Smart Nation aderisce al Manifesto per la Repubblica Digitale

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L’Associazione Smart Nation, coerentemente con la propria missione di divulgazione della cultura digitale e dell’innovazione, fra le proprie linee di intervento ha sicuramente la facilitazione digitale: si tratta di un percorso strategico che punta a semplificare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione per il tramite degli strumenti digitali.

Una delle iniziative più rappresentative è sicuramente la creazione del format Smart Day, una serie di eventi gratuiti dedicati all’alfabetizzazione digitale patrocinati da Enti sul territorio nazionale in cui vengono spiegate in modo semplice le potenzialità del digitale alla popolazione residente.

Smart Day ha poi dato accesso ad una serie di esperimenti che hanno permesso di realizzare il progetto Casa Digitale che sta crescendo in Lombardia e per cui a breve vi saranno importantissime evoluzioni che coinvolgono le Istituzioni.

Oggi, in virtù di questo impegno e con la ferma intenzione di potenziare l’organizzazione di queste attività sul territorio, Smart Nation ha aderito, venendo accettata, al Manifesto per la Repubblica Digitale.

Si tratta di un importante riconoscimento che testimonia l’importanza di effettuare azioni concrete volte a diffondere competenze digitali che sono fattori determinanti per la crescita, la competitività e il benessere del Paese.

La tecnologia digitale infatti favorisce lo sviluppo di una società migliore e soprattutto determina una nuova forma di cittadinanza basata su informazione di qualità, interazione civica e un migliore e più efficace dialogo tra cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese per superare le diseguaglianze e rilanciare il Paese.

Maggiori informazioni qui.

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Smart Nation compie il terzo anno

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Oggi è il terzo anno di Smart Nation, 1.095 giorni in cui la nostra associazione ha continuato a diffondere la cultura dell’innovazione e soprattutto competenze digitali a chi, essendone sprovvisto, ne facesse richiesta.

Sicuramente è stato un anno molto impegnativo in cui Smart Nation è stata assai meno esposta ai riflettori: le attività istituzionali come anche gli eventi organizzati in collaborazione con Enti e scuole sono state sensibilmente ridotti a causa della scarsità delle risorse a disposizione che sono state dirottate interamente per avviare il nostro progetto più rappresentativo e fortemente voluto ossia Casa Digitale.

Casa Digitale è un’iniziativa che ha radici lontane, anzi si può dire che l’intenzione di creare questo servizio sia stata alla base della scelta di costituire l’associazione Smart Nation onde poter creare le precondizioni necessarie alla sua realizzazione.

Dopo oltre 2 anni di gestazione, il 5 febbraio Casa Digitale ha iniziato le operazioni e si è rivelata subito un’iniziativa di grandissimo successo: ad oggi le prenotazioni superano la disponibilità di appuntamenti al punto che si è generata una coda significativa che stiamo cercando di risolvere ampliando le ore di attività di servizio.

La soddisfazione è ancora più grande se confrontata con l’impegno richiesto in termini organizzativi anche per compensare la scarsa sensibilità dei vari attori, soprattutto quelli locali, che sono stati coinvolti nel processo di fundraising: è infatti assai difficile fare innovazione senza risorse adeguate e lo è ancora di più se si stanno cercando di portare avanti progetti ambiziosi come quello di Casa Digitale.

Fortunatamente il lungo percorso, problematico anche dal punto di vista delle delibere comunali che hanno permesso di riunire alla partenza i Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, è stato costantemente assistito dal nostro principale sponsor ovvero Fondazione Micron.

Senza la fattiva collaborazione di questa Fondazione infatti non saremmo riusciti ad arrivare dove siamo arrivati ora.

Stiamo lavorando senza sosta per aumentare il numero di Comuni coinvolti e ampliare la rete di soggetti istituzionali in grado di velocizzare la nostra azione.

Nel contempo abbiamo in programma di riprendere più diffusamente la nostra attività divulgativa nei Comuni limitrofi come anche la collaborazione con le scuole, portando tecnologie abilitanti e opportunità di conoscenza laddove possano attecchire.

Il regalo più grande che potremmo ricevere?

