Le imprese altoatesine puntano sull’innovazione

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Le imprese altoatesine, con particolare riferimento alle micro e piccole realtà, puntano sull’innovazione e sul digitale per la propria crescita.

Sulla base delle domande pervenute alla Ripartizione economia per la partecipazione al bando 2018 con lo scopo di ottenere le agevolazioni destinate a finanziare gli investimenti, il 20% delle attività ha esplicitato l’intenzione di effettuare interventi collegati all’innovazione.

Il bando, che assegna fondi per 54,5 milioni di euro, è aperto a imprese appartenenti ai settori artigianato, industria, commercio e servizi: di queste, due terzi delle domande sono pervenute dal settore dell’artigianato, seguono per quantità le imprese attive nei settori di commercio, industria e servizi.

Investimenti in crescita per le innovazioni appartenenti ad Industria 4.0

Gli obiettivi principali delle imprese altoatesine che intendono investire in innovazione sono riconducibili prevalentemente all’efficientamento dei processi produttivi con particolare riguardo alle opportunità offerte da Industria 4.0 e dall’automazione di processi nonché dall’interazione uomo-macchina.

L’accesso ai fondi verrà dettato da una graduatoria pubblicata nella seconda metà di settembre: tra i criteri maggiormente incidenti ai fini di una buona valutazione delle domande vi sono gli investimenti nella trasformazione digitale, le previsioni di occupazione di apprendisti, la presenza nelle imprese richiedenti di un management femminile e infine il potenziamento di attività commerciali individuali in quartieri al di fuori dei centri urbani.

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Il Comune di Grosseto sviluppa un innovativo polo bibliotecario per promuovere la conoscenza

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Il Comune di Grosseto, partendo dall’esperienza della Rete Biblioteche e Archivi di Maremma, ha sottoscritto una convenzione con il MiBACT per consentire alla Rete e agli Archivi di aderire al Servizio bibliotecario nazionale.

L’obiettivo è quello di garantire una migliore circolazione del patrimonio librario e documentario attraverso il coordinamento con l’Istituto centrale per il catalogo unico e le attività bibliografiche del Servizio bibliotecario nazionale.

Nella pratica, anche grazie al supporto della Regione Toscana, a Grosseto sorge un polo bibliotecario che diventa luogo eletto per divulgare la storia e le tradizioni della Maremma, grazie alla ricchezza documentale esistente presso le biblioteche e gli archivi civici, ma anche un laboratorio culturale dove ospitare iniziative culturali, quali incontri con autori, mostre, spettacoli teatrali e appuntamenti ludico-didattici.

Il polo investe significativamente nelle nuove tecnologie che offrono opportunità di accesso al patrimonio culturale anche da remoto.

All’interno delle strutture aderenti alla Rete Biblioteche e Archivi di Maremma è possibile consultare e leggere libri e riviste; usufruire del prestito, anche interbibliotecario, di libri, anche in lingua straniera, riviste, dvd, cd musicali, audiolibri e tablet con decine di libri digitali.

Si può inoltre accedere a postazioni internet e alla biblioteca digitale attraverso la piattaforma MediaLibrary On Line.

Tutti i servizi sono gratuiti e accessibili previa registrazione presso una delle strutture aderenti al Sistema documentario integrato grossetano con la tessera sanitaria.

Una rete di conoscenza che interessa molti Comuni ed Enti

I Comuni che fanno attualmente parte della Rete Biblioteche e Archivi di Maremma sono: Arcidosso, Castell’Azzara, Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Massa Marittima, Monte Argentario, Monterotondo Marittimo, Orbetello, Roccastrada, Scansano e Scarlino.

La Rete inoltre comprende, fra gli altri enti e istituzioni, anche la Provincia di Grosseto, l’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), la Fondazione Grosseto Cultura, la Fondazione Luciano Bianciardi di Grosseto.

Per maggiori informazioni è sufficiente consultare il sito ufficiale.

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Rieti innova la rete per il rilevamento sismico

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Grazie ad un intesa con la Protezione Civile e tramite l’impegno congiunto di Rilab, Comune di Rieti e la V Comunità Montana a Rieti partirà a breve l’installazione di nuove stazioni accelerometriche evolute per il monitoraggio sismico.

Tali stazioni, equipaggiate con le più innovative soluzioni per l’analisi dei fenomeni sismici, incrementano la rete di rilevamento formata da tre stazioni già esistenti: in totale il dispositivo di monitoraggio sismico renderà Rieti comune pilota della rete accelerometrica italiana (Ran) nel monitoraggio di dettaglio e nella prevenzione in materia sismica.

