegnare cibo ordinato online direttamente al domicilio del cliente.
La procedura è semplice: scarichi un’app o navighi il sito, scegli cosa vuoi mangiare da una selezione di ristoranti della zona e paghi.

Da quel momento il ristoratore riceve l’ordine, lo prepara e un fattorino dell’azienda che si occupa della consegna sale in sella ad un mezzo di trasporto agile (solitamente una bici) e provvede a recapitarlo direttamente a casa con un modico contributo.

Le aziende come Foodora guadagnano, su ogni ordine, tanto sul valore della merce richiesta (solitamente un contributo percentuale che può raggiungere la soglia del 20-30%) quanto sul costo della consegna (20 centesimi sui 2,90 Euro di consegna).

I fattorini di Foodora venivano inizialmente remunerati alla cifra di 5 Euro l’ora che, ammettiamolo, non sono propriamente un compenso particolarmente appetibile considerando l’ordinario costo della vita nelle città in cui il servizio è presente (tipicamente grandi metropoli come Milano o Torino).

Già questo, in un Paese civile, dovrebbe essere motivo di attenzione: tuttavia quello che segue sembrerà ancora più imbarazzante, o almeno questo è l’effetto che ha fatto a noi.
Da pochi giorni infatti ai fattorini di Foodora è stato modificato unilateralmente il contratto proponendo una remunerazione non più basata sul tempo (la singola ora) bensì sul volume delle consegne: 2,70 Euro per ogni consegna effettuata.

Beh, ora già con due consegne all’ora possono superare quanto guadagnavano prima!

Errore.

Se il costo per ogni addetto alla consegna è stato, nel primo anno di attività dell’azienda in Italia, pari a 5 Euro l’ora è lecito supporre che l’azienda avesse fatto delle proiezioni per poter contare su un numero orario di consegne sicuramente superiore alle due unità.
Se infatti le consegne pagate dal cliente finale ammontano a 2,90 Euro e l’azienda prima spendeva 5 Euro l’ora per garantire il servizio è evidente che con due consegne l’azienda sarebbe andata in utile anche sul costo della consegna.

Foodora e il nuovo modello di consegna

La rimodulazione del contratto è avvenuta quindi perché queste proiezioni non sono risultate sostenibili: considerando una media di 15-20 minuti a consegna, appare evidente che sia estremamente difficile che un singolo addetto possa effettuare più di 3-4 consegne all’ora.

Ma poiché il numero di consegne concomitanti è necessariamente elevato a causa degli orari di consumo di cibi che sono sovrapponibili per gran parte della popolazione, l’azienda avrebbe dovuto avere un gran numero di fattorini attivi contemporaneamente per garantire un celere servizio.

Ma più è elevato il numero di fattorini più cresce il rischio che, per ogni singola ora di servizio, il volume delle consegne richieste sia inferiore rispetto agli operatori disponibili generando così una grande quantità di tempi morti che si traducono in una perdita per l’azienda.

Invece con la nuova modalità imposta ai fattorini si trasferisce il rischio d’impresa direttamente sull’addetto: il tempo che rimarrà fermo ad attendere che venga disposto un ritiro e riconsegna infatti non verrà pagato.

Ne consegue che l’azienda potrà avere anche migliaia di fattorini ed essere perfettamente in grado di servire i picchi di domanda senza rimetterci nei momenti immediatamente successivi dove le risorse saranno scariche di lavoro e per questo non riceveranno compensi.

Foodora e l’agitazione dei collaboratori

La situazione ha causato un’agitazione da parte degli addetti alle consegne che hanno organizzato nei giorni scorsi una manifestazione per i propri diritti già messi a dura prova dalle condizioni contrattuali: ricordiamo infatti che i fattorini non sono dipendenti ma collaboratori a chiamata e che per lavorare devono avere accesso all’app per prenotare il turno di lavoro.

Accesso che, ovviamente, può essere inibito per motivazioni del tutto arbitrarie.

