Smart City, ACEA e Huawei insieme per lo sviluppo di progetti innovativi

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ACEA, la multiutility che si occupa di energia e risorse idriche in numerose regioni italiane, ha siglato oggi con Huawei Italia un accordo per sviluppare progetti innovativi in ambito smart city con particolare interesse verso la sicurezza delle città, l’efficienza tecnologica ed energetica.

L’iniziativa di ACEA punta ad investigare inizialmente le potenzialità di alcune soluzioni di smart parking, smart waste e sicurezza ambientale.

Dal punto di vista delle infrastrutture invece Acea e Huawei si concentreranno sulle possibili soluzioni di telecontrollo per la rete elettrica e idrica con maggiore interesse verso la localizzazione di possibili perdite.

Una collaborazione aperta per la smart city del futuro

Le attività di ricerca congiunte dureranno inizialmente 6 mesi e saranno estese anche al Joint Innovation Center di Huawei in Sardegna con la collaborazione delle Università locali, CRS4, Vigili del Fuoco e Pubblica Sicurezza.

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Qwant Junior, disponibile la versione mobile del motore di ricerca per i bambini

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Nell’ottica di avvicinare in modo responsabile i bambini alle potenzialità di internet, appare evidente che sia necessario utilizzare degli strumenti che consentano di limitare l’accesso a contenuti potenzialmente lesivi pur mantenendo l’autonomia della scoperta.

Qwant Junior è un motore di ricerca ideato per utenti dai 6 ai 12 anni che ha delle interessanti funzionalità per i più piccoli: oltre a non tracciare la navigazione degli utenti, Qwant Junior filtra i contenuti non idonei e consente l’accesso ai video esclusivamente in modalità restrizione.

Sviluppato nel 2013 in collaborazione con il Ministero Francese della Pubblica Istruzione, Qwant Junior ha come obiettivo principale quello di offrire un ambiente di scoperta, studio e svago che rispetti pienamente le esigenze del bambino.

Qwant Junior, disponibile la versione mobile

Da oggi è disponibile la versione mobile del motore di ricerca attraverso un’app per Android e iOS che può essere agevolmente installata sullo smartphone dei ragazzi.

L’app mostra solo contenuti educativi in linea con l’età degli utilizzatori e stimola la loro interazione attraverso bacheche tematiche e sfide sulla ricerca di parole chiave.

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EIT Digital inaugura la proprio sede satellite milanese

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EIT Digital potenzia la propria presenza a Milano e lo fa inaugurando una nuova sede statellite rispetto alla sua sede principale situata a Trento.

EIT Digital è l’organizzazione europea che sostiene lo sviluppo dell’imprenditorialità legata all’innovazione digitale, attualmente estremamente attiva sui progetti europei legati al deep tech.

La scelta di potenziare la propria presenza a Milano, dove l’organizzazione era già presente dal 2014, è dipesa dal fatto che la Lombardia, insieme al Trentino, è attualmente la regione che in Italia registra il più alto tasso di startup innovative e quindi realisticamente terreno più fertile per potenziare le attività di scouting e supporto legate all’innovazione.

La nuova sede di EIT Digital è ospitata all’interno di quella del Cefriel guidato da Alfonso Fuggetta e condivide con essa le reti di relazione con il Politecnico di Milano, Engineering, Reply, Siemens, STMicroelectronics e Tim.

Con EIT Digital Milano potenzia la filiera dell’innovazione

La nuova sede di EIT Digital rappresenta quindi un nuovo inizio per dare maggiore forza al processo di digitalizzazione di tutti i settori industriali nell’ambito del programma Industria 4.0.
L’inaugurazione è per domani 23 maggio alle ore 16.30 ed è aperta a tutti previa registrazione.

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Il Comune di Milano lancia la piattaforma digitale per il volontariato occasionale

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Il Comune di Milano lancia insieme a Ciessevi Volontari Energia per Milano, una nuova piattaforma digitale dedicata al volontariato.

Volontari Energia per Milano ha l’obiettivo di reclutare i cittadini interessati a sperimentare, anche in modo occasionale, l’attività del volontariato attraverso un catalogo online di eventi per i quali i cittadini possono essere reclutati di volta in volta.

Una sorta di portale per rendere la ricerca di personale da destinare ad azioni di volontariato un’attività liquida ed estremamente flessibile: dallo sport alla cultura, dalla tutela dell’ambiente al sociale, chiunque potrà candidarsi per intraprendere saltuariamente o continuativamente un’attività socialmente utile.

Il volontariato 2.0

Uno dei primi eventi a cui è possibile candidarsi per dare un aiuto fattivo è la tavolata solidale organizzata dal Comune di Milano a conclusione del mese di eventi Insieme senza muri.