Reti locali come quella che è in attivazione a Rieti sono state realizzate nei comuni di L’Aquila, Sulmona e San Giuliano di Puglia.

La Ran, acronimo per Rete Accelerometrica Nazionale, conta 573 stazioni di misura digitali distribuite su tutto il territorio nazionale ma con elevata concentrazione in aree urbane a pericolosità sismica medio-alta.

Tutti i dati raccolti dalle stazioni vengono trasmessi direttamente al centro di acquisizione, elaborazione e archiviazione dati che si trova presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile.

In pochi minuti dall’evento sismico, tali dati sono resi disponibili al pubblico sul portale della Ran dove è possibile visualizzare la mappa di scuotimento al suolo in termini di accelerazione e ogni elaborazione effettuata dalle singole stazioni che comunicano il valore massimo di accelerazione registrato.

Dati elaborati per agevolare la prevenzione e la ricostruzione

Le informazioni raccolte dalle stazioni a medio-lungo termine sono fondamentali per la valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico: esse infatti consentono, per esempio di aggiornare le mappe di pericolosità sismica del territorio nazionale e delle norme tecniche di costruzione con cui orientare l’adozione dei giusti criteri antisismici.

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Il Comune di Padova evolve i propri servizi digitali

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In armonia con il piano di sviluppo ADVeneto2020, in fase di completamento da parte della Regione Veneto, il Comune di Padova ha avviato la seconda fase del progetto MyPortal3-Diritti Digitali.

Il progetto rappresenta uno degli elementi principali della piattaforma MYSIC, il Sistema Informativo del Cittadino, che include una serie di applicativi per diverse esigenze.

Fra questi MyPay è il software necessario per i pagamenti telematici interconnesso con PagoPA, MyPivot invece si occupa della rendicontazione dei pagamenti per l’Ente locale, MyID sovraintende la gestione dell’identità digitale interconnesso a SPID, MYIntranet serve la gestione dei procedimenti rivolto agli operatori dell’ente e infine MyPA per l’erogazione dei servizi rivolto ai cittadino.

L’attività del Comune di Padova punta a perseguire gli obiettivi del piano ADVeneto2020 che prevedono la realizzazione di nuovi strumenti condivisi per gli enti locali del Veneto al fine di offrire nuovi servizi digitali omogenei e standardizzati ai cittadini con un globale efficientamente dei modelli di gestione e di erogazione.

Un insieme di Comuni per indagare il bisogno di digitale dei cittadini

Il Comune di Padova, che è in prima fila nello sviluppo del progetto MyPortal3-Diritti digitali, non è però la sola Amministrazione coinvolta.

I Comuni di Thiene, Bassano del Grappa, Legnago e San Donà Di Piave infatti concorrono con Padova nella riprogettazione dei primi dieci servizi digitali considerati prioritari per la cittadinanza attraverso un’analisi etnografica per comprendere abitudini, bisogni e necessità dei cittadini.

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WhatsApp annuncia backup illimitati

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WhatsApp annuncia una grande novità per tutti gli utenti che scambiano elevate quantità di immagini e di altri allegati durante l’uso della propria piattaforma di messaggistica.

Ormai infatti su WhatsApp, come anche su altri software similari quali Telegram o Facebook Messenger, non transitano più solo messaggi testuali ma moltissimi file audio (i famosi vocali) oltre ovviamente ad immagini, documenti in pdf e video.

Il volume di dati delle conversazioni è aumentato esponenzialmente nel tempo e, di conseguenza, anche la dimensione dei backup automatici è sempre più rilevante incoraggiando gli utenti ad acquistare spazio sulle piattaforme cloud dedicate al salvataggio di dati come iCloud o Google Drive.

Attualmente, tramite Google Drive è possibile destinare gratuitamente fino a 15Gb di dati per i backup di WhatsApp.

Tramite Google Drive i backup di WhatsApp diventano illimitati

Da oggi però, grazie ad un aggiornamento incluso direttamente nelle proprie faq WhatsApp ha annuncianto che a partire dal 12 novembre prossimo introdurrà l’archivazione illimitata attraverso Google Drive in forza di un accordo con Google.

Gli utenti però dovranno prestare attenzione ai backup esistenti: quelli non aggiornati per oltre un anno saranno cancellati in automatico.
Pertanto, se non si vogliono perdere i propri dati, è suggerito di procedere ad un backup manuale prima di tale data.