Una mano a crescere, in termini di supporto mediatico, rete di contatti, donazioni e tutto quello che può permetterci di migliorare la nostra azione per un Paese sempre più moderno dove le competenze digitali possano effettivamente arrivare a tutti.

Tanto auguri a noi!

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Al via Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide

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Parte ufficialmente oggi il progetto Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide in relazione alla scarsa diffusione delle competenze digitali di base nella popolazione.

Durante i primi due anni di attività della nostra Associazione, grazie ai molti eventi realizzati nel territorio di Monza e della Brianza, è stato infatti possibile toccare con mano come ci siano effettivamente moltissime persone, specialmente in età avanzata, che non hanno dimestichezza con il mondo del digitale benché magari possano avere il bisogno o l’interesse di rapportarsi ad esso.

Pensate per un attimo a vostri parenti e conoscenti over 60 quando si trovano a dover utilizzare il proprio smartphone: alla loro ragionevole richiesta di aiuto la risposta più comune è quella di non avere tempo.

Così nella maggioranza dei casi queste persone, non ricevendo assistenza, perdono un’opportunità.

Non va meglio a coloro i quali provano a cimentarsi nel seguire i vari “corsi” di informatica di base: la loro lunghezza e, spesso, la mole di informazioni trasmesse sono entrambe caratteristiche poco digeribili ad un pubblico che ha per natura una soglia di attenzione piuttosto bassa.

Da queste osservazioni e da altre raccolte durante l’esperienza territoriale come referente per Monza dell’iniziativa sperimentale dei Digital Champions, Federico Fratta (n.d. Presidente di Smart Nation) ha ipotizzato una soluzione pratica al problema chiamata appunto Casa Digitale.

Casa Digitale è una rete di punti territoriali rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un nativo digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia un comune problema legato all’uso delle nuove tecnologie.

L’iniziativa lavora su due variabili precise: la soglia di attenzione dei destinatari (notoriamente bassa) e la percezione di un bisogno specifico (generalmente elevata).

L’intuizione è che sia più facile formare una persona che riconosce un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) e che, una volta formata allo scopo e riconosciuta l’utilità del mezzo digitale, si dimostri più propensa ad acquisire ulteriori competenze nell’ottica di una piena inclusione digitale.

Le attività per cui si può chiedere supporto sono diverse come per esempio l’uso degli smartphone e tablet, la configurazione e l’uso delle più comuni app, l’utilizzo dei Social Network o delle applicazioni di messaggistica istantanea, l’apertura di una casella di posta elettronica (certificata o meno), l’attivazione di un’utenza SPID, un supporto nell’effettuare gli acquisti online o ancora l’utilizzo dei servizi digitali del proprio Comune.

Quest’ultimo punto è di vitale interesse per le Amministrazioni locali che sono obbligate ad una transizione sul digitale di molti processi e servizi che però, nella prassi, spesso rimangono scarsamente utilizzati per una scarsa propensione dei cittadini a farvi ricorso oppure per una user experience non propriamente semplice.

Per questo motivo le Amministrazioni dei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro hanno deciso di aderire al progetto vedendo in esso una possibile efficace risposta alla scarsa interazione dei cittadini con i servizi digitali erogati.

Casa Digitale non costa nulla ai cittadini e nemmeno alle Amministrazioni: il servizio è reso possibile dal supporto di Fondazione Micron e dall’iniziativa privata.

L’idea del progetto è nata verso la fine del 2015 per poi essere razionalizzata durante il 2016.

Il 2017 è stato l’anno dedicato al fundrasing e alla creazione delle condizioni materiali affinché il progetto potesse partire: tra la fine del 2017 e la fine del 2018 invece è stata la volta della difficile promozione dell’iniziativa alla Pubblica Amministrazione che ha risposto più o meno celermente.

Proprio la burocrazia è stata, in molti frangenti, il freno a poter attuare velocemente un’idea molto semplice ma che, ci auspichiamo, siamo molto efficace.

I facilitatori digitali impegnati nell’attività di supporto alla cittadinanza sono formati e messi a disposizione da Smart Nation che sta lavorando a consolidare collaborazioni con il mondo della scuola per mettere in prima linea, nell’attività di formazione rivolta ai cittadini resistenti alla tecnologia, i nativi digitali.

