Smart Nation compie il quarto anno

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Smart Nation raggiunge i quattro anni: quello di oggi è un compleanno un po’ strano a causa delle restrizioni in atto per l’epidemia di COVID-19 che ha imposto un sostanziale blocco delle attività a contatto con le persone.

Smart Nation ha sempre fatto delle relazioni interpersonali una fortissima priorità anche perché sono quelle che permettono di vincere la diffidenza delle persone nel digitale: fra i punti cardine dell’impegno di Smart Nation sul territorio c’è proprio la divulgazione delle nuove tecnologie alle persone in regime di esclusione digitale e assai diffidenti verso le potenzialità rappresentate dall’innovazione.

Il peso preponderante della divulgazione digitale ha permesso a Smart Nation di curare il progetto Casa Digitale che ha registrato importantissimi traguardi e che continua a crescere nei numeri e nella notorietà.

La nostra Associazione ha trascorso un anno piuttosto impegnativo in cui, nonostante la difficoltà nel reperire stanziamenti per la propria sopravvivenza, c’è stato un notevole incremento dell’impegno profuso nelle attività di progettazione e coordinamento.

Le attività istituzionali come anche gli eventi organizzati in collaborazione con Enti e scuole sono stati inferiori rispetto ai periodi precedenti anche per privilegiare l’attenzione verso le attività che potessero avere un maggiore rendimento: si è tratto di una scelta sofferta ma purtroppo imprescindibile data la scarsità di risorse impegnabili.

Siamo infatti convinti che molte azioni sul territorio, che spesso hanno una bassa visibilità, in realtà rappresentano i migliori investimenti sotto il profilo umano nonostante i ritorni economici non siano altrettanto soddisfacenti: basti pensare l’assistenza a cittadini che non sono stati in grado di partecipare autonomamente a bandi pubblici, come quelli di Regione Lombardia, per l’accesso alle case popolari o al Reddito di Cittadinanza.

L’innovazione infatti è sempre stato un ambito molto discusso ed evidenziato come strategico ma poi risorse e investimenti non sono seguiti di pari passo con il risultato più evidente nel totale abbandono di politiche attive e coraggiose in tal senso.

Fortunatamente il corso è cambiato con il progetto Repubblica Digitale promosso dal MID di cui Smart Nation fa parte: ci si auspica che quest’anno sia quello della svolta.

La nostra Associazione compare fra gli Enti coinvolti in iniziative importanti della società civile per aiutare il Paese ad una vera e propria svolta digitale e questo ci riempie di soddisfazione come anche leggere il nostro nome vicino ad altre realtà di primo piano.

La pandemia che ha colpito l’Italia in queste ultime settimane ha inoltre contribuito nel processo di crescita dell’attenzione sulle tematiche relative alla digitalizzazione della nostra società in termini di infrastrutture (es. piano BUL) e soprattutto diffusione di competenze digitali di base.

Stiamo lavorando per ampliare la rete di soggetti istituzionali in grado di velocizzare la nostra azione approfittando della ritrovata centralità del tema digitale come strumento per “unire” le persone e migliorare la qualità della loro vita in un periodo in cui l’isolamento sociale è indotto.

Se volete aiutarci, potete farlo dandoci una mano per crescere, in termini di supporto mediatico, rete di contatti, donazioni e tutto quello che può permetterci di migliorare la nostra azione per un Paese sempre più digitale.

Tanto auguri a noi!

P.S. Se appartenete ai Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, grazie a Casa Digitale, potete prenotare un appuntamento gratuito per imparare ad usare smartphone, pc e i servizi digitali compresi quelli messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione.

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Casa Digitale compie un anno

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Casa Digitale compie il suo primo anno di vita: un anno di difficoltà, battaglie ma anche numerosi successi soprattutto grazie alla straordinaria accoglienza dell’iniziativa da parte della cittadinanza a cui è rivolta.

Presentato il 30 gennaio 2019, il progetto di Casa Digitale è stato avviato esattamente un anno fa, il 5 febbraio 2019: da allora sono state erogate ben 390 ore gratuite di formazione che hanno permesso di diffondere competenze digitali di base ai cittadini che subiscono il digital divide per fattori culturali.

Casa Digitale infatti consiste in una rete di punti territoriali, attualmente attivi nei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un facilitatore digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia problemi con le nuove tecnologie: è infatti più facile formare una persona che avverte un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) in quanto la sua soglia di attenzione sarà naturalmente molto elevata.

Il rapporto 1:1 permette di migliorare l’efficacia in termini di trasferimento di competenze rispetto ad una classe allargata, dove spesso i partecipanti si rallentano reciprocamente nell’apprendimento perché non partono da condizioni omogenee come competenze e capacità di assorbimento delle informazioni, ma anche di vincere la generale diffidenza verso la tecnologia da parte di chi non ha competenze digitali di base.

