Big data e privacy, le profilazioni massive minano la libertà individuale

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Acquistare un libro da leggere o prenotare il luogo delle vacanze possono essere decisioni molto banali ma insieme alle preferenze per la gestione dei risparmi, la modalità di assunzione di forza lavoro online o la ricerca di informazioni sulla propria salute esse prendono un significato molto diverso e rischiano di condizionare la propria libertà futura.

Nasce nell’ambito del convegno Big Data e Privacy, la nuova geografia dei poteri, organizzato a Roma in occasione della Giornata europea della protezione dei dati, la riflessione su quanto e come la democrazia per come la conosciamo, possa essere messa in discussione o addirittura in serio pericolo.

L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

Big Data e privacy: tante informazioni in mano alle multinazionali digitali

La riflessione alla base di tale pensiero nasce in un panorama nel quale esiste il rischio di consegnare a poche multinazionali digitali la supremazia economica o anche, addirittura, il potere di conoscere i fenomeni che possono influenzare e guidare il nostro sapere.

Il convegno si è aperto con diverse riflessioni su quanto ormai chiunque sia catalogato e quasi spersonalizzato all’interno di profilazioni sempre più puntuali e precise.

Si è affrontato il tema dell’innegabile utilità dei Big data e delle molteplici potenzialità che queste estese raccolte di dati possono avere.

Con un’eccessiva e sempre più accurata profilazione, si corre il rischio di spersonalizzare e condizionare un numero sempre maggiore di persone, potenzialmente l’umanità intera. La sfida è infatti quella di riuscire a mettere in atto maggiori regolamentazioni degli operatori tecnologici e riformare il quadro giuridico europeo.

Di vitale importanza sarà dunque anche una nuova e sempre maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica.

In Italia, ad esempio, pare che oltre il 30% della popolazione ignori l’importanza dei Big data, necessitando dunque un’alfabetizzazione in materia e un’educazione mirata per capirne rischi e potenzialità.

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