Cyberbullismo, il Senato approva il disegno di legge

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Il cyberbullismo, ossia un fenomeno online che riguarda modalità di attacco offensivo e sistematico ai danni delle persone, è in aumento.

In Italia, nel 2016 le segnalazioni sono cresciute dell’8 per cento, nonostante l’attenzione dei media al riguardo sia sempre più alta negli ultimi anni come anche siano cresciute le iniziative di sensibilizzazione.

Basti pensare che nella Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco sono stati curati quasi un migliaio di pazienti per il disagio adolescenziale collegato a Internet e, fra questi, il 35% è dovuto al cyberbullismo.

Questo fenomeno generalmente molto sottovalutato aveva indotto la Camera ad approvare, a fine 2016, una legge ad hoc sperando di ottenere qualche effetto senza però riuscirvi.

Tuttavia, anche in considerazione dei pressoché nulli progressi in materia, è degli scorsi giorni l’approvazione, da parte del Senato, del nuovo decreto di legge, basato sui principi di educazione e prevenzione che determina una normativa chiara sul tema.

Rispetto alla versione votata alla Camera, la Commissione Affari Costituzionali ha rivisto il testo normativo ridefinendo il cyberbullismo come:

“qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”

Inoltre la legge torna ad essere specificatamente tarata sui minorenni rivolgendosi infatti a:

“ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore […]”

In caso di riconosciuto reato il questore potrà comminare ammonimenti rivolti ai minori e ai genitori degli stessi, salvo per i casi in cui è stata depositata denuncia/querela ma cercando di salvaguardare i minorenni dall’ambito penale, puntando sulla rieducazione.

Il MIUR avrà un ruolo primario nella lotta al cyberbullismo

Il testo di legge è ora atteso alla Camera per l’approvazione definitiva ma dovrebbe trattarsi di una formalità: una volta avvenuto ciò, verrà istituito un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che vedrà impegnato come protagonista il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il compito di definire un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo coinvolgendo i servizi socio-educativi presenti sul territorio e le scuole.

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