Ora tocca a voi: chiunque abbia conoscenti che hanno difficoltà con le nuove tecnologie può occuparsi di veicolare il messaggio e far presente che da oggi c’è qualcuno che può, gratuitamente, aiutarli.

Per usufruire dei servizi di Casa Digitale occorre fissare un appuntamento tramite il sito internet, inviando una mail all’indirizzo prenota@casadigitale.org oppure telefonando al numero 351 5588636 (attivo anche su WhatsApp e Telegram).

Le sedi di Casa Digitale sono, al momento del lancio, due e situate entrambe a Monza: per i cittadini di Monza presso l’ufficio comunale di piazza Carducci (sportello REI) tutti i martedì, dalle 9 alle 13, a partire da martedì 5 febbraio 2019 mentre per i cittadini di Brugherio e Vedano al Lambro presso via Piave n. 11 tutti i sabati, dalle 9 alle 13, a partire da sabato 9 febbraio 2019.

Presso il sito del Comune di Monza è rinvenibile il comunicato stampa dell’iniziativa curato dal Servizio Comunicazione istituzionale e relazioni esterne; il comunicato stampa di Smart Nation è rinvenibile qui.

Casa Digitale è aperta alla collaborazione con altri Comuni del territorio per estendere il servizio.

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Smart Nation compie due anni

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Questa volta i giorni sono 730, e anche i successivi 365 che sono passati dal nostro primo compleanno sono stati altrettanto intensi, difficili ed emozionanti.

Tutte le attività che avevamo faticosamente iniziato si sono espanse grazie a nuove collaborazioni e soprattutto grazie a solide realtà che hanno deciso di credere in noi, fra tutte sicuramente Fondazione Micron a cui dobbiamo molto del cammino che ci ha portati fino a questo punto.

Tra le novità più importanti di questo secondo anno c’è una nuova casa in via Piave a Monza presso un polo urbano di innovazione che raccoglie diverse realtà impegnate sul fronte dell’innovazione.

Questa sede è, di fatto, il quartiere generale dell’Associazione e di molte iniziative che prenderanno la luce entro breve.

Un anno all’insegna della formazione e del lavoro sul territorio

Nel corso del nostro secondo anno ci siamo focalizzati sulla promozione dell’alfabetizzazione digitale sul territorio della Brianza puntando sempre sul format degli Smart Day che sono stati accolti con grande seguito e interesse da parte dei Comuni della zona.

Anche grazie a questa attività siamo riusciti a interagire diverse Amministrazioni illuminate fra cui quelle dei Comuni di Brugherio, Vedano al Lambro, Villasanta, Seregno, Arcore, Vimercate, Agrate Brianza e Monza.

Ed è proprio grazie alla sensibilità di alcune di queste amministrazioni che ci apprestiamo finalmente a dare i natali a Casa Digitale, un progetto fortemente voluto per la facilitazione digitale dei cittadini resistenti alla tecnologia.

I dettagli del progetto, che rappresenta il nostro regalo al territorio da cui siamo nati, saranno comunicati in un’apposita conferenza stampa che verrà annunciata entro pochi giorni.

Quale modo migliore di festeggiare il nostro secondo anno se non realizzando qualcosa di unico e potenzialmente dirompente insieme ai Comuni che ci hanno supportato in questi mesi?

Tanti Auguri a noi!

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Smart Nation presenta IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

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Per il celebrare il nostro primo compleanno volevamo fare qualcosa che potesse restituire l’affetto e l’interesse che il territorio ci ha dimostrato nell’ultimo anno.

La soluzione ci è sembrata chiara sin da subito: realizzare qualcosa che fosse prima di tutto utile per la comunità e che potesse risolvere un problema sentito.

La percezione è che uno dei problemi maggiori fosse legato al binomio trasparenze e partecipazione.

Pertanto abbiamo deciso di sposare un progetto tecnologico, di cui siamo i gestori, che fosse uno strumento semplice, veloce ed efficace per avvicinare i cittadini italiani alla Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è quello di trasferire le lamentele e le idee, che vengono spesso disperse su vari canali, in un unico collettore in grado di catalizzare il flusso di informazioni in energia di cambiamento.