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Milano si conferma capofila nazionale per gli acquisti di libri online

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Ancora una volta Milano si conferma leader tra le città italiane per gli acquisti di libri ed ebook: seguono Padova, Torino, Bologna, Roma, Verona, Firenze, Trento, Bergamo e Cagliari.

Questa è la classifica stilata da Amazon in base all’acquisto pro capite di libri ed ebook sul proprio portale di e-commerce nell’ultimo anno, dal luglio 2017 al luglio 2018.

Rispetto agli anni passati, Trieste è la grande assente nella top 10: se nel 2017 risultava seconda in classifica, questa volta si attesta al 14mo posto mentre guadagnano posizioni Padova e Torino con un ritorno nella top 10 da parte di Bergamo e Cagliari.

Gli ebook sono preferiti a Milano e Trieste

Per quanto riguarda gli utenti che invece preferiscono leggere in formato digitale, le posizioni della classifica cambiano.
Le città che preferiscono gli ebook si confermano Milano e Trieste, mentre Padova passa in terza posizione seguita da Trento, Cagliari, Bolzano, Verona, Bologna, Vicenza e Udine.

Relativamente ai titoli maggiormente letti, Milano conferma un’eterogeneità di gusti letterari: i propri cittadini infatti si aggiudicando il primo posto, come consumatori, per i generi Cucina, Travel, Fantascienza, Self-Help e Business.

Al contrario Padova risulta essere città più concentrata su un unico genere, la saggistica mentre Bolzano è la città che legge più romanzi rosa.

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Intesa Sanpaolo racchiude il portafoglio nello smartphone

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Intesa Sanpaolo potenzia i propri servizi di pagamento digitale migliorando l’app Intesa Sanpaolo Mobile che diventa così un centro di controllo in grado di gestire i pagamenti digitali con carte e conti, documenti personali e tessere fedeltà.

All’interno dell’app Intesa Sanpaolo Mobile infatti sono state inserite delle interessanti novità, fra cui il portafoglio digitale XME Pay.

XME Pay consente di effettuare pagamenti attraverso alle proprie carte abilitate ai circuiti internazionali semplicemente avvicinando lo smartphone Android al POS del negozio fisico.

Alternativamente, la piattaforma permette di utilizzare il proprio conto corrente inquadrando un QR code sullo smartphone dell’esercente o utilizzando la nuova tecnologia ad ultrasuoni.

Per quanto riguarda i pagamenti online, tramite il supporto al circuito Masterpass, i clienti riceveranno direttamente sull’app le notifiche per autorizzare il pagamento, senza dover inserire i dati della carta.

Da Intesa Sanpaolo non solo pagamenti ma anche trasferimento di denaro fra privati

Tramite la funzionalità scambia denaro, l’app Intesa Sanpaolo Mobile è in grado di trasferire somme di denaro tra privati in una nuova veste grafica a chat basata sul servizio Jiffy: è sufficiente scegliere il contatto dalla rubrica oppure digitare il numero di cellulare della persona con cui si vuole scambiare il denaro.

Infine, sempre grazie all’XME Pay si potranno, inoltre, gestire le immagini, le informazioni e le scadenze dei documenti personali propri e di terzi come anche salvare le tessere fedeltà in modo da potersene liberare e utilizzarle tramite smartphone.

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Pubblicata la roadmap per il passaggio definitivo al digitale terrestre

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Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ufficializzato la tabella di marcia che porterà allo switch-off dalla televisione analogica al digitale terrestre.
Il passaggio inizierà dal 1° gennaio 2020 e si concluderà entro il 30 giugno 2022 per tutte le Regioni italiane: durante tale periodo verrà abbracciato il nuovo standard MPEG4 per liberare le frequenze su cui si appoggia il digitale terrestre.

Dal 2020, infatti, la banda 700MHz non potrà essere più occupata perché destinata alla nuova rete 5G che permetterà agli italiani di fruire di nuovi servizi in mobilità su una rete super veloce.

Una tabella di marcia per evitare interferenze

Con l’obiettivo di evitare interferenze il MiSE ha deciso di accelerare il processo e di delineare una tabella di marcia che porterà allo switch-off completo entro il 30 giugno 2022.
L’Italia è stata quindi divisa in 4 macro-aree: le prime regioni interessate dalla migrazione al digitale terrestre in standard MPEG4 saranno Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna.