Un anno in numeri

Ad un anno esatto dall’inizio di questa avventura abbiamo deciso di pubblicare alcuni numeri per permettere ai cittadini di comprendere come il servizio stia funzionando: sono online infatti le statistiche di Casa Digitale e tali rimarranno, costantemente aggiornate settimana dopo settimana.

Tra i dati che saltano all’occhio sicuramente l’elevato tasso di riprenotazione (superiore al 90%) da parte degli utenti che testimonia la bontà del servizio erogato, ma anche l’efficacia nell’incentivare i cittadini ad attivare un’identità digitale (oltre il 39%) considerando che il principale limite di SPID è sempre stata la sua diffusione.

A latere dei numeri, durante il primo anno di attività di Casa Digitale sono stati raccolti anche molti interessanti spunti di riflessione: un dato significativo è che la difficoltà in ambito digitale, pur essendo presente soprattutto tra gli over 60, si è osservata anche da parte dei più giovani in relazione all’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione suggerendo che probabilmente occorra riflettere anche sulla capacità di interazione delle ultime generazioni con piattaforme tecnologiche diverse da quelle destinate all’intrattenimento.

Casa Digitale comunque ha permesso in particolare modo di rispondere all’esigenza, storicamente inascoltata, dei cittadini che non sono indipendenti nell’uso delle nuove tecnologie e che non riescono a ricevere un aiuto nemmeno in famiglia da parte dei parenti più prossimi spesso privi di tempo o disponibilità.

Ma esiste anche una fetta consistente di popolazione che è diffidente verso il mondo digitale: in questo anno presso gli sportelli di Casa Digitale sono transitate persone che non erano in possesso di uno smartphone (“perché il telefono mi serve solo a telefonare”) ma che poi sono state convinte a fare il grande salto oppure persone a cui era stato regalato un telefono di ultima generazione ma non avevano avuto mai l’opportunità di configurarlo e utilizzarlo, cosa che invece è stata resa possibile dal servizio.

Lo spaccato dell’utenza servita da Casa Digitale evidenzia una buona parte di cittadini che utilizza solo alcune tecnologie, spesso con finalità di intrattenimento, ma non altre ben più utili: per esempio l’uso di WhatsApp ma non quello di un indirizzo di posta elettronica che però è un requisito indispensabile per ottenere l’identità digitale o comunque per interagire con la PA.

Anche questo aspetto è indicativo di come sia generalmente sottostimata, a livello istituzionale, da una parte la capacità del cittadino di utilizzare le tecnologie che gli consentano di dialogare con la PA mentre dall’altra l’opportunità della PA di essere presente su canali tradizionalmente meno diffusi ma che invece sono utilizzati dal cittadino stesso, come Telegram, che renderebbero più facile il coinvolgimento della popolazione.

Da un’osservazione empirica, appare però chiaro che il cittadino sia incentivato a confrontarsi con tematiche per lui ostiche soprattutto quando ne percepisce un vantaggio chiaro: è il caso dell’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico di Regione Lombardia il cui funzionamento e la cui comodità hanno incentivato gli utenti ad imparare le modalità di accesso e utilizzo.

La soddisfazione di un bisogno, risolvibile solo digitalmente, è stata la leva che ha permesso al servizio di assistere i cittadini nelle numerose richieste di supporto per la compilazione di domande relative ai bandi e ai contributi dei Comuni coinvolti e di Regione Lombardia fra cui Dote Scuola, Dote Sport, la domanda online per la richiesta di un alloggio pubblico o ancora l’iscrizione al nuovo anno scolastico.

L’approccio, in tal senso, è stato quello di portare gli utenti a dotarsi dell’identità digitale per poi accompagnarli nella creazione della pratica affinché capissero le dinamiche e venissero resi autonomi nel ripetere il processo da soli, ove necessario.

Questo aspetto è forse il pilastro fondamentale su cui si regge l’iniziativa: Casa Digitale non è uno sportello che sostituisce il cittadino nel rapporto con il digitale ma è uno strumento di transizione al digitale.

Secondo i dettami del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) infatti la Pubblica Amministrazione deve aspirare alla piena trasformazione digitale e alla dematerializzazione: questo sarà possibile solo qualora i cittadini siano in grado di rapportarsi con la PA utilizzando canali esclusivamente digitali e rendendo quindi del tutto inutili e obsoleti gli attuali sportelli fisici che dovranno essere riconvertiti.

