Nasce Smart Nation

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Oggi, 30 aprile 2016, non è una data come tante: il 30 aprile del 1986 l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet.
Il segnale, partito dal Centro universitario per il calcolo elettronico (CNUCE) di Pisa, è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania.
Trenta anni dopo, grazie a quell’esperienza pionieristica, ci troviamo in un mondo profondamente interconnesso che ha creato nuove modalità di gestire relazioni sociali, nuove opportunità e addirittura nuovi modelli economici.

Tuttavia, l’Italia non ha saputo capitalizzare, altrettanto velocemente quanto hanno fatto altri Paesi, le possibilità offerte dalla rete e dalle nuove tecnologie: dopo l’esplosione della bolla economica delle dot-com risalente agli inizi degli anni 2000 e il seguente periodo nero delle newco tecnologiche, una nuova fase di crescita si è lentamente fatta strada in coincidenza con la grande recessione.

A tale proposito, in Italia, si è parlato più volte di Rinascimento digitale: perché sia una nuova stagione di crescita, il nostro Paese ha l’obbligo di coinvolgere i propri cittadini in questo processo, abattendo il digital divide.

La cultura digitale infatti fornisce molte opportunità per migliorare la propria vita: purtroppo in Italia spesso queste opportunità non vengono colte a causa di un diffuso analfabetismo digitale.

Per questo motivo un primo nucleo di persone, dalle eterogenee competenze ma dalla comune convinzione nel ritenere le nuove tecnologie lo strumento più efficace per moltiplicare le opportunità e migliorare la vita dei cittadini, si è riunita costituendo l’Associazione Smart Nation.

Smart Nation è il concetto di Smart City applicato su scala nazionale: il termine è stato impiegato maggiormente da Singapore per riferirsi alla propria visione nazionale nell’utilizzare la tecnologia per migliorare la vita e il lavoro dei propri abitanti puntando sull’innovazione.

Parimenti, l’Associazione Smart Nation si propone l’obiettivo di promuovere attività legate a innovazione e digitale.
Si batte inoltre per permettere al nostro Paese di migliorare il DESI Index che lo vede, a fine 2015, come 25° Paese d’Europa (su 28).

A tale proposito vengono progettate e pianificate diverse attività che abbiano come scopo primario la diffusione di sapere in ambito di innovazione e digitale per far recuperare consapevolezza ai cittadini di come la tecnologia può contribuire al rilancio del nostro Paese in termini di competitività con le altre nazioni.

Così, a trenta anni da quel minuscolo segnale, un’altra esperienza pionieristica nasce con l’ambizione di cambiare qualcosa in questo mondo dove la dimestichezza con le nuove tecnologie è un requisito sempre più necessario per l’integrazione e la realizzazione dell’individuo nella società.

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