Le persone coinvolte però, grazie alla pagina di Facebook Deliverance Project dedicata agli eventi descritti, hanno ottenuto un tam tam su internet che ha acceso i riflettori sulla vicenda.

Questo grazie anche e forse soprattutto all’involontaria complicità di Foodora nella gestione della crisi.

In primo luogo in virtù della frase proferita dai vertici dei responsabili aziendali in Italia che giudicano il lavoro in Foodora come “un’opportunità per chi ama andare in bici, guadagnando anche un piccolo stipendio”.

Si tratta di un’affermazione che confonde l’aspetto professionale di un lavoro, qualsiasi esso sia, ad una passione o un hobby e che ha contribuito a far divampare un incendio mediatico.

In secondo luogo la dubbia gestione, eticamente parlando, della crisi reputazionale come evidenziato dall’ottimo Matteo Flora.

Un caso che dovrebbe farci riflettere

Nonostante nelle ultime ore sembrerebbe che le parti stiano cercando di trovare una soluzione alla vicenda con un tavolo di crisi, quanto accaduto dovrebbe farci riflettere sulla sostenibilità di certi modelli di business affinché non si trasformino in modi eticamente riprovevoli per far rivivere logiche di sfruttamento che una società civile dovrebbe essersi da tempo lasciata alle spalle.

Per completezza di informazione vi rimandiamo agli articoli presenti sul Corriere e La Stampa.

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Smart Nation presenta #SmartDay, l’innovazione resa semplice

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Smart Nation nasce con l’obiettivo di rendere l’innovazione a portata di tutti, per questo ha creato #SmartDay, un format che prevede una serie di appuntamenti su territorio nazionale, aperti a tutti i cittadini che vogliano scoprire il mondo delle nuove tecnologie.
Tali appuntamenti si inseriscono nel rispetto della Strategia per la Crescita Digitale sviluppata dal Governo e condivisa dalla “Coalizione per le competenze digitali“, l’iniziativa promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale di cui l’Associazione è membro.

#SmartDay semplifica l’accesso alle nuove tecnologie

La parola d’ordine di #SmartDay è semplificare.

L’innovazione dovrebbe essere accessibile a tutti, ma spesso la diversa formazione culturale o le differenze generazionali fra nativi digitali e non, rappresentano una barriera nella fruizione delle innovazioni che le nuove tecnologie permettono.
Smart Nation si propone quindi, come supporto a tutti coloro che vogliano conoscere, da zero o semplicemente più a fondo, le opportunità e i vantaggi che le nuove tecnologie offrono, nella quotidianità, nel lavoro, a scuola, ovunque.

Si parte il 12 ottobre 2016 alle ore 16 presso la Sala Consiliare di Piazza Cesare Battisti, 1 a Brugherio, primo Comune che ha patrocinato l’evento.

Durante l’incontro vi racconteremo la mission di Smart Nation, come siamo nati e perché, in un’epoca in cui il digitale prende sempre più piede, è importante essere preparati e competenti.
Verranno inoltre fornite le prime nozioni per chi ancora non conosce il mondo digital, ma vuole scoprirlo e sfruttarlo per migliorare la propria vita e interagire con il proprio territorio utilizzando le nuove teconologie.
Stiamo preparando il programma dettagliato dell’evento che condivideremo qui nei prossimi giorni, intanto possiamo anticiparvi che si parlerà dell’utilizzo di messaggistica istantanea, dell’applicazione Brugherio con Me e di come possiamo utilizzarla per interagire con il Comune.

Il nostro staff sarà a disposizione alla fine dell’incontro per qualsiasi domanda o chiarimento.

Per partecipare occorre prenotare un biglietto gratuito su Eventbrite.

Ci aiutereste nell’organizzazione anche segnalando la vostra partecipazione all’evento sulla pagina Facebook dedicata.

Il comunicato stampa è disponibile nella nostra area stampa.

