Fondazione CR Firenze supporta lo sviluppo digitale del Terzo Settore

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All’interno dell’iniziativa Siamosolidali, tramite la piattaforma di strumenti digitali per il non profit Socyza, Fondazione CR Firenze ha annunciato il sostegno dello sviluppo digitale delle organizzazioni non profit tramite un pacchetto di voucher gratuiti per implementare servizi e strumenti coerenti con la digitalizzazione del Terzo Settore.

Lo scopo, tramite i professionisti digitali di Socyza, è quello di consentire la trasformazione digitale del mondo dell’associazionismo tramite soluzioni per risparmiare tempo e aumentare la promozione delle attività.

Le 10 realtà che sono state selezionate per usufruire di questa opportunità sono: Voa Voa Onlus – Amici di Sofia, Soccorso Clown Onlus, AIAU Onlus, Noi per Voi Onlus, Acisjf, Vivere Vegan, Fondazione ODA Firenze Onlus, Associazione Alpaha Onlus, Ragazzi Speciali Onlus e Limo – Linguaggi in Movimento.

Ciascuna di queste realtà potrà fruire di un voucher del valore economico di 600 euro e di un supporto di digital marketing per promuovere la propria azione ma anche degli strumenti digitali creati da Socyza per aiutare il terzo settore nelle attività gestionali come il tesseramento digitale o la gestione del libro soci.

L’innovazione tecnologica rappresenta infatti un mezzo fondamentale per associazioni e cooperative al fine di svilupparsi sul territorio.

Maggiori informazioni nel comunicato di Fondazione CR Firenze.

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Italia 2025, aperta la consultazione pubblica sul piano per la trasformazione digitale del Paese

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Italia 2025 è il nome che è stato dato dal Ministero per l’Innovazione e la trasformazione Digitale (MID) al piano strategico per l’innovazione presentato lo scorso dicembre e nel quale è incardinata la strategia che porterà l’Italia, nei prossimi cinque anni, a diventare un Smart Nation.

Le aspettative sono alte ma, come spesso avviene, le idee raccolte possono essere ulteriormente migliorate: per farlo il Ministero ha avviato una piattaforma digitale tramite cui è possibile confrontarsi e proporre i propri spunti e stimoli per migliorare l’attuale programma.

Il piano d’azione Italia 2025 infatti si articola secondo tre grandi direttrici: si vuole per prima cosa assistere al passaggio ad una società digitale dove cittadini e imprese utilizzino servizi digitali efficienti della PA in modo semplice e sistematico.

In secondo luogo ci si aspetta che il sistema Paese possa favorire la nascita di progetti tecnologici innovativi da inserire nel tessuto produttivo nazionale e, nel contempo, la crescita di settori tecnologici all’avanguardia come per esempio quello della robotica per cui l’Italia è già un’eccellenza.

In terzo luogo, il piano d’azione prevede che si avveri la piena inclusione digitale dell’individuo, ovvero chiunque abbia pari opportunità di partecipare alla vita di una società digitalizzata.

Per partecipare alla consultazione pubblica allo scopo di arricchire di spunti queste direttrici di lavoro occorre registrarsi alla piattaforma ParteciPA.gov entro il 30 aprile 2020: qui di trova una consultazione aperta a tutti, soggetti pubblici e privati come anche singoli cittadini, che possono leggere le proposte avanzate dagli utenti e commentarle oppure crearne di nuove.

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Problemi di sicurezza per Microsoft Windows

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L’agenzia americana NSA, ossia la National Security Agency, ha rilevato una vulnerabilità importante relativa al modo in cui Microsoft usa le firme digitali per verificare che i software siano autentici: tale problema mette a rischio quasi 900 milioni di PC al mondo che hanno installato alcuni sistemi operativi del gigante americano come Windows 10 ma anche Windows Server 2016 e Windows Server 2019.

Tutti i computer appartenenti alle infrastrutture critiche sono in corso di aggiornamento a livello di sicurezza per evitare che eventuali malintenzionati possano falsificare la firma legata a parti di software per spacciare per legittimo un software invece malevolo.

Per tutti gli interessati la patch di sicurezza è scaricabile qui.