IoDecido, un’innovativa piattaforma di partecipazione e denuncia sociale

Nasce quindi IoDecido, una piattaforma per la partecipazione e denuncia sociale: per i dettagli vi rimandiamo all’apposito blog.

La piattaforma permette di organizzare proposte e segnalazioni, di determinarne l’importanza per la comunità attraverso un sistema di voto e infine consente agli utenti registrati e verificati di impegnarsi per la loro esecuzione.

Il progetto parte come pilota sul Comune di Monza per poi estendersi negli altri Comuni italiani.

L’hashtag è #IoDecido, il comunicato stampa invece è accessibile qui.

La piattaforma viene presentata ufficialmente il 27 maggio alle ore 21.00 presso la Sala Maddalena di Monza, in via Santa Maddalena, 7.

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Smart Nation compie il primo anno

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Sono passati 365 giorni da quando è stata costituita Smart Nation: sono stati intensi, difficili ed emozionanti.
Non è semplice riassumere le sensazioni che si susseguono nella creazione di un nuovo progetto, ambizioso e incerto ma ricco di talento, accompagnato dalla voglia di scaricarlo a terra nel migliore modo possibile.

Tanto entusiasmo certo alternato però anche a momenti di sconforto nel non trovare le strade giuste per far decollare nel modo più veloce possibile quello che, a ragione, è un’iniziativa che può davvero impattare significativamente sulla vita delle persone.

I tempi, fin troppo lunghi, per interagire con gli Enti sul territoro e la difficoltà di accedere a risorse economiche coerenti con le nostre finalità non ci hanno però fermato.

Oggi è trascorso un anno esatto da quando, riunendo la volontà di Federico, Paolo, Giovanni e Domenico, è stata costituita Smart Nation: quella che era la nostra associazione ora è sempre di più diventata vostra.

Vostra perché, nel corso di questi mesi, abbiamo iniziato a farci conoscere sul territorio e restituire passione e competenze legate al digitale e all’innovazione.

Le difficoltà diventano un’opportunità

Promuovere questi due concetti su una popolazione tipicamente resistente non è affatto facile: ci vuole pazienza e tatto nel semplificare concetti alieni a chi ti ascolta.

Ma la fatica sparisce e fa spazio alla soddisfazione quando capita di osservare che chi ha sempre rifiutato l’uso della tecnologia nel quotidiano impara che con un semplice clic è possibile saltare la coda alle Poste.

O trasferire denaro ad un contatto della propria rubrica telefonica senza recarsi in banca.

O comprare online senza timore che la propria carta di credito venga clonata.

Tutto questo è stato possibile grazie agli Smart Day eventi dedicati all’alfabetizzazione digitale patrocinati da Enti sul territorio nazionale in cui spieghiamo le potenzialità del digitale: ne abbiamo organizzati 4 sul territorio della Brianza e, a regime, ve ne saranno 1 o 2 al mese.

Ma anche le imprese stanno imparando a comprendere meglio le potenzialità del digitale grazie a Imprese Digitali, un format patrocinato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza e che a breve riceverà l’appoggio istituzionale di altre realtà attive nel panorama nazionale.

In questo anno non sono mancate neppure le soddisfazioni in ambito educativo e soprattutto in relazione ai giovani ragazzi, con il progetto sociale di democrazia partecipata CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) in collaborazione con il Comune di Monza: ad inizio aprile abbiamo dedicato una giornata ad avvicinare le nuove generazioni ai molteplici impieghi della realtà virtuale.

Di contro, come premesso, non sono mancate le difficoltà.

Abbiamo fatto molta fatica ad interfacciarci con alcune Pubbliche Amministrazioni, particolarmente resistenti all’idea di organizzare percorsi gratuiti di divulgazione della cultura digitale.
Nel contempo è stato molto difficile attingere a fondi che consentissero alla nostra azione di essere più efficace: sembra che l’innovazione sia una parola di cui tutti vogliono farsi portavoce ma che poi, quando si tratta di sostenerla con azioni concrete, non trova i giusti supporti.

E ora?