In tal senso è evidente come questo percorso sarà difficile se la stessa PA non aiuta o incentiva i cittadini ad un’indipendenza nell’uso delle nuove tecnologie mentre sarà impossibile se riterrà prioritarie azioni a supporto della gestione tradizionale del rapporto con il cittadino: che senso ha infatti per la popolazione recarsi, per esempio, allo sportello anagrafe quando potrebbe essere in grado di richiedere online il certificato di cui necessita?

Una PA digitale è una PA efficiente, con un notevole risparmio di denaro pubblico.

https://www.facebook.com/dataroom.milena.gabanelli/videos/2556833871309133/

Tornando alla dimensione locale i Comuni del progetto pilota, ossia il Comune di Monza, il Comune di Brugherio e il Comune di Vedano al Lambro sono pienamente soddisfatti del servizio: purtroppo però la nota dolente è la lunga lista di attesa a causa di una domanda elevatissima e le poche risorse a disposizione.

Un’attesa eccessiva, a volte anche di 90 giorni, fra un appuntamento e l’altro comporta una riduzione dell’efficacia della formazione: ci si auspica quindi che il servizio possa essere potenziato con l’individuazione di risorse umane adatte allo scopo per ridurre sensibilmente le code che, ad oggi, superano le 6 settimane.

Nel frattempo, grazie ad una serie di sinergie, è in corso la progettazione dell’espansione nella Provincia di Monza e Brianza e sull’Area Omogenea Cremasca grazie al supporto di lungimiranti amministratori locali che hanno manifestato interesse tanto da far guadagnare notorietà al progetto.

Che la strada sia quella giusta lo si capisce facilmente dalle linee guida del nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione che annovera nelle attività da svolgere interventi atti alla diffusione delle idonee competenze digitali alla cittadinanza.

Ma non solo il Governo ha capito la centralità di una società davvero digitale: recentemente TIM ha lanciato il progetto Operazione Risorgimento Digitale, una scuola itinerante nei Comuni italiani dedicata all’alfabetizzazione digitale.

Un bellissimo progetto che denota la sensibilità di TIM al tema: non a caso nel 2017, durante la progettazione di Casa Digitale, venne contattata Fondazione TIM a cui venne presentata l’iniziativa per ottenere un sostegno che poi invece è arrivato da Fondazione Micron, senza la quale non sarebbe stato possibile realizzare quanto creato.

La strada è ancora lunga ma siamo sicuri che il solco sia tracciato, buon anno a noi e grazie a tutti i numerosi cittadini che, oltre ad utilizzare il servizio, se ne sono fatti promotori presso parenti e amici.

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Smart Nation aderisce al Manifesto per la Repubblica Digitale

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L’Associazione Smart Nation, coerentemente con la propria missione di divulgazione della cultura digitale e dell’innovazione, fra le proprie linee di intervento ha sicuramente la facilitazione digitale: si tratta di un percorso strategico che punta a semplificare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione per il tramite degli strumenti digitali.

Una delle iniziative più rappresentative è sicuramente la creazione del format Smart Day, una serie di eventi gratuiti dedicati all’alfabetizzazione digitale patrocinati da Enti sul territorio nazionale in cui vengono spiegate in modo semplice le potenzialità del digitale alla popolazione residente.

Smart Day ha poi dato accesso ad una serie di esperimenti che hanno permesso di realizzare il progetto Casa Digitale che sta crescendo in Lombardia e per cui a breve vi saranno importantissime evoluzioni che coinvolgono le Istituzioni.

Oggi, in virtù di questo impegno e con la ferma intenzione di potenziare l’organizzazione di queste attività sul territorio, Smart Nation ha aderito, venendo accettata, al Manifesto per la Repubblica Digitale.

Si tratta di un importante riconoscimento che testimonia l’importanza di effettuare azioni concrete volte a diffondere competenze digitali che sono fattori determinanti per la crescita, la competitività e il benessere del Paese.

La tecnologia digitale infatti favorisce lo sviluppo di una società migliore e soprattutto determina una nuova forma di cittadinanza basata su informazione di qualità, interazione civica e un migliore e più efficace dialogo tra cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese per superare le diseguaglianze e rilanciare il Paese.

Maggiori informazioni qui.

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Smart Nation compie il terzo anno

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Oggi è il terzo anno di Smart Nation, 1.095 giorni in cui la nostra associazione ha continuato a diffondere la cultura dell’innovazione e soprattutto competenze digitali a chi, essendone sprovvisto, ne facesse richiesta.

Sicuramente è stato un anno molto impegnativo in cui Smart Nation è stata assai meno esposta ai riflettori: le attività istituzionali come anche gli eventi organizzati in collaborazione con Enti e scuole sono state sensibilmente ridotti a causa della scarsità delle risorse a disposizione che sono state dirottate interamente per avviare il nostro progetto più rappresentativo e fortemente voluto ossia Casa Digitale.

