Grazie ad un refitting totale con l’uso delle migliori tecnologie nell’ambito delle attività del progetto bandiera Ritmare, coordinato dal CNR e finanziato dal MIUR, la nave Explora ha iniziato il suo viaggio verso il Mare di Ross (Polo Sud), una delle aree più incontaminate del Pianeta, dove, grazie a 22 esperti, effettuerà ricerche sul cambiamento climatico.
La nave, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, è l’unica in Italia capace di effettuare operazioni di ricerca oceanica in ambienti polari.
L’innovazione alla base della missione di Explora
Per la spedizione, Explora è stata interamente smontata e rimontata con l’inserimento di svariate migliorie dal punto di vista tecnologico fra cui i sistemi aerotrasportati, gli strumenti di misura ambientale e i sistemi oceanografici.
Una delle innovazioni più significative è stata l’introduzione dei sistemi multi-bin, un sistema che permette di studiare la batimetria delle profondità marine in 3D.
La convergenza dei sistemi permette di mappare in tre dimensioni i fondali marini, fino a una profondità di 6000 metri, con una larghezza di passata di 5 chilometri: in pratica è come puntare un faretto in direzione del fondale e acquisire le immagini tridimensionali del fascio di luce.
OGS Explora è stata anche dotata di profilatori di correnti marine, utili alle misurazioni e al prelievo di campioni come ad esempio la tecnologia delle rosette, in cui alcune bottiglie, appositamente sistemate in un tamburo e immerse, prelevano automaticamente campioni d’acqua a profondità differenti.
Grazie alla tecnologia è stato ampiamente ridotto l’impatto della missione sull’ecosistema antartico: dalla gestione dei rifiuti con il compattatore alla riduzione dell’impronta di inquinamento umano.
Molto importanti anche i protocolli di impatto ambientale per i sistemi sonori: innovazioni come l’airgun, il multibin e i sistemi di misurazione delle correnti generano infatti una certa quantità di rumore subacqueo che potrebbe alterare l’ecosistema.
Per seguire l’avventura di Explora è possibile consultare un blog dedicato al viaggio.