Ad ora non risultano prove di avvenuti attacchi che hanno sfruttato questa falla di sicurezza ma sicuramente si tratta di un evento significativo che emerge proprio nel giorno in cui Microsoft ha interrotto il supporto a Windows 7, il sistema operativo lanciato nel 2009, per cui non verranno più erogati aggiornamenti tecnologici e di sicurezza.

L’interruzione di supporto non limita il funzionamento dei computer che però diventeranno vulnerabili a virus e malware con l’obbligo, per chi volesse stare tranquillo, di passare all’ultima versione disponibile che però, come si è detto, sta attraversando un’importante problematica.

Ad oggi Windows 7 è ancora presente sul 26,79% dei computer desktop in circolazione.

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L’Italia continua a pagare l’incompleta trasformazione digitale della PA

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Lo Stato italiano per la digitalizzazione spende meno dell’1% della spesa pubblica: si tratta di circa 96 euro procapite, meno della metà dei Paesi di riferimento dell’area europea come Francia, Germania o UK.

Il risultato di questa scarsa propensione ad investire in quella che potrebbe la ricetta giusta per rendere più competitivo il nostro Paese costa 2 punti percentuali di PIL, ossia circa 30 miliardi di euro l’anno con 25 miliardi di euro di mancati benefici derivanti dall’attuazione di una vera trasformazione digitale.

I numeri di questa mancata opportunità ruotano attorno ad alcuni capisaldi di quella che sarebbe dovuta essere la rivoluzione digitale italiana e che invece risulta essere ancora in sordina: SPID non decolla, con solo 5,4 milioni di identità digitali erogate sui 60 milioni di cittadini.

ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, è ancora un progetto incompleto con 2.630 Comuni mancanti all’appello su circa 8.400.

Il FSE, ossia il Fascicolo Sanitario Elettronico, è disponibile solo in 12 Regioni.

Questi dati sono l’esito di politiche miopi e fallimentari in ambito digitale che spesso hanno seguito l’avvicendarsi dei Governi: ad ogni nuovo esecutivo la strategia digitale del Paese veniva azzerata e si ricominciava sostanzialmente tutto da capo, con sempre nuovi obiettivi e senza una visione organica.

Fra i problemi principali c’è una grande lacuna infrastrutturale che vede un assurdo decentramento dei datacenter della PA che dovrebbero essere, invece, riunificati e centralizzati.

Il personale poi è sottodimensionato e poco qualificato rispetto a quello utilizzato dagli altri Paesi.

Non vengono utilizzati efficentemente i fondi UE: solo la metà dei fondi previsti per il settenio 2014-2020 sono stati assegnati per mancanza di progetti da finanziare.

Le gare di appalto in ambito tecnologico durano troppo, dagli 11 ai 24 mesi: ne deriva che le tecnologie che vengono poi installate risultano già vecchie.

Manca infine un processo di condivisione e integrazione delle banche dati: estrarre valore e rendere più efficiente la PA passa attraverso uno scambio informativo più puntuale per agevolare il cittadino.

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5G, a Napoli prende il via la 5G Academy

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Capgemini e l’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno presentato a Napoli ufficialmente l’avvio della 5G Academy, un programma di formazione rivolto a laureandi e laureati per fornire loro le competenze necessarie a valutare efficacemente le opportunità del 5G secondo la metodologia learning-by-doing.

La ricerca di esperti in questa tecnologia è destinata ad aumentare rapidamente dato che la connettività 5G è universalmente riconosciuta come uno dei principali abilitatori della digital transformation: l’infrastruttura 5G infatti permette di ridurre la latenza, aumentare la velocità di trasmissione dei dati e incrementare la densità di oggetti e persone connesse.

Il corso è strutturato per coinvolgere 30 laureandi e laureati provenienti da differenti percorsi di studi e con propensione al digitale e all’imprenditorialità: in sei mesi di lezioni, di cui sono previsti due dedicati a progetti su campo, i partecipanti avranno la possibilità di imparare in contesti operativi con l’opportunità di essere assunti a fine del percorso dopo aver sviluppato competenze verticali e di business che consentano di comprendere come il 5G contribuisca a migliorare l’operatività delle aziende e dei contesti in cui viene applicato.