Per iscriversi alla piattaforma e partecipare è sufficiente recarsi sul portale Volontari Energia per Milano e, una volta registrati, scegliere tra l’elenco delle attività disponibili quella considerata più affine ai propri gusti e alle proprie esperienze per essere reclutati e diventare così un volontario 2.0.

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Dal MIUR arriva il Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici

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Il Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici è uno strumento digitale di comunicazione che intende favorire la diffusione della cultura umanistica e il rinnovamento organizzativo e metodologico del Lice classico attraverso la condivisione di buone pratiche.

Nello specifico il Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici nasce per promuovere e sostenere le iniziative della Rete Nazionale dei Licei Classici per il rinnovamento del Curricolo del Liceo Classico, per incentivare la comunicazione e l’integrazione tra tutti i licei classici italiani e infine per consentire lo scambio e la condivisione di progetti, risorse per la formazione e prodotti creativi realizzati da studenti e docenti.

Ed è proprio sull’interazione fra studenti e docenti che il nuovo portale esprime il proprio potenziale perché permette il confronto di esperienze differenti sul territorio per selezionarne le migliori e più efficaci.

Il Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici come strumento operativo

Il Portale si prefigge quindi di aiutare la Rete a svolgere una serie di compiti operativi fra cui il contribuire alla definizione e lo sviluppo di modelli/strumenti di valutazione e certificazione delle Competenze in entrata e in uscita oltre che alla realizzazione di azioni di orientamento in ingresso ed in uscita.

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In calo il numero di persone che leggono notizie online

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Informarsi online non è una delle attività preminenti per gli italiani: rispetto agli abitanti degli altri Paesei in area Ue infatti, la lettura delle notizie su internet rappresenta un’attività del tutto marginale per i nostri concittadini tanto da essere al 28esimo posto nella classifica globale europea che ordina gli Stati membri in base all’utilizzo di internet allo scopo di informazione.

Non solo, rispetto all’anno scorso si è registrata una flessione del 4%: si tratta di un dato preoccupante che emerge dai dati ricavati dal rapporto annuale della Commissione europea che misura l’indice di sviluppo digitale, ossia il DESI, di cui abbiamo parlato ieri.

Paywall come inibitori dell’informazione online

Secondo lo studio della Commissione europea, il fenomeno della flessione nell’uso di sorgenti informative online da parte degli italiani è strettamente correlata alla crescita del tasso di adozione dei paywall da parte degli editori online.

I quotidiani online infatti, per fronteggiare la crisi con cui si sono dovuti confrontare, hanno scelto in diversi casi di rendere una parte anche significativa di contenuti accessibili ai solo utenti paganti.

Questa scelta potrebbe aver fatto crescere il tasso di disaffezione dei lettori e quindi impattato nelle statistiche europee.

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DESI 2018, l’Italia è ancora indietro nel digitale

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Il digitale in Italia versa in una sostanziale stagnazione, questo lo scenario descritto dai nuovi dati del DESI 2018, l’indice digitale europeo che classifica l’Italia al 25esimo posto su 28 nella classifica degli Stati membri dell’Unione.

Per il quarto anno consecutivo l’Italia non si muove e resta fanalino di coda in Europa, nonostante il grande impegno per migliorare la situazione in cui versa il digitale nel nostro Paese.

A parte un segnale positivo relativo alla copertura della banda larga veloce che passa dal 23esimo posto del 2016 al 13esimo posto del 2017 grazie soprattutto al BUL, il piano strategico per la banda ultra larga, e ai progressi dovuti alla progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, rimane ancora complessivamente fermo lo stato di avanzamento nella classifica globale che rimane di fatto invariata rispetto al 2015, anno in cui è stato creato il DESI.

DESI 2018, il vero problema sono le competenze digitali

Come negli altri anni e coerentemente con l’aumento dell’età media della popolazione, la vera problematica della digitalizzazione in Italia è collegata all’assenza di competenze digitali nella maggior parte della popolazione.

Nonostante le attività di facilitazione digitale messe in campo dal Governo, senza un supporto che prenda per mano i senior e la parte di popolazione resistente alla tecnologia, diventa difficile migliorare il grado di penetrazione delle competenze digitali che si riflette, inevitabilmente, su tutti gli altri settori, ovvero banda larga mobile, utenti Internet, servizi online, e-commerce ed e-government.

Stando alla classifica del DESI 2018, il grado di e-skill peggiora globalmente retrocedendo dal 24esimo dello scorso anno al 25esimo posto con un tasso di utenti internet inferiore alla media europea (69% contro l’81%): in calo i lettori di giornali online e fanalino di coda su shopping online, servizi bancari, videochiamate e social network.

Anche a livello di connettività, nonostante i miglioramenti nella diffusione della banda ultra larga, l’Italia si posiziona al 26esimo posto in Ue, in retrocessione di una posizione rispetto all’anno scorso: ci si auspica che con l’arrivo di Open Fiber qualcosa possa cambiare ma le tempistiche richieste per cablare il Paese sono ancora troppo elevate.