Casa Digitale è un’iniziativa che ha radici lontane, anzi si può dire che l’intenzione di creare questo servizio sia stata alla base della scelta di costituire l’associazione Smart Nation onde poter creare le precondizioni necessarie alla sua realizzazione.

Dopo oltre 2 anni di gestazione, il 5 febbraio Casa Digitale ha iniziato le operazioni e si è rivelata subito un’iniziativa di grandissimo successo: ad oggi le prenotazioni superano la disponibilità di appuntamenti al punto che si è generata una coda significativa che stiamo cercando di risolvere ampliando le ore di attività di servizio.

La soddisfazione è ancora più grande se confrontata con l’impegno richiesto in termini organizzativi anche per compensare la scarsa sensibilità dei vari attori, soprattutto quelli locali, che sono stati coinvolti nel processo di fundraising: è infatti assai difficile fare innovazione senza risorse adeguate e lo è ancora di più se si stanno cercando di portare avanti progetti ambiziosi come quello di Casa Digitale.

Fortunatamente il lungo percorso, problematico anche dal punto di vista delle delibere comunali che hanno permesso di riunire alla partenza i Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, è stato costantemente assistito dal nostro principale sponsor ovvero Fondazione Micron.

Senza la fattiva collaborazione di questa Fondazione infatti non saremmo riusciti ad arrivare dove siamo arrivati ora.

Stiamo lavorando senza sosta per aumentare il numero di Comuni coinvolti e ampliare la rete di soggetti istituzionali in grado di velocizzare la nostra azione.

Nel contempo abbiamo in programma di riprendere più diffusamente la nostra attività divulgativa nei Comuni limitrofi come anche la collaborazione con le scuole, portando tecnologie abilitanti e opportunità di conoscenza laddove possano attecchire.

Il regalo più grande che potremmo ricevere?

Una mano a crescere, in termini di supporto mediatico, rete di contatti, donazioni e tutto quello che può permetterci di migliorare la nostra azione per un Paese sempre più moderno dove le competenze digitali possano effettivamente arrivare a tutti.

Tanto auguri a noi!

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Al via Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide

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Parte ufficialmente oggi il progetto Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide in relazione alla scarsa diffusione delle competenze digitali di base nella popolazione.

Durante i primi due anni di attività della nostra Associazione, grazie ai molti eventi realizzati nel territorio di Monza e della Brianza, è stato infatti possibile toccare con mano come ci siano effettivamente moltissime persone, specialmente in età avanzata, che non hanno dimestichezza con il mondo del digitale benché magari possano avere il bisogno o l’interesse di rapportarsi ad esso.

Pensate per un attimo a vostri parenti e conoscenti over 60 quando si trovano a dover utilizzare il proprio smartphone: alla loro ragionevole richiesta di aiuto la risposta più comune è quella di non avere tempo.

Così nella maggioranza dei casi queste persone, non ricevendo assistenza, perdono un’opportunità.

Non va meglio a coloro i quali provano a cimentarsi nel seguire i vari “corsi” di informatica di base: la loro lunghezza e, spesso, la mole di informazioni trasmesse sono entrambe caratteristiche poco digeribili ad un pubblico che ha per natura una soglia di attenzione piuttosto bassa.

Da queste osservazioni e da altre raccolte durante l’esperienza territoriale come referente per Monza dell’iniziativa sperimentale dei Digital Champions, Federico Fratta (n.d. Presidente di Smart Nation) ha ipotizzato una soluzione pratica al problema chiamata appunto Casa Digitale.

Casa Digitale è una rete di punti territoriali rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un nativo digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia un comune problema legato all’uso delle nuove tecnologie.

L’iniziativa lavora su due variabili precise: la soglia di attenzione dei destinatari (notoriamente bassa) e la percezione di un bisogno specifico (generalmente elevata).

L’intuizione è che sia più facile formare una persona che riconosce un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) e che, una volta formata allo scopo e riconosciuta l’utilità del mezzo digitale, si dimostri più propensa ad acquisire ulteriori competenze nell’ottica di una piena inclusione digitale.

Le attività per cui si può chiedere supporto sono diverse come per esempio l’uso degli smartphone e tablet, la configurazione e l’uso delle più comuni app, l’utilizzo dei Social Network o delle applicazioni di messaggistica istantanea, l’apertura di una casella di posta elettronica (certificata o meno), l’attivazione di un’utenza SPID, un supporto nell’effettuare gli acquisti online o ancora l’utilizzo dei servizi digitali del proprio Comune.