Dopo il primo anno in cui abbiamo consolidato la nostra offerta formativa e le relazioni con il territorio siamo pronti per affrontare nuove sfide di cui due in particolare ci stanno molto a cuore.

La prima è una piattaforma di denuncia e partecipazione sociale: l’abbiamo chiamata IoDecido e il nome non è casuale.

Verrà presentata, nelle prossime settimane, a Monza come progetto pilota per poi espandersi agli altri Comuni italiani.

La seconda è invece Casa Digitale, un’iniziativa che fornirà una puntuale risposta ai bisogni dei cittadini, in ambito digitale, che in questo anno abbiamo avuto modo di raccogliere durante gli eventi che abbiamo promosso sul territorio.

Continuate a seguirci e a parlare di noi a tutti coloro che conoscete, ne vedrete delle belle!

Qui il comunicato stampa.

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Smart Nation lancia #ImpreseDigitali

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Smart Nation continua nella sua opera divulgativa legata al digitale e alle nuove tecnologie.
Se con il format dello #SmartDay l’Associazione ha voluto educare i cittadini al digitale e all’innovazione, questa volta sono le aziende ad essere protagoniste.

#ImpreseDigitali: rendere la propria impresa digitale

Con il programma #ImpreseDigitali infatti Smart Nation organizza una serie di incontri in collaborazione con le Camere di Commercio del territorio per far comprendere alle aziende come poter migliorare il proprio mercato grazie all’uso delle tecnologie digitali.

Il primo appuntamento è presso la Camera di Commercio di Monza, il 16/11.

L’appuntamento prevederà circa 2 ore di intervento strutturato in due parti: la prima parte consiste in una presentazione collegata alla comprensione delle strategie digitali per far crescere la propria impresa.

La seconda parte invece prevede una sessione AMA (Ask me Anything) dove il relatore sarà a disposizione dei partecipanti per rispondere, in tempo reale, ad una qualsiasi domanda legata al tema dell’evento ossia strategia digitale.

Si tratta quindi di un’opportunità estremamente interessante per tutti coloro che hanno un’impresa o vogliono crearne una per confrontarsi su quali siano le migliori azioni da intraprendere in ambito digitale.

Allo stesso modo l’appuntamento potrebbe essere utile per dipanare dei dubbi che possono sorgere quando si affronta un argomento così complesso come quello legato alla strategia online della propria azienda.

L’iscrizione, gratuita, deve essere effettuata online sul sito: http://bit.ly/imprese-digitali-16-11.

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Il lato oscuro della sharing economy

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Diciamocelo, siamo tutti entusiasti per la sharing economy e la rivoluzione del mercato che questa forma di innovazione sta proponendo in diversi ambiti, dal trasporto persone all’individuazione di alloggi per le proprie vacanze.

La sharing economy interessa anche la ristorazione: abbiamo già parlato di come può essere un modello vincente per innovarla.

Va detto però che questa forma innovativa di economia collaborativa dovrebbe, nelle intenzioni, redistribuire parte della ricchezza agli attori che concorrono alla sua generazione.

Qualora questo non avvenga o avvenga in modo trascurabile c’è il rischio che l’innovazione sia eticamente insostenibile diventando così un’arma a doppio taglio che la porta a trasformarsi nell’anticamera di qualcosa di socialmente più inviso: non a caso si parla di gig economy.

La gig economy è un modello economico dove domanda e offerta vengono gestite online attraverso piattaforme e app dedicate: deriva dal termine gig, una parola dell’inglese americano informale che descrive un lavoretto o un incarico occasionale.

Questo è quanto sta accadendo a Foodora, una delle aziende leader in Italia per il food delivery che sta attraversando in queste ore una crisi reputazionale in seguito al cambiamento di modello di remunerazione dei propri fattorini.

Ma prima un passo indietro: Foodora si occupa di food delivery, ossia di consegnare cibo ordinato online direttamente al domicilio del cliente.
La procedura è semplice: scarichi un’app o navighi il sito, scegli cosa vuoi mangiare da una selezione di ristoranti della zona e paghi.

Da quel momento il ristoratore riceve l’ordine, lo prepara e un fattorino dell’azienda che si occupa della consegna sale in sella ad un mezzo di trasporto agile (solitamente una bici) e provvede a recapitarlo direttamente a casa con un modico contributo.