L’hashtag ufficiale sarà ovviamente #SmartDay, potrete seguirci e interagire con noi sui nostri profili ufficiali Facebook e Twitter.

Maggiori informazioni sulla pagina dedicata.

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L’educazione digitale nasce dal buon senso

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Come Associazione per la promozione del digitale Smart Nation si batte, fra le altre cose, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole di internet.
I recenti casi di cronaca legati a fenomeni di cyberbullismo, come ad esempio le tragiche vicende di Tiziana Cantone, costringe tutti all’ennesima profonda riflessione su come ormai il fenomeno internet non sia elitario ma in grado di condizionare pesantemente la vita dell’individuo tanto online quanto offline.

Purtroppo però questi eventi sembrano non essere mai sufficienti.
Basti ricordare il dramma di Carolina Picchio o le migliaia di situazioni in cui un’affermazione impropria sulla rete si è trasformata in un boomerang.
Il tweet di Justine Sacco ad esempio, la responsabile della comunicazione di una grossa azienda statunitense che subì il licenziamento per un’affermazione razzista che probabilmente, per quanto esecrabile, all’interno della propria casa non avrebbe cagionato una shitstorm (ossia un attacco di massa) di proporzioni planetarie.

Vi sono poi i casi in cui è la rete stessa a sollevarsi spontaneamente contro un’azione spregevole condotta nella vita reale: ne è un caso scuola il fotomontaggio realizzato dalle gemelle Cappa di Garlasco che ha originato Agorà vs Gemelle K una shitstorm da parte della rete (e in particolare di un celebre forum di netgaming).

O al contrario può essere un influencer, ossia una persona molto nota in virtù della propria attività su internet (solitamente collegata ad opinioni o contenuti audio/video particolarmente accattivanti), a sollevare la rete grazie ai relativi follower.
Ne è un esempio l’attività recente di Selvaggia Lucarelli che è scesa in guerra per cyberbullare il cyberbullo.

Comportamento ineccepibile secondo le logiche del Codice di Hammurabi e della Legge del taglione ma, per sua stessa natura, altrettanto incivile.

I rischi di sottostimare internet

Tutte queste situazioni hanno in comune il fatto che si sottostima pesantemente l’impatto di internet.
Non è infatti il salotto di casa vostra, ma una piazza molto affollata: una vita parallela a quella reale, con le proprie regole che occorre conoscere, ma soprattutto che può amplificare il potenziale delle persone, tanto quello positivo quanto quello negativo.

Inoltre questo ambiente virtuale in realtà non dimentica, mai.
Ciò che scrivete e i contenuti pubblicati online, siano essi immagini, audio o video, sono destinati a permanere e risultano praticamente incancellabili a prescindere dalle ordinanze dei tribunali.
Se infatti suscitano una forma di interesse possono essere conservati da qualcuno e tenderanno ad essere distribuiti, condivisi o provvisoriamente sepolti in una dark internet che comunque ai più smalizati è accessibile.

E nemmeno pubblicare un contenuto e cancellarlo subito dopo (ad esempio perché ritenete che sia inappropriato) vi salva dal rischio che qualcuno sia riuscito, nel frattempo, ad effettuare uno screenshot e quindi averlo salvato per un’eventuale successiva condivisione.

Piccole regole per un uso più corretto e consapevole della rete

Alla luce di queste considerazioni, per iniziare ad usare la rete in modo più corretto e consapevole, vi suggeriamo alcuni accorgimenti.

Pensare: prima di pubblicare qualsiasi cosa chiedersi se ne vale davvero la pena e quali potrebbero essere le conseguenze.

Buon senso: il lento adagio “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te” è uno dei migliori consigli per stabilire ciò che non è il caso di fare su un luogo partecipato da altre persone.

Identità: pubblicare contenuti facilmente riconducibili alla propria identità reale ne può rafforzare il messaggio ma può comportare dei rischi in relazione alle proprie azioni e dichiarazioni. Potete ricorrere ad un nickname che rappresenta un’identità fittizia per ridurre l’esposizione personale.