Quest’ultimo punto è di vitale interesse per le Amministrazioni locali che sono obbligate ad una transizione sul digitale di molti processi e servizi che però, nella prassi, spesso rimangono scarsamente utilizzati per una scarsa propensione dei cittadini a farvi ricorso oppure per una user experience non propriamente semplice.

Per questo motivo le Amministrazioni dei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro hanno deciso di aderire al progetto vedendo in esso una possibile efficace risposta alla scarsa interazione dei cittadini con i servizi digitali erogati.

Casa Digitale non costa nulla ai cittadini e nemmeno alle Amministrazioni: il servizio è reso possibile dal supporto di Fondazione Micron e dall’iniziativa privata.

L’idea del progetto è nata verso la fine del 2015 per poi essere razionalizzata durante il 2016.

Il 2017 è stato l’anno dedicato al fundrasing e alla creazione delle condizioni materiali affinché il progetto potesse partire: tra la fine del 2017 e la fine del 2018 invece è stata la volta della difficile promozione dell’iniziativa alla Pubblica Amministrazione che ha risposto più o meno celermente.

Proprio la burocrazia è stata, in molti frangenti, il freno a poter attuare velocemente un’idea molto semplice ma che, ci auspichiamo, siamo molto efficace.

I facilitatori digitali impegnati nell’attività di supporto alla cittadinanza sono formati e messi a disposizione da Smart Nation che sta lavorando a consolidare collaborazioni con il mondo della scuola per mettere in prima linea, nell’attività di formazione rivolta ai cittadini resistenti alla tecnologia, i nativi digitali.

Ora tocca a voi: chiunque abbia conoscenti che hanno difficoltà con le nuove tecnologie può occuparsi di veicolare il messaggio e far presente che da oggi c’è qualcuno che può, gratuitamente, aiutarli.

Per usufruire dei servizi di Casa Digitale occorre fissare un appuntamento tramite il sito internet, inviando una mail all’indirizzo prenota@casadigitale.org oppure telefonando al numero 351 5588636 (attivo anche su WhatsApp e Telegram).

Le sedi di Casa Digitale sono, al momento del lancio, due e situate entrambe a Monza: per i cittadini di Monza presso l’ufficio comunale di piazza Carducci (sportello REI) tutti i martedì, dalle 9 alle 13, a partire da martedì 5 febbraio 2019 mentre per i cittadini di Brugherio e Vedano al Lambro presso via Piave n. 11 tutti i sabati, dalle 9 alle 13, a partire da sabato 9 febbraio 2019.

Presso il sito del Comune di Monza è rinvenibile il comunicato stampa dell’iniziativa curato dal Servizio Comunicazione istituzionale e relazioni esterne; il comunicato stampa di Smart Nation è rinvenibile qui.

Casa Digitale è aperta alla collaborazione con altri Comuni del territorio per estendere il servizio.

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Smart Nation compie due anni

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Questa volta i giorni sono 730, e anche i successivi 365 che sono passati dal nostro primo compleanno sono stati altrettanto intensi, difficili ed emozionanti.

Tutte le attività che avevamo faticosamente iniziato si sono espanse grazie a nuove collaborazioni e soprattutto grazie a solide realtà che hanno deciso di credere in noi, fra tutte sicuramente Fondazione Micron a cui dobbiamo molto del cammino che ci ha portati fino a questo punto.

Tra le novità più importanti di questo secondo anno c’è una nuova casa in via Piave a Monza presso un polo urbano di innovazione che raccoglie diverse realtà impegnate sul fronte dell’innovazione.

Questa sede è, di fatto, il quartiere generale dell’Associazione e di molte iniziative che prenderanno la luce entro breve.

Un anno all’insegna della formazione e del lavoro sul territorio

Nel corso del nostro secondo anno ci siamo focalizzati sulla promozione dell’alfabetizzazione digitale sul territorio della Brianza puntando sempre sul format degli Smart Day che sono stati accolti con grande seguito e interesse da parte dei Comuni della zona.

Anche grazie a questa attività siamo riusciti a interagire diverse Amministrazioni illuminate fra cui quelle dei Comuni di Brugherio, Vedano al Lambro, Villasanta, Seregno, Arcore, Vimercate, Agrate Brianza e Monza.

Ed è proprio grazie alla sensibilità di alcune di queste amministrazioni che ci apprestiamo finalmente a dare i natali a Casa Digitale, un progetto fortemente voluto per la facilitazione digitale dei cittadini resistenti alla tecnologia.

I dettagli del progetto, che rappresenta il nostro regalo al territorio da cui siamo nati, saranno comunicati in un’apposita conferenza stampa che verrà annunciata entro pochi giorni.

Quale modo migliore di festeggiare il nostro secondo anno se non realizzando qualcosa di unico e potenzialmente dirompente insieme ai Comuni che ci hanno supportato in questi mesi?