Le aziende come Foodora guadagnano, su ogni ordine, tanto sul valore della merce richiesta (solitamente un contributo percentuale che può raggiungere la soglia del 20-30%) quanto sul costo della consegna (20 centesimi sui 2,90 Euro di consegna).

I fattorini di Foodora venivano inizialmente remunerati alla cifra di 5 Euro l’ora che, ammettiamolo, non sono propriamente un compenso particolarmente appetibile considerando l’ordinario costo della vita nelle città in cui il servizio è presente (tipicamente grandi metropoli come Milano o Torino).

Già questo, in un Paese civile, dovrebbe essere motivo di attenzione: tuttavia quello che segue sembrerà ancora più imbarazzante, o almeno questo è l’effetto che ha fatto a noi.
Da pochi giorni infatti ai fattorini di Foodora è stato modificato unilateralmente il contratto proponendo una remunerazione non più basata sul tempo (la singola ora) bensì sul volume delle consegne: 2,70 Euro per ogni consegna effettuata.

Beh, ora già con due consegne all’ora possono superare quanto guadagnavano prima!

Errore.

Se il costo per ogni addetto alla consegna è stato, nel primo anno di attività dell’azienda in Italia, pari a 5 Euro l’ora è lecito supporre che l’azienda avesse fatto delle proiezioni per poter contare su un numero orario di consegne sicuramente superiore alle due unità.
Se infatti le consegne pagate dal cliente finale ammontano a 2,90 Euro e l’azienda prima spendeva 5 Euro l’ora per garantire il servizio è evidente che con due consegne l’azienda sarebbe andata in utile anche sul costo della consegna.

Foodora e il nuovo modello di consegna

La rimodulazione del contratto è avvenuta quindi perché queste proiezioni non sono risultate sostenibili: considerando una media di 15-20 minuti a consegna, appare evidente che sia estremamente difficile che un singolo addetto possa effettuare più di 3-4 consegne all’ora.

Ma poiché il numero di consegne concomitanti è necessariamente elevato a causa degli orari di consumo di cibi che sono sovrapponibili per gran parte della popolazione, l’azienda avrebbe dovuto avere un gran numero di fattorini attivi contemporaneamente per garantire un celere servizio.

Ma più è elevato il numero di fattorini più cresce il rischio che, per ogni singola ora di servizio, il volume delle consegne richieste sia inferiore rispetto agli operatori disponibili generando così una grande quantità di tempi morti che si traducono in una perdita per l’azienda.

Invece con la nuova modalità imposta ai fattorini si trasferisce il rischio d’impresa direttamente sull’addetto: il tempo che rimarrà fermo ad attendere che venga disposto un ritiro e riconsegna infatti non verrà pagato.

Ne consegue che l’azienda potrà avere anche migliaia di fattorini ed essere perfettamente in grado di servire i picchi di domanda senza rimetterci nei momenti immediatamente successivi dove le risorse saranno scariche di lavoro e per questo non riceveranno compensi.

Foodora e l’agitazione dei collaboratori

La situazione ha causato un’agitazione da parte degli addetti alle consegne che hanno organizzato nei giorni scorsi una manifestazione per i propri diritti già messi a dura prova dalle condizioni contrattuali: ricordiamo infatti che i fattorini non sono dipendenti ma collaboratori a chiamata e che per lavorare devono avere accesso all’app per prenotare il turno di lavoro.

Accesso che, ovviamente, può essere inibito per motivazioni del tutto arbitrarie.

Le persone coinvolte però, grazie alla pagina di Facebook Deliverance Project dedicata agli eventi descritti, hanno ottenuto un tam tam su internet che ha acceso i riflettori sulla vicenda.

Questo grazie anche e forse soprattutto all’involontaria complicità di Foodora nella gestione della crisi.

In primo luogo in virtù della frase proferita dai vertici dei responsabili aziendali in Italia che giudicano il lavoro in Foodora come “un’opportunità per chi ama andare in bici, guadagnando anche un piccolo stipendio”.

Si tratta di un’affermazione che confonde l’aspetto professionale di un lavoro, qualsiasi esso sia, ad una passione o un hobby e che ha contribuito a far divampare un incendio mediatico.