La 5G Academy può inoltre contare sul supporto di partner tecnologici fra cui TIM e Parametric Technology Corporation: quest’ultimo fornisce soluzioni IoT mentre TIM garantisce l’accesso all’infrastruttura mettendo a disposizione i propri esperti per docenze e testimonianze.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Roma, la Galleria Corsini passa al digitale

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La Galleria Corsini di Roma intraprende un percorso di trasformazione digitale che punta ad agevolare i visitatori nella fruizione delle opere d’arte conservate nella celebre galleria.

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica, la cui scheda informativa è presente anche sul MiBACT, infatti offrono infatti due nuovi servizi interamente basati sull’adozione delle nuove tecnologie.

Il primo consiste nell’implementazione di una guida digitale su tablet, realizzata insieme al Consorzio Glossa all’interno del progetto culturale WeAct3 promosso dall’Associazione Civita.

La guida è disponibile in due lingue, inglese e francese, oltre all’italiano e permette l’identificazione delle opere d’arte nel particolare allestimento settecentesco voluto dal cardinal Neri Maria Corsini, con dipinti disposti su più livelli privi delle consuete didascalie.

L’interfaccia della guida è semplice e strutturata per essere accessibile al più ampio pubblico possibile onde consentire l’esplorazione della storia delle collezioni, del palazzo e della famiglia Corsini: la guida è anche un navigatore digitale che permette di orientarsi tra le sale dell’appartamento cardinalizio e identificare gli oltre 300 dipinti esposti di cui 50 corredati da uno specifico approfondimento storico.

La seconda innovazione invece è relativa all’installazione di una rete Wi-Fi gratuita che copre tutte le sale del museo e che consente ai navigatori di fruire dei servizi online in assoluta facilità e ad elevata larghezza di banda.

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Made.IT, il progetto per rendere più semplice l’innovazione in Italia

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Si chiama Made.IT ed è il nuovo programma promosso dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (MID) presentato a Las Vegas in occasione del Consumer Electronics Show (CES) per internazionalizzare le imprese digitali italiane.

Lo scopo del progetto è quello di incentivare la costituzione di un ecosistema che supporti le startup e le PMI che si occupano di tecnologia e digitale per poter espandere i propri orizzonti all’Estero mantenendo in Italia la filiera produttiva.

Il nome non è infatti casuale e gioca sulla necessità di tutelare il Made in Italy anche in settori evoluti che sono ben distanti da quelli tradizionali per cui l’Italia è nota nel mondo: è il motivo per cui il progetto si incardina nel piano strategico per l’innovazione e la digitalizzazione denominato Italia 2025.

La creatività di ingegneri, programmatori e designer italiani infatti rappresenta un tesoro sommerso non adeguatamente valorizzato: i talenti fuggono dall’Italia in cerca di mercati più liquidi ed è il momento di invertire la rotta.

Dando possibilità infatti a chi ha talento di costituire velocemente imprese, le startup, con l’opportunità di affacciarsi sui mercati mondiali, automaticamente si rilancia la competitività del sistema Paese: questo è possibile rendendo l’Italia una nazione attrattiva per gli investimenti in innovazione e consentendo alle aziende tech di trovare un ambiente favorevole per crescere e radicarsi.

Il programma Made.IT serve proprio a garantire terreno fertile per le aziende più meritevoli che sviluppano tecnologia in Italia e la mantengono nel nostro Paese grazie al supporto del know-how e delle competenze di un team di esperti, facilitando l’accesso ai fondi per l’innovazione nazionali e europei e valorizzando l’idea di business grazie ad un programma di marketing e comunicazione, basato sul marchio, sul sito e su degli eventi dedicati al settore tech Made in Italy.

Maggiori informazioni nel comunicato sul sito del MID.

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Milano ospita il primo distributore automatico cashless

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La rivoluzione digitale avanza inesorabile e i sistemi di pagamento evoluti si diffondono progressivamente anche in quegli ambiti dove il ricorso alle monete sembra essere una strada obbligata: è il caso del mondo della distribuzione automatica, le cosìddette vending machine.