Privacy: in subordine al punto precedente, dovreste sempre prestare attenzione alle impostazioni di privacy dei contenitori che utilizzate per pubblicare le vostre affermazioni in modo da restringere la cerchia di pubblico a cui volete rivolgervi.

Educazione: il rispetto altrui è uno dei requisiti nella vita comunitaria.

Netiquette: esiste una netiquette ovvero una serie di regole circa il buon uso di internet che tutti dovrebbero rispettare.
Sono le stesse per cui, ad esempio, SCRIVERE IN MAIUSCOLO significa “urlare” e, quindi, va evitato: cosa aspettate a leggerla?

Insomma, prestate alle vostre azioni su internet la stessa attenzione che prestate alla vita non digitale.

Il presente post è stato scritto da Federico Fratta, Presidente dell’Associazione Smart Nation.

Aggiornamento

Il nostro articolo è stato ripreso anche dal quotidiano Il Giorno.

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Smart Today, la rubrica dell’innovazione di Smart Nation sulle pagine di Today

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Smart Nation avvia un’importante collaborazione con Today, il supplemento al plurisettimanale telematico Citynews riguardante la diffusione della cultura digitale e dell’innovazione.
Citynews è una società editrice nata nel 2010 e specializzata nell’informazione locale online: è presente in 41 province ed ha 63 milioni di visite al mese con una penetrazione sulla popolazione attiva che supera in molte città il 50%.

L’accordo infatti consente alla nostra Associazione di pubblicare notizie ed informazioni inerenti la cultura digitale e l’innovazione con una specifica attenzione per il territorio attraverso le pagine della rubrica Smart Today.

Si tratta di un laboratorio sperimentale che, inizialmente, coinvolgerà il territorio lombardo con particolare interesse verso la provincia di Monza e della Brianza nonché dell’area di Milano.

Verranno affrontati temi strettamente collegati alle iniziative locali condotte da cittadini, imprese e dalla Pubblica Amministrazione in materia di digitale, innovazione.

« Lo sforzo redazionale profuso dall’Associazione nei primi mesi di vita – commenta Federico Fratta – ha riscosso il consenso da parte della redazione di Today.it: la proposta di realizzare questo laboratorio di informazione dedicato alla cultura digitale ci permette di aumentare il nostro audience facendo circolare in modo più efficiente le notizie che selezioniamo giorno per giorno ».

L’appuntamento avrà frequenza settimanale ma potrà subire degli incrementi a seconda dell’attività; non vi resta quindi che seguirci sulle pagine del nostro sito e sui nostri canali sociali fra cui in particolare la pagina di Facebook.

Per maggiori informazioni si rimanda al comunicato stampa.

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Smart Nation, il nostro primo tratto di strada

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Non è ancora tempo di bilanci ma, dopo un mese dalla costituzione della nostra Associazione, possiamo trarre alcune considerazione che vogliamo condividere con coloro che seguono il nostro progetto.

Nonostante il tempo impiegato per dirimere tutte le pratiche burocratiche attinenti e conseguenti la costituzione, siamo riusciti a cavarcela ed essere quindi perfettamente operativi.

Le attività di content curation sono quotidiane e selezionano notizie facilmente accessibili e di utilità sociale in materia di digitale ed innovazione che vengono diffuse tramite Facebook, Twitter e LinkedIn.

La nostra associazione si è ampliata in termini di associati: Federica, Paola e Leonie rappresentano l’attuale quota rosa del gruppo con, anche, incarichi operativi.

Inoltre, riceviamo l’aiuto di molte persone che, nell’ombra, si prodigano a segnalarci iniziative da monitorare, contribuiscono alla gestione editoriale o si hanno erogato un piccolo contributo per le spese che dobbiamo sostenere.

