Cittadinanza digitale, adozione lenta per SPID e CIE

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Il processo di digitalizzazione dei cittadini dovrebbe essere una delle priorità per poter trasformare il rapporto con la Pubblica Amministrazione e aumentare la competitività del Paese.

Purtroppo però i segnali non sono confortanti: ad un anno dal rilascio di SPID e quasi altrettanto per la CIE, la carta di identità elettronica, i numeri non sono rassicuranti.

Solo 300mila i cittadini dotati di carta di identità elettronica da quando è stato riproposto, nel luglio 2016, il progetto per la terza volta nell’arco di poco più di un decennio: il totale dei rilasci dal 2005 è di poco più di 4 milioni di unità, un numero esiguo se si pensa che nelle proiezioni attuali si vorrebbe sostituire tutto il cartaceo a ritmo di 7-8 milioni di tessere all’anno.

Il problema principale della mancata diffusione della CIE sono i costi: la smart card ha richiede circa 22 euro per il rilascio a fronte dei poco più di 5 euro della versione cartacea.
Non di poco conto anche l’adeguamento organizzativo da parte dei Comuni eroganti che hanno difficoltà nell’attrezzarsi: a tale scopo lo scorso 8 marzo il ministero dell’Interno ha inviato un questionario alle PA per acquisire i dati necessari all’emissione della nuova Carta d’identità elettronica al fine di organizzare l’attività di dispiegamento della postazione per l’emissione del nuovo documento.

SPID e CIE in lenta diffusione e potenzialmente confliggenti

Infine anche il rapporto con SPID potrebbe creare dei conflitti dal momento che il Sistema Pubblico di Identità Digitale prevede delle funzioni di autenticazione sovrapponibili alla CIE che renderebbero quest’ultima quantomeno un doppione.

SPID su cui, fra l’altro, si è polarizzato l’interesse del Governo che, a distanza di un anno, può tracciare un primo bilancio non particolarmente positivo.

Il numero di identità SPID erogate è cresciuto velocemente nell’ultimo periodo essenzialmente grazie ad azioni come il bonus dei 18enni e il bonus docenti che richiedono obbligatoriamente di dotarsi di un’identità SPID.
Prima di queste iniziative c’erano solo 90.000 identità digitali mentre in seguito alle suddette si è passati a quasi 1.300.000 identità SPID.

L’ottenimento però non coincide con l’intenzione all’uso delle credenziali SPID, uso che dipende necessariamente dalla disponibilità di servizi attivi che richiedano l’identità digitale come forma di autenticazione.

Ad oggi le amministrazioni attive sono oltre 3.700 e i servizi oltre 4.200: entro fine 2017 tutte le Pubbliche Amministrazioni hanno obbligo di attivarsi e utilizzare spid come unico modo per identificare online i cittadini (SPID o CIE/CNS).

Non si hanno però dati riguardo all’uso da parte dei cittadini: non esiste ancora un indicatore pubblico in grado di stabilire quante volte viene utilizzato SPID.

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