Alfabetizzazione digitale e STEM per diffondere le competenze digitali

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Le azioni per recuperare il divario digitale in termini di competenze digitali devono essere mirate a nuovi processi di alfabetizzazione digitale e all’incentivo verso lo studio di materie STEM: questa la conclusione della ricerca promossa dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano in collaborazione con Doxa su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana adulta tra i 18 e i 74 anni.

Le competenze digitali dei cittadini italiani sono infatti un pre-requisito fondamentale per la digitalizzazione del nostro Paese: strutture e servizi senza la capacità e la propensione all’uso sono inutili e non portano alcun vantaggio in termini di competitività sistemica.

L’analisi prende origine dalla valutazione dello stato del capitale umano, una delle aree monitorate dal Digital Economy and Society Index (DESI) ossia l’indice che misura i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione.

Da questo dato emerge che, nonostante un lieve aumento nel numero di internauti (circa i due terzi della popolazione), il numero di individui con competenze digitali di base ristagnando al 44% della popolazione contro il 56% della media europea: pochi laureati in discipline tecnico-scientifiche e specialisti ICT rispetto ad altri Paesi

Le competenze digitali dei cittadini devono coprire 4 ambiti, ossia la capacità di gestire file e informazioni digitali, la propensione ad utilizzare il digitale per la comunicazione, la familiarità d’uso dei servizi online e la capacità di produrre contenuti digitali.

In Italia le competenze digitali più diffuse riguardano l’impiego di modalità di comunicazione digitale (in media disponibili nel 72% della popolazione), quindi la gestione di file e informazioni digitali (65%) e la familiarità con i servizi online (56%).

Esse sono prevalentemente in possesso ad individui con un’età inferiore ai 55 anni e un’elevata concentrazione fra giovani con età compresa tra i 18 e i 34 anni mentre crollando dopo i 65 anni.

Focalizzarsi su STEM e sulla formazione della terza età

Per risolvere il problema dell’Italia nella diffusione delle competenze digitali la risposta più significativa è focalizzarsi sull’incentivare i giovani ad intraprendere studi in materie STEM (ossia tecnico-scientifiche e matematiche) nonché nella formazione della fascia di età sopra i 65 anni con azioni mirate atte a semplificare i meccanismi di apprendimento delle nuove tecnologie utilizzabili nella vita di tutti i giorni.
Va inoltre consolidata e migliorata l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, recentemente rilanciato, che progressivamente sta fornendo i primi risultati con i primi 150.000 giovani che fruiscono a scuola di formazione sui temi del digitale.

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