Nel frattempo abbiamo deciso di aderire alla Coalizione per le competenze digitali, un’iniziativa di AgID che opera attraverso la promozione, il supporto e l’integrazione di progetti nazionali e territoriali, correlandoli alle iniziative dell’Agenda Digitale e favorendo lo scambio delle esperienze e il riutilizzo delle buone prassi.

Entro breve ufficializzeremo il primo appuntamento dell’Associazione che si terrà verosimilmente a fine giugno a Monza (MB): sarà un evento in cui presenteremo la nostra squadra e forniremo competenze immediatamente spendibili da parte delle persone che parteciperanno.

Il comunicato stampa sarà consegnato entro fine settimana, per maggiori informazioni potete già ora lasciare il vostro indirizzo e-mail qui.

Sempre nel mese di giugno, probabilmente incorporato all’evento di cui sopra, sarà messo online un piccolo portale per contribuire al progresso digitale del territorio della provincia di Monza e Brianza.

Nel contempo, stiamo collaborando con diverse istituzioni territoriali per cercare di progettare un corso altamente interattivo a supporto dell’alfabetizzazione digitale che, nelle intenzioni, dovrebbe concretizzarsi entro l’estate.

Siamo ovviamente aperti a donazioni a supporto delle nostre iniziative: se volete contribuire è sufficiente contattarci.

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Nasce Smart Nation

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Oggi, 30 aprile 2016, non è una data come tante: il 30 aprile del 1986 l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet.
Il segnale, partito dal Centro universitario per il calcolo elettronico (CNUCE) di Pisa, è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania.
Trenta anni dopo, grazie a quell’esperienza pionieristica, ci troviamo in un mondo profondamente interconnesso che ha creato nuove modalità di gestire relazioni sociali, nuove opportunità e addirittura nuovi modelli economici.

Tuttavia, l’Italia non ha saputo capitalizzare, altrettanto velocemente quanto hanno fatto altri Paesi, le possibilità offerte dalla rete e dalle nuove tecnologie: dopo l’esplosione della bolla economica delle dot-com risalente agli inizi degli anni 2000 e il seguente periodo nero delle newco tecnologiche, una nuova fase di crescita si è lentamente fatta strada in coincidenza con la grande recessione.

A tale proposito, in Italia, si è parlato più volte di Rinascimento digitale: perché sia una nuova stagione di crescita, il nostro Paese ha l’obbligo di coinvolgere i propri cittadini in questo processo, abattendo il digital divide.

La cultura digitale infatti fornisce molte opportunità per migliorare la propria vita: purtroppo in Italia spesso queste opportunità non vengono colte a causa di un diffuso analfabetismo digitale.

Per questo motivo un primo nucleo di persone, dalle eterogenee competenze ma dalla comune convinzione nel ritenere le nuove tecnologie lo strumento più efficace per moltiplicare le opportunità e migliorare la vita dei cittadini, si è riunita costituendo l’Associazione Smart Nation.

Smart Nation è il concetto di Smart City applicato su scala nazionale: il termine è stato impiegato maggiormente da Singapore per riferirsi alla propria visione nazionale nell’utilizzare la tecnologia per migliorare la vita e il lavoro dei propri abitanti puntando sull’innovazione.

Parimenti, l’Associazione Smart Nation si propone l’obiettivo di promuovere attività legate a innovazione e digitale.
Si batte inoltre per permettere al nostro Paese di migliorare il DESI Index che lo vede, a fine 2015, come 25° Paese d’Europa (su 28).

A tale proposito vengono progettate e pianificate diverse attività che abbiano come scopo primario la diffusione di sapere in ambito di innovazione e digitale per far recuperare consapevolezza ai cittadini di come la tecnologia può contribuire al rilancio del nostro Paese in termini di competitività con le altre nazioni.

Così, a trenta anni da quel minuscolo segnale, un’altra esperienza pionieristica nasce con l’ambizione di cambiare qualcosa in questo mondo dove la dimestichezza con le nuove tecnologie è un requisito sempre più necessario per l’integrazione e la realizzazione dell’individuo nella società.

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