Tanti Auguri a noi!

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Smart Nation presenta IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

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Per il celebrare il nostro primo compleanno volevamo fare qualcosa che potesse restituire l’affetto e l’interesse che il territorio ci ha dimostrato nell’ultimo anno.

La soluzione ci è sembrata chiara sin da subito: realizzare qualcosa che fosse prima di tutto utile per la comunità e che potesse risolvere un problema sentito.

La percezione è che uno dei problemi maggiori fosse legato al binomio trasparenze e partecipazione.

Pertanto abbiamo deciso di sposare un progetto tecnologico, di cui siamo i gestori, che fosse uno strumento semplice, veloce ed efficace per avvicinare i cittadini italiani alla Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è quello di trasferire le lamentele e le idee, che vengono spesso disperse su vari canali, in un unico collettore in grado di catalizzare il flusso di informazioni in energia di cambiamento.

IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

Nasce quindi IoDecido, una piattaforma per la partecipazione e denuncia sociale: per i dettagli vi rimandiamo all’apposito blog.

La piattaforma permette di organizzare proposte e segnalazioni, di determinarne l’importanza per la comunità attraverso un sistema di voto e infine consente agli utenti registrati e verificati di impegnarsi per la loro esecuzione.

Il progetto parte come pilota sul Comune di Monza per poi estendersi negli altri Comuni italiani.

L’hashtag è #IoDecido, il comunicato stampa invece è accessibile qui.

La piattaforma viene presentata ufficialmente il 27 maggio alle ore 21.00 presso la Sala Maddalena di Monza, in via Santa Maddalena, 7.

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Smart Nation compie il primo anno

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Sono passati 365 giorni da quando è stata costituita Smart Nation: sono stati intensi, difficili ed emozionanti.
Non è semplice riassumere le sensazioni che si susseguono nella creazione di un nuovo progetto, ambizioso e incerto ma ricco di talento, accompagnato dalla voglia di scaricarlo a terra nel migliore modo possibile.

Tanto entusiasmo certo alternato però anche a momenti di sconforto nel non trovare le strade giuste per far decollare nel modo più veloce possibile quello che, a ragione, è un’iniziativa che può davvero impattare significativamente sulla vita delle persone.

I tempi, fin troppo lunghi, per interagire con gli Enti sul territoro e la difficoltà di accedere a risorse economiche coerenti con le nostre finalità non ci hanno però fermato.

Oggi è trascorso un anno esatto da quando, riunendo la volontà di Federico, Paolo, Giovanni e Domenico, è stata costituita Smart Nation: quella che era la nostra associazione ora è sempre di più diventata vostra.

Vostra perché, nel corso di questi mesi, abbiamo iniziato a farci conoscere sul territorio e restituire passione e competenze legate al digitale e all’innovazione.

Le difficoltà diventano un’opportunità

Promuovere questi due concetti su una popolazione tipicamente resistente non è affatto facile: ci vuole pazienza e tatto nel semplificare concetti alieni a chi ti ascolta.

Ma la fatica sparisce e fa spazio alla soddisfazione quando capita di osservare che chi ha sempre rifiutato l’uso della tecnologia nel quotidiano impara che con un semplice clic è possibile saltare la coda alle Poste.

O trasferire denaro ad un contatto della propria rubrica telefonica senza recarsi in banca.

O comprare online senza timore che la propria carta di credito venga clonata.

Tutto questo è stato possibile grazie agli Smart Day eventi dedicati all’alfabetizzazione digitale patrocinati da Enti sul territorio nazionale in cui spieghiamo le potenzialità del digitale: ne abbiamo organizzati 4 sul territorio della Brianza e, a regime, ve ne saranno 1 o 2 al mese.

Ma anche le imprese stanno imparando a comprendere meglio le potenzialità del digitale grazie a Imprese Digitali, un format patrocinato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza e che a breve riceverà l’appoggio istituzionale di altre realtà attive nel panorama nazionale.

In questo anno non sono mancate neppure le soddisfazioni in ambito educativo e soprattutto in relazione ai giovani ragazzi, con il progetto sociale di democrazia partecipata CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) in collaborazione con il Comune di Monza: ad inizio aprile abbiamo dedicato una giornata ad avvicinare le nuove generazioni ai molteplici impieghi della realtà virtuale.

Di contro, come premesso, non sono mancate le difficoltà.

Abbiamo fatto molta fatica ad interfacciarci con alcune Pubbliche Amministrazioni, particolarmente resistenti all’idea di organizzare percorsi gratuiti di divulgazione della cultura digitale.
Nel contempo è stato molto difficile attingere a fondi che consentissero alla nostra azione di essere più efficace: sembra che l’innovazione sia una parola di cui tutti vogliono farsi portavoce ma che poi, quando si tratta di sostenerla con azioni concrete, non trova i giusti supporti.

