L’agricoltura del futuro è senza terra

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L’idea di poter coltivare autonomamente frutta e verdura ha sempre sollevato un grande interesse, soprattutto da parte di coloro i quali vogliono avere la certezza della qualità degli alimenti che consumano.
Non tutti però dispongono di un orto o un terreno adatto allo scopo: proprio la mancanza di terra ha spinto, grazie al progresso tecnologico, la progettazione di soluzioni che potessero garantire la produzione di prodotti freschi senza necessariamente passare attraverso la disponibilità di suolo ove coltivarli.
Così negli ultimi anni sono letteralmente esplose le metodologie di coltura senza terra che consistono nel coltivare le piante non nel terreno agrario ma attraverso un mezzo artificiale (solitamente aria o acqua).
Grazie a questa innovazione, è quindi possibile iniziare a coltivare frutta e verdura all’interno dell’ambiente domestico attraverso apposite strutture.

Le metodologie di coltivazione sono diverse, le più diffuse sono la coltivazione idroponica e la coltivazione aeroponica.

Per coltivazione idroponica si intende un metodo di coltivazione che rimpiazza la terra con un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, ecc.) mentre la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall’acqua e dai composti necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale.

Per coltivazione aeroponica invece si intende un metodo di coltivazione che non prevede terra o immersione in acqua e in cui le piante sono sostenute artificialmente tramite sistemi di nebulizzazione di acqua, arricchita da fertilizzanti minerali, che investe direttamente l’apparato radicale della pianta la quale risulta come “sospesa”.

I vantaggi di queste modalità di coltivazione sono diversi, la produzione infatti non risente del clima e delle stagioni ed è controllata dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario.

Grazie alla tecnologia è poi possibile, collegando appositi sensori, tenere traccia di tutti i parametri di crescita e consultarli agevolmente tramite il proprio smartphone, anche quando non si è nelle vicinanze della propria serra smart, assistendo così al processo di crescita.

Ci sono già molti produttori che stanno proponendo soluzioni basate su queste tecnologie.

Il colosso dell’arredamento svedese IKEA punta sull’idroponica e mette in vendita la serra KRYDDA / VÄXER che consente ai semi di poter germogliare mediante tappi di schiuma assorbenti che li mantengono umidi, senza eccessiva richiesta di acqua.
Una volta germogliati, le piantine possono trasferire in un vaso riempito con pietre pomici per assorbire l’acqua.

Anche a Robonica piace l’idroponica: esposta in anteprima a Milano durante il summit su cibo e tecnologia Seeds&Chips, è una cella di design in grado di produrre autonomamente una pianta d’insalata pronta da mangiare in soli 5 giorni.

Veve invece sceglie l’aeroponica: tramite una struttura allungata con numerosi fori dove collocare i semi preferiti, un contenitore alla base pieno di acqua e una soluzione nutriente e un collegamento alla rete elettrica il sistema nebulizza tutto ciò che serve ai vegetali per crescere.
L’impianto consuma poco e l’acqua necessaria è inferiore a quella impiegata nei tradizionali sistemi di irrigazione: il tutto racchiuso in un solo metro quadrato e con una versatilità di coltivazione fino a 200 tipi di piante differenti.

BioPic è un orto biologico modulare che sfrutta la luce di led ricaricabili per rimpiazzare la luce solare.
In questo caso i semi della pianta da coltivare sono innestati in un rotolo di terra che contiene i microrganismi necessari al suo sviluppo.

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