Cresce il settore della spesa online grazie alle nuove opportunità offerte dalla tecnologia

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Fare la spesa è un’occupazione che richiede tempo: lo sanno molto bene tutti coloro che sono assorbiti dai ritmi frenetici della società moderna e per i quali recarsi al supermercato è un’attività preclusa o molto difficile da organizzare.

Non è però esclusivamente una questione di tempo, in molti casi ci sono altre barriere che rendono problematico fare la spesa: si pensi infatti alle persone di una certa età o che soffrono di mobilità ridotta.

E comunque ammettiamolo, perdere ore tra le corsie e in fila alle casse per poi dover portare decine di sacchetti e bottiglie non piace a nessuno.

Nel corso degli ultimi anni, sulla base di queste motivazioni e di un netto miglioramento dei servizi logistici, si sta affermando sempre di più il fenomeno della spesa online, un servizio offerto sia da portali indipendenti sia dai siti dei principali supermercati.

L’utente che vuole comprare online non deve fare altro che registrarsi alla piattaforma, selezionare i prodotti, opportunamente divisi per categoria merceologica, e le quantità desiderate e inserirli nel carrello virtuale.
Terminata la spesa può procedere con il pagamento tramite carta di credito, Paypal o in contanti alla consegna che avviene mediamente sul proprio pianerottolo nel giro di 24-48 ore.

Secondo Coldiretti quasi un italiano su quattro (19,3%) acquista prodotti alimentare online, un dato più che raddoppiato rispetto al 2014 (6,1%): oggi oltre 8 milioni di italiani scelgono la spesa online grazie alla sua comodità e perchè consente facilmente di fare il confronto dei prezzi garantendosi specialità esclusive in modo più conveniente.

Non è stato però sempre così, c’è voluto infatti tempo per superare i problemi dei costi alti di consegna del fresco e le difficoltà nel trovare economie di scala profittevoli tanto è vero che, in tempi passati, molti pionieristici tentativi di supermercati online si sono infranti, come è avvenuto per il colosso USA Webvan.

L’impennata odierna è dovuta in parte all’economia di scala che faticava a trovarsi dieci anni fa, anche per via della scarsa diffusione degli smartphone che ormai hanno moltiplicato i potenziali utenti, ma soprattutto per la scelta del modello distributivo efficiente nella tratta dell’ultimo miglio: è infatti vitale la capillarità dei nodi di distribuzione a causa dell’obsolescenza della merce e per la necessità del consumatore che chiede la consegna a domicilio in tempi sempre più brevi.

Grazie all’efficientamento distributivo oggi ci sono svariate realtà che offrono il servizio di spesa online, fra cui si possono ricordare:

Esselunga continua a scommettere sull’home delivery mentre altri, come Carrefour puntano sulla soluzione click & collect.

Esistono anche dei modelli logistici innovativi, come quello di Supermercato 24 che permette di scegliere liberamente il supermercato da cui acquistare offrendo un servizio di consegna a domicilio tramite degli incaricati che vi sostituiranno nelle operazioni di acquisto.

La vera rivoluzione però sembra essere imputabile ad Amazon con il suo servizio Amazon Prime Now.

Si tratta di un servizio riservato ai clienti iscritti ad Amazon Prime, il programma di iscrizione annuale di Amazon che garantisce, fra le altre cose, un numero illimitato di spedizioni senza costi aggiuntivi con consegna in 1 giorno lavorativo su oltre un milione di articoli, verso la maggior parte dei comuni italiani.

Nella fattispecie con Prime Now il cliente può effettuare ordini tramite l’app dedicata e riceverli in 1 ora al costo di 6,90€ per ordine o gratis in finestre di 2 ore a sua scelta, dalle 8 alle 24: l’importo minimo per gli ordini Prime Now è di 19€, il servizio evita code, traffico e stress.

Attivo in alcune aree d’Italia, si diffonderà a macchia d’olio nel corso del 2017.

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