E ora?

Dopo il primo anno in cui abbiamo consolidato la nostra offerta formativa e le relazioni con il territorio siamo pronti per affrontare nuove sfide di cui due in particolare ci stanno molto a cuore.

La prima è una piattaforma di denuncia e partecipazione sociale: l’abbiamo chiamata IoDecido e il nome non è casuale.

Verrà presentata, nelle prossime settimane, a Monza come progetto pilota per poi espandersi agli altri Comuni italiani.

La seconda è invece Casa Digitale, un’iniziativa che fornirà una puntuale risposta ai bisogni dei cittadini, in ambito digitale, che in questo anno abbiamo avuto modo di raccogliere durante gli eventi che abbiamo promosso sul territorio.

Continuate a seguirci e a parlare di noi a tutti coloro che conoscete, ne vedrete delle belle!

Qui il comunicato stampa.

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Smart Nation lancia #ImpreseDigitali

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Smart Nation continua nella sua opera divulgativa legata al digitale e alle nuove tecnologie.
Se con il format dello #SmartDay l’Associazione ha voluto educare i cittadini al digitale e all’innovazione, questa volta sono le aziende ad essere protagoniste.

#ImpreseDigitali: rendere la propria impresa digitale

Con il programma #ImpreseDigitali infatti Smart Nation organizza una serie di incontri in collaborazione con le Camere di Commercio del territorio per far comprendere alle aziende come poter migliorare il proprio mercato grazie all’uso delle tecnologie digitali.

Il primo appuntamento è presso la Camera di Commercio di Monza, il 16/11.

L’appuntamento prevederà circa 2 ore di intervento strutturato in due parti: la prima parte consiste in una presentazione collegata alla comprensione delle strategie digitali per far crescere la propria impresa.

La seconda parte invece prevede una sessione AMA (Ask me Anything) dove il relatore sarà a disposizione dei partecipanti per rispondere, in tempo reale, ad una qualsiasi domanda legata al tema dell’evento ossia strategia digitale.

Si tratta quindi di un’opportunità estremamente interessante per tutti coloro che hanno un’impresa o vogliono crearne una per confrontarsi su quali siano le migliori azioni da intraprendere in ambito digitale.

Allo stesso modo l’appuntamento potrebbe essere utile per dipanare dei dubbi che possono sorgere quando si affronta un argomento così complesso come quello legato alla strategia online della propria azienda.

L’iscrizione, gratuita, deve essere effettuata online sul sito: http://bit.ly/imprese-digitali-16-11.

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Il lato oscuro della sharing economy

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Diciamocelo, siamo tutti entusiasti per la sharing economy e la rivoluzione del mercato che questa forma di innovazione sta proponendo in diversi ambiti, dal trasporto persone all’individuazione di alloggi per le proprie vacanze.

La sharing economy interessa anche la ristorazione: abbiamo già parlato di come può essere un modello vincente per innovarla.

Va detto però che questa forma innovativa di economia collaborativa dovrebbe, nelle intenzioni, redistribuire parte della ricchezza agli attori che concorrono alla sua generazione.

Qualora questo non avvenga o avvenga in modo trascurabile c’è il rischio che l’innovazione sia eticamente insostenibile diventando così un’arma a doppio taglio che la porta a trasformarsi nell’anticamera di qualcosa di socialmente più inviso: non a caso si parla di gig economy.

La gig economy è un modello economico dove domanda e offerta vengono gestite online attraverso piattaforme e app dedicate: deriva dal termine gig, una parola dell’inglese americano informale che descrive un lavoretto o un incarico occasionale.

Questo è quanto sta accadendo a Foodora, una delle aziende leader in Italia per il food delivery che sta attraversando in queste ore una crisi reputazionale in seguito al cambiamento di modello di remunerazione dei propri fattorini.

Ma prima un passo indietro: Foodora si occupa di food delivery, ossia di consegnare cibo ordinato online direttamente al domicilio del cliente.
La procedura è semplice: scarichi un’app o navighi il sito, scegli cosa vuoi mangiare da una selezione di ristoranti della zona e paghi.

Da quel momento il ristoratore riceve l’ordine, lo prepara e un fattorino dell’azienda che si occupa della consegna sale in sella ad un mezzo di trasporto agile (solitamente una bici) e provvede a recapitarlo direttamente a casa con un modico contributo.

Le aziende come Foodora guadagnano, su ogni ordine, tanto sul valore della merce richiesta (solitamente un contributo percentuale che può raggiungere la soglia del 20-30%) quanto sul costo della consegna (20 centesimi sui 2,90 Euro di consegna).