Qui il report completo in italiano.

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A Bologna, Brescia e Firenze i taxi si pagano tramite smartphone

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A partire da oggi gli utilizzatori del servizio Taxi delle città di Bologna, Brescia e Firenze possono utilizzare una nuova modalità di pagamento tramite smartphone.

Grazie ad un accordo con Tinaba, l’app per trasferire denaro tramite smartphone senza costi di commissione, l’Unione dei Radiotaxi d’Italia (U.R.I.) sta attivando sugli oltre 8 mila taxi delle cooperative aderenti l’opportunità di effettuare pagamenti dematerializzati tramite app con un semplice tap sul proprio dispositivo mobile.
Bologna, Brescia e Firenze non sono le prime città in cui il servizio è disponibile: a fare da capofila per la sperimentazione sono state Milano e Roma.

Grazie all’accordo con U.R.I., Tinaba è a tutti gli effetti il più diffuso sistema di pagamento digitale per le auto bianche in Italia: salendo su una vettura di servizio, si noterà la presenza di una targhetta con QR Code da inquadrare per effettuare il pagamento della corsa.

Il pagamento è immediato e il taxista riceverà in tempo reale la conferma dell’avvenuta transazione.

L’app inoltre permette il ricorso ad interessanti funzionalità come il conto condiviso per dividere direttamente tramite l’app il pagamento di un viaggio o far pagare la corsa ad un terzo soggetto non presente sulla vettura.

Infine un’ulteriore comodità è rappresentata da un rimborso (cashback) fino ad un massimo di 10 euro per la prima corsa offerto da Tinaba.

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La sensibilizzazione ambientale dei bambini passa attraverso la realtà virtuale

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Un dispositivo idoneo per riprodurre i contenuti digitali e un visore per la realtà virtuale sono gli strumenti necessari per partecipare ad un innovativo progetto che ha lo scopo di insegnare ai bambini il valore del mare e la necessità di differenziare i rifiuti e riciclare la plastica.

Si tratta di MyEdu School, un’iniziativa della casa editrice Fme Education rivolta alla scuola primaria e secondaria di primo grado in collaborazione con l’Acquario di Genova.

Il rispetto dell’ecosistema marino non è però l’unico messaggio che MyEdu School intende promuovere fra i più giovani: il progetto di sensibilizzazione ambientale infatti è uno dei contenuti che la piattaforma educativa della casa editrice Fme Education mette a disposizione delle scuole con lo scopo ultimo di portare gratuitamente le nuove tecnologie in classe.

Non a caso MyEdu School è stato recentemente parte dell’inaugurazione dell’Atelier creativo dell’IC Ponti di Gallarate; gli istituti che vogliono partecipare al progetto MyEdu School possono dotarsi di una classe virtuale comprensiva di dieci tablet Android da utilizzare per fare lezioni digitali con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale MyEdu School.

Un successo che viene da lontano

Nell’ultimo anno MyEdu School ha coinvolto quasi 50 istituti comprensivi del Nord Italia con un bacino di circa 30mila ragazzi dai sei ai 13 anni e 4mila insegnanti anche in forza di un accordo con il MIUR (Protocollo n° 60 del 17-01-2018) per la realizzazione di azioni a sostegno dell’innovazione digitale nella scuola italiana.

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Gmail diventa consultabile anche offline

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Google introduce un’interessante funzionalità per Gmail, la propria soluzione di posta elettronica, che è destinata a cambiare le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo.
Per tutti coloro che utilizzano il browser Chrome infatti, Gmail diventa consultabile anche offline, ossia in mancanza di una connessione internet.

Per fruire della nuova funzione occorre assicurarsi di avere installata la più recente versione del browser (da Chrome 61 in poi) e quindi accedere alle impostazioni di Gmail accessibili tramite il pulsante a forma di ingranaggio, sul lato destro.

Gmail offline richiede l’attivazione dell’ultima versione

Da qui occorre attivare la voce Prova la nuova versione di Gmail e successivamente recarsi nuovamente nelle impostazione dove si trova la tabella offline che permette il download dei messaggi di posta per la lettura, la ricerca e la composizione anche in assenza di connessione internet.

Una volta attivata la posta offline si può scegliere di quanto andare indietro nel tempo per recuperare i messaggi, per quanto conservare in modalità offline quelli appena ricevuti con un massimo di 3 mesi e infine se mantenere i messaggi in memoria del dispositivo utilizzato per la connessione una volta disconnessi dall’account.

Da questo momento è possibile interagire con la posta elettronica fino alla successiva riconnessione, momento in cui avverrà l’effettiva sincronizzazione delle modifiche apportate.

Per essere sempre aggiornati sulle novità di Gmail è consigliabile consultare il blog ufficiale.

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