In secondo luogo la dubbia gestione, eticamente parlando, della crisi reputazionale come evidenziato dall’ottimo Matteo Flora.

Un caso che dovrebbe farci riflettere

Nonostante nelle ultime ore sembrerebbe che le parti stiano cercando di trovare una soluzione alla vicenda con un tavolo di crisi, quanto accaduto dovrebbe farci riflettere sulla sostenibilità di certi modelli di business affinché non si trasformino in modi eticamente riprovevoli per far rivivere logiche di sfruttamento che una società civile dovrebbe essersi da tempo lasciata alle spalle.

Per completezza di informazione vi rimandiamo agli articoli presenti sul Corriere e La Stampa.

Smart NationIl lato oscuro della sharing economy
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Smart Nation presenta #SmartDay, l’innovazione resa semplice

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Smart Nation nasce con l’obiettivo di rendere l’innovazione a portata di tutti, per questo ha creato #SmartDay, un format che prevede una serie di appuntamenti su territorio nazionale, aperti a tutti i cittadini che vogliano scoprire il mondo delle nuove tecnologie.
Tali appuntamenti si inseriscono nel rispetto della Strategia per la Crescita Digitale sviluppata dal Governo e condivisa dalla “Coalizione per le competenze digitali“, l’iniziativa promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale di cui l’Associazione è membro.

#SmartDay semplifica l’accesso alle nuove tecnologie

La parola d’ordine di #SmartDay è semplificare.

L’innovazione dovrebbe essere accessibile a tutti, ma spesso la diversa formazione culturale o le differenze generazionali fra nativi digitali e non, rappresentano una barriera nella fruizione delle innovazioni che le nuove tecnologie permettono.
Smart Nation si propone quindi, come supporto a tutti coloro che vogliano conoscere, da zero o semplicemente più a fondo, le opportunità e i vantaggi che le nuove tecnologie offrono, nella quotidianità, nel lavoro, a scuola, ovunque.

Si parte il 12 ottobre 2016 alle ore 16 presso la Sala Consiliare di Piazza Cesare Battisti, 1 a Brugherio, primo Comune che ha patrocinato l’evento.

Durante l’incontro vi racconteremo la mission di Smart Nation, come siamo nati e perché, in un’epoca in cui il digitale prende sempre più piede, è importante essere preparati e competenti.
Verranno inoltre fornite le prime nozioni per chi ancora non conosce il mondo digital, ma vuole scoprirlo e sfruttarlo per migliorare la propria vita e interagire con il proprio territorio utilizzando le nuove teconologie.
Stiamo preparando il programma dettagliato dell’evento che condivideremo qui nei prossimi giorni, intanto possiamo anticiparvi che si parlerà dell’utilizzo di messaggistica istantanea, dell’applicazione Brugherio con Me e di come possiamo utilizzarla per interagire con il Comune.

Il nostro staff sarà a disposizione alla fine dell’incontro per qualsiasi domanda o chiarimento.

Per partecipare occorre prenotare un biglietto gratuito su Eventbrite.

Ci aiutereste nell’organizzazione anche segnalando la vostra partecipazione all’evento sulla pagina Facebook dedicata.

Il comunicato stampa è disponibile nella nostra area stampa.

L’hashtag ufficiale sarà ovviamente #SmartDay, potrete seguirci e interagire con noi sui nostri profili ufficiali Facebook e Twitter.

Maggiori informazioni sulla pagina dedicata.

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L’educazione digitale nasce dal buon senso

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Come Associazione per la promozione del digitale Smart Nation si batte, fra le altre cose, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole di internet.
I recenti casi di cronaca legati a fenomeni di cyberbullismo, come ad esempio le tragiche vicende di Tiziana Cantone, costringe tutti all’ennesima profonda riflessione su come ormai il fenomeno internet non sia elitario ma in grado di condizionare pesantemente la vita dell’individuo tanto online quanto offline.