La tabella completa prevede:

  1. 1 gennaio 2020 – 31 maggio 2020: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna.
  2. 1 giugno 2020 – 31 dicembre 2020: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia (tranne la provincia di Mantova) la provincia di Piacenza, la provincia di Trento, la provincia di Bolzano.
  3. 1 gennaio 2021 – 30 giugno 2021: Sicilia, provincia di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.
  4. 1 settembre 2021 – 31 dicembre 2021: Veneto, provincia di Mantova, Friuli – Venezia – Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, provincia di Cosenza e Crotone.

Si suggerisce di verificare se il proprio decoder supporta lo standard MPEG4 per il passaggio al cosiddetto DVBT-2 (digitale terrestre 2.0): la maggior parte dei televisori presenti nelle abitazioni è compatibile e sarà sufficiente solo effettuare nuovamente la sintonizzazione dei canali.

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Online i nuovi archivi digitali degli Uffizi

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Gli Uffizi continuano l’attività per rendere l’arte sempre più digitale facilitandone l’accesso anche ai visitatori che vogliono interessarsi delle opere conservate.

Infatti grazie alla pubblicazione dei nuovi archivi digitali, dipinti, statue, sculture e rilievi sono consultabili direttamente online completamente in 3D potendo quindi ingrandirne i dettagli e aumentarne l’illuminazione.

L’iniziativa è resa possibile da una profonda revisione dei contenuti e dall’integrazione tra le banche dati di 5 istituzioni quali a Soprintendenza Belle Arti, Uffizi, Bargello, Polo Museale della Toscana e Galleria dell’Accademia.

Gli Uffizi in 3D grazie all’Università dell’Indiana

Tutta la collezione statuaria classica degli Uffizi sarà presto sottoposta a scansione in 3D realizzata con procedimenti fotogrammetrici grazie al lavoro dell’Università dell’Indiana che nel 2016 ha stipulato una convenzione con gli Uffizi proprio a tale proposito.

Al momento la procedura è completa per metà dei reperti ed è rinvenibile nella sezione opere: l’elenco completo della digitalizzazione è reperibile sul sito temporaneo www.digitalsculpture-uffizi.org.

Tramite questa metodologia, un visitatore virtuale degli Uffizi potrà cogliere dettagli come la resa della parte posteriore di una statua oppure scorgere la foggia dell’acconciatura: si tratta di un’attività altrimenti impossibile tramite una visita ordinaria.

I modelli 3D inoltre permettono una migliore tutela dell’opera tramite accurate mappature delle superfici che consentono l’analisi dello stato di degrado e tracce di antiche cromie oltre alla possibilità di calcolare con esattezza il peso delle sculture, dato essenziale per la movimentazione e per il calcolo della statica dei locali.

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Firenze Game, il Comune di Firenze promuove il patrimonio culturale urbano attraverso un videogioco

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Il Comune di Firenze ha deciso di promuovere il patrimonio culturale urbano fra i più giovani consentendo di scoprire la storia della città e i luoghi simbolo grazie all’impiego delle nuove tecnologie.

Firenze Game è infatti l’app voluta dall’Amministrazione in collaborazione con Linea Comune, MUS.E e Digital Fun/Tuomuse: dedicata a bambini e ragazzi che vogliano conoscere la storia del Comune di Firenze attraverso un gioco di carte, l’app è scaricabile gratuitamente per iOS e Android.

Firenze Game, un gioco di carte per scoprire la città

Il funzionamento è semplice, una volta creato un avatar virtuale è possibile sfidare i propri amici tramite un mazzo di carte virtuale che contiene vari colori, uno per ogni periodo storico.

Per vincere la sfida le carte dovranno essere disposte su una scrivania virtuale per creare coppie e tris tematici che richiamano luoghi storici, simboli e personaggi.

Inoltre ogni giocatore potrà arricchire il proprio mazzo base muovendosi per la città e raccogliendo nuove carte vicino a piazze, monumenti e musei: la raccolta di nuovi elementi ricorda quella effettuabile con altri giochi basati sulla geolocalizzazione come Pokémon Go.

Ad esempio presso Piazza Signoria si potranno sbloccare le carte di Cosimo I, Palazzo Vecchio e della Tartaruga con la Vela; verso le sponde dell’Arno invece, nelle vicinanze del Museo Galileo, sarà possibile ottenere le carte con i simboli di un planisfero e di un cannocchiale e così via.

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