Copyright, il Parlamento europeo approva la nuova direttiva

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Il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva sul copyright apportando alcune sostanziali modifiche agli articoli 11 e 13 della precedente proposta: questi articoli erano stati duramente contestati al punto da portare al respingimento della riforma lo scorso 5 giugno.

Si tratta di un sostanziale cambio di direzione rispetto alla passata bocciatura che sancisce un processo di innovazione nella gestione dei contenuti online.

Copyright, una direttiva vetusta da riformare

La direttiva sul copyright intende aggiornare le regole sul diritto d’autore nella UE che ormai erano ferme al lontano 2001 quando internet aveva uno sviluppo e un impatto molto diverso da oggi.

Tuttavia se tutti comunque concordano circa l’opportunità di una riforma, il problema verte nelle modalità con cui questa debba essere condotta.

Uno dei punti controversi riguarda il rapporto tra le piattaforme di distribuzione di contenuti (es. Google, Facebook, …) e gli editori laddove questi ultimi ritengano di dover ottenere un maggiore riconoscimento economico in virtù dei propri contenuti usati da tali piattaforme.

Con le nuove modifiche ogni stato membro deve assicurare che gli editori ricevano compensi adeguati per l’utilizzo del loro materiale da parte delle piattaforme internet che possono distribuirlo ad esclusione degli utilizzi privati dei link e del loro impiego non commerciale in progetti di conoscenza condivisa (es. Wikipedia o GitHub).

Un altro punto critico riguarda il controllo preventico che le piattaforme online dovrebbero svolgere su ciò che viene caricato dagli utenti in modo da censurare la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore (es. video, audio, testi, …).

Perché ciò sia possibile però le piattaforme di distribuzione dovrebbero dotarsi di tecnologie difficilmente implementabili, come sistemi similari al Content ID utilizzato da YouTube per evitare il caricamento di contenuti protetti da coypright, e che comunque non darebbero garanzie assolute di funzionamento generando anzi falsi positivi: si potrebbero infatti censurare erroneamente contenuti legittimi.

Di riflesso questa opzione potrebbe limitare la libertà di espressione degli utenti come per esempio nel caso in cui gli stessi carichino online parodie, citazioni, rielaborazioni, meme e prodotti artistici basati su opere tutelate dal diritto d’autore.

Con l’approvazione odierna il Parlamento europeo apre la strada ai negoziati tra istituzioni europee e stati membri in seguito ai quali, qualora uno o più stati si oppongano al recepimento, potrebbe comunque non essere adottata.

Maggiori informazioni qui.

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