I fattorini di Foodora venivano inizialmente remunerati alla cifra di 5 Euro l’ora che, ammettiamolo, non sono propriamente un compenso particolarmente appetibile considerando l’ordinario costo della vita nelle città in cui il servizio è presente (tipicamente grandi metropoli come Milano o Torino).

Già questo, in un Paese civile, dovrebbe essere motivo di attenzione: tuttavia quello che segue sembrerà ancora più imbarazzante, o almeno questo è l’effetto che ha fatto a noi.
Da pochi giorni infatti ai fattorini di Foodora è stato modificato unilateralmente il contratto proponendo una remunerazione non più basata sul tempo (la singola ora) bensì sul volume delle consegne: 2,70 Euro per ogni consegna effettuata.

Beh, ora già con due consegne all’ora possono superare quanto guadagnavano prima!

Errore.

Se il costo per ogni addetto alla consegna è stato, nel primo anno di attività dell’azienda in Italia, pari a 5 Euro l’ora è lecito supporre che l’azienda avesse fatto delle proiezioni per poter contare su un numero orario di consegne sicuramente superiore alle due unità.
Se infatti le consegne pagate dal cliente finale ammontano a 2,90 Euro e l’azienda prima spendeva 5 Euro l’ora per garantire il servizio è evidente che con due consegne l’azienda sarebbe andata in utile anche sul costo della consegna.

Foodora e il nuovo modello di consegna

La rimodulazione del contratto è avvenuta quindi perché queste proiezioni non sono risultate sostenibili: considerando una media di 15-20 minuti a consegna, appare evidente che sia estremamente difficile che un singolo addetto possa effettuare più di 3-4 consegne all’ora.

Ma poiché il numero di consegne concomitanti è necessariamente elevato a causa degli orari di consumo di cibi che sono sovrapponibili per gran parte della popolazione, l’azienda avrebbe dovuto avere un gran numero di fattorini attivi contemporaneamente per garantire un celere servizio.

Ma più è elevato il numero di fattorini più cresce il rischio che, per ogni singola ora di servizio, il volume delle consegne richieste sia inferiore rispetto agli operatori disponibili generando così una grande quantità di tempi morti che si traducono in una perdita per l’azienda.

Invece con la nuova modalità imposta ai fattorini si trasferisce il rischio d’impresa direttamente sull’addetto: il tempo che rimarrà fermo ad attendere che venga disposto un ritiro e riconsegna infatti non verrà pagato.

Ne consegue che l’azienda potrà avere anche migliaia di fattorini ed essere perfettamente in grado di servire i picchi di domanda senza rimetterci nei momenti immediatamente successivi dove le risorse saranno scariche di lavoro e per questo non riceveranno compensi.

Foodora e l’agitazione dei collaboratori

La situazione ha causato un’agitazione da parte degli addetti alle consegne che hanno organizzato nei giorni scorsi una manifestazione per i propri diritti già messi a dura prova dalle condizioni contrattuali: ricordiamo infatti che i fattorini non sono dipendenti ma collaboratori a chiamata e che per lavorare devono avere accesso all’app per prenotare il turno di lavoro.

Accesso che, ovviamente, può essere inibito per motivazioni del tutto arbitrarie.

Le persone coinvolte però, grazie alla pagina di Facebook Deliverance Project dedicata agli eventi descritti, hanno ottenuto un tam tam su internet che ha acceso i riflettori sulla vicenda.

Questo grazie anche e forse soprattutto all’involontaria complicità di Foodora nella gestione della crisi.

In primo luogo in virtù della frase proferita dai vertici dei responsabili aziendali in Italia che giudicano il lavoro in Foodora come “un’opportunità per chi ama andare in bici, guadagnando anche un piccolo stipendio”.

Si tratta di un’affermazione che confonde l’aspetto professionale di un lavoro, qualsiasi esso sia, ad una passione o un hobby e che ha contribuito a far divampare un incendio mediatico.

In secondo luogo la dubbia gestione, eticamente parlando, della crisi reputazionale come evidenziato dall’ottimo Matteo Flora.

Un caso che dovrebbe farci riflettere

Nonostante nelle ultime ore sembrerebbe che le parti stiano cercando di trovare una soluzione alla vicenda con un tavolo di crisi, quanto accaduto dovrebbe farci riflettere sulla sostenibilità di certi modelli di business affinché non si trasformino in modi eticamente riprovevoli per far rivivere logiche di sfruttamento che una società civile dovrebbe essersi da tempo lasciata alle spalle.

Per completezza di informazione vi rimandiamo agli articoli presenti sul Corriere e La Stampa.

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