Purtroppo però questi eventi sembrano non essere mai sufficienti.
Basti ricordare il dramma di Carolina Picchio o le migliaia di situazioni in cui un’affermazione impropria sulla rete si è trasformata in un boomerang.
Il tweet di Justine Sacco ad esempio, la responsabile della comunicazione di una grossa azienda statunitense che subì il licenziamento per un’affermazione razzista che probabilmente, per quanto esecrabile, all’interno della propria casa non avrebbe cagionato una shitstorm (ossia un attacco di massa) di proporzioni planetarie.

Vi sono poi i casi in cui è la rete stessa a sollevarsi spontaneamente contro un’azione spregevole condotta nella vita reale: ne è un caso scuola il fotomontaggio realizzato dalle gemelle Cappa di Garlasco che ha originato Agorà vs Gemelle K una shitstorm da parte della rete (e in particolare di un celebre forum di netgaming).

O al contrario può essere un influencer, ossia una persona molto nota in virtù della propria attività su internet (solitamente collegata ad opinioni o contenuti audio/video particolarmente accattivanti), a sollevare la rete grazie ai relativi follower.
Ne è un esempio l’attività recente di Selvaggia Lucarelli che è scesa in guerra per cyberbullare il cyberbullo.

Comportamento ineccepibile secondo le logiche del Codice di Hammurabi e della Legge del taglione ma, per sua stessa natura, altrettanto incivile.

I rischi di sottostimare internet

Tutte queste situazioni hanno in comune il fatto che si sottostima pesantemente l’impatto di internet.
Non è infatti il salotto di casa vostra, ma una piazza molto affollata: una vita parallela a quella reale, con le proprie regole che occorre conoscere, ma soprattutto che può amplificare il potenziale delle persone, tanto quello positivo quanto quello negativo.

Inoltre questo ambiente virtuale in realtà non dimentica, mai.
Ciò che scrivete e i contenuti pubblicati online, siano essi immagini, audio o video, sono destinati a permanere e risultano praticamente incancellabili a prescindere dalle ordinanze dei tribunali.
Se infatti suscitano una forma di interesse possono essere conservati da qualcuno e tenderanno ad essere distribuiti, condivisi o provvisoriamente sepolti in una dark internet che comunque ai più smalizati è accessibile.

E nemmeno pubblicare un contenuto e cancellarlo subito dopo (ad esempio perché ritenete che sia inappropriato) vi salva dal rischio che qualcuno sia riuscito, nel frattempo, ad effettuare uno screenshot e quindi averlo salvato per un’eventuale successiva condivisione.

Piccole regole per un uso più corretto e consapevole della rete

Alla luce di queste considerazioni, per iniziare ad usare la rete in modo più corretto e consapevole, vi suggeriamo alcuni accorgimenti.

Pensare: prima di pubblicare qualsiasi cosa chiedersi se ne vale davvero la pena e quali potrebbero essere le conseguenze.

Buon senso: il lento adagio “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te” è uno dei migliori consigli per stabilire ciò che non è il caso di fare su un luogo partecipato da altre persone.

Identità: pubblicare contenuti facilmente riconducibili alla propria identità reale ne può rafforzare il messaggio ma può comportare dei rischi in relazione alle proprie azioni e dichiarazioni. Potete ricorrere ad un nickname che rappresenta un’identità fittizia per ridurre l’esposizione personale.

Privacy: in subordine al punto precedente, dovreste sempre prestare attenzione alle impostazioni di privacy dei contenitori che utilizzate per pubblicare le vostre affermazioni in modo da restringere la cerchia di pubblico a cui volete rivolgervi.

Educazione: il rispetto altrui è uno dei requisiti nella vita comunitaria.

Netiquette: esiste una netiquette ovvero una serie di regole circa il buon uso di internet che tutti dovrebbero rispettare.
Sono le stesse per cui, ad esempio, SCRIVERE IN MAIUSCOLO significa “urlare” e, quindi, va evitato: cosa aspettate a leggerla?

Insomma, prestate alle vostre azioni su internet la stessa attenzione che prestate alla vita non digitale.

Il presente post è stato scritto da Federico Fratta, Presidente dell’Associazione Smart Nation.

Aggiornamento

Il nostro articolo è stato ripreso anche dal quotidiano Il Giorno.

Smart NationL’educazione digitale nasce dal buon senso
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