A Milano, sulla pensilina del Passante Ferroviario di Porta Venezia, è stato infatti appena installato il primo distributore automatico interamente digitale e cashless: gli utenti possono acquistare i prodotti distruibiti solo grazie all’uso di carta di credito, carta di debito o con i sistemi di pagamento digitale via smartphone.

Le monete per acquistare bevande e snack sono inutilizzabili.

L’innovazione è frutto di una partnership fra l’azienda italiana Serim, specializzata nell’installazione di vending machine, Nescafé e Satispay.

Il sistema è completamente cashless ma soprattutto è contactless: ogni transazione si effettua in modo velocissimo anche perché i pagamenti solitamente sono inferiori ai 25 euro, soglia per cui non è prevista un’autorizzazione addizionale.

La rimozione dell’uso di contante porta anche alla soluzione di problemi di inceppamento, di mancata erogazione e soprattutto di resto: la transazione avviene solo quando il prodotto è stato effettivamente erogato e la vending machine non deve essere svuotata o rifornita periodicamente di monete. Grazie all’inaugurazione di questo nuovo servizio è inoltre possibile avviare un periodo di studio e sperimentazione destinato a raccogliere i dati di comportamento dei clienti per capire come diffondere l’opportunità delle vending machine cashless negli altri luoghi della città e del territorio italiano.

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Regione Lombardia è la regione più digitale d’Italia

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La Lombardia assurge al ruolo di regione più digitale d’Italia: si tratta di una conferma che arriva dall’analisi dell’Osservatorio sull’Agenda Digitale del Politecnico di Milano, in collaborazione con AgID e Team Digitale, che ha riparametrizzato gli indicatori del DESI a livello delle regioni e delle province autonome italiane.

Il risultato conferma la bontà delle politiche di semplificazione rivolte a imprese e cittadini che fanno ampio ricorso all’innovazione e alle opportunità offerte dal digitale.

In particolare, il DESI valuta il percorso evolutivo di un Paese su 5 aree: connettività, capitale umano, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

Dallo studio condotto dall’Osservatorio del PoliMi, la Lombardia spicca in assoluto nei settori della connettività grazie alla diffusione della banda ultra-larga, per la qualità dei servizi pubblici digitali alle imprese e ai cittadini e per l’uso degli open data.

Fra le azioni più interessanti in tal senso compare la recente sperimentazione della blockchain, nel Comune di Cinisello Balsamo, a servizio della procedura di ottenimento del bonus regionale Nidi Gratis: tale implementazione ha permesso di risparmiare oltre 3.500 ore di lavoro amministrativo in forza dell’automazione di circa il 90% dei controlli grazie alla nuova tecnologia.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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A Pomigliano d’Arco nasce l’Aerotech Academy

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Presso il sito di Leonardo a Pomigliano d’Arco chiamato Aerotech Campus nasce l’Aerotech Academy: si tratta di un percorso innovativo di formazione frutto della collaborazione fra Leonardo e l’Università degli Studi di Napoli Federico II per l’alta formazione su tematiche di frontiera dell’ingegneria.

Possono partecipare all’innovativo percorso formativo per acquisire competenze e capacità operative immediatamente spendibili in settori industriali a tecnologia avanzata tutti gli studenti selezionati con un apposito bando e con un titolo pari almeno alla laurea triennale in ingegneria o altre discipline scientifiche.

La didattica si svolgerà da marzo a dicembre 2020 nel centro di innovazione sui materiali e i processi produttivi di Leonardo a Pomigliano d’Arco che è facente parte del network dei Leonardo Labs, i laboratori di ricerca e innovazione concepiti per rafforzare lo sviluppo tecnologico e la crescita competitiva dell’azienda.

Il programma formativo orbita attorno a tre filoni: le tecnologie fondamentali delle aerostrutture, l’industria 4.0 e la digitalizzazione con un occhio alla costruzione dei velivoli di nuova generazione.

Grazie alla collaborazione con l’Università Federico II di Napoli l’apprendimento è intriso di metodologie di insegnamento e di apprendimento innovative svolte in lingua inglese da un team di docenti misto che comprende professori universitari ed esperti di Leonardo: la didattica prevede un impegno complessivo di nove mesi, a tempo pieno, di cui sei in aula sulla ricerca e la formazione superiore nel settore aerospaziale e tre di project work.

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