La didattica innovativa arranca nei piccoli Comuni italiani

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La didattica innovativa nei piccoli Comuni italiani soffre a causa di un ritardo nella digitalizzazione e nello sviluppo delle competenze digitali dei docenti: è questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto di INDIRE, in collaborazione con ANCI, che si interroga sullo stato della digitalizzazione dei piccoli centri con meno di 5mila abitanti.

Lo studio ha preso in considerazione i Comuni con meno di 5mila abitanti e una campionatura di 1.055 Enti da ciascuno dei quali è stata selezionata una scuola primaria o secondaria di primo grado, rispettivamente con meno di 125 e meno di 75 alunni.

Censendo un totale di 1032 plessi scolastici e somministrando loro un’indagine, è emerso che la percentuale di docenti con una formazione ICT per la didattica innovativa, ossia la capacità di utilizzare un dispositivo digitale per insegnare, è molto bassa.

Nella maggioranza dei casi la metà di docenti e professori nelle piccole scuole dei piccoli comuni era pronta alla didattica a distanza.

Anche la presenza della fibra ottica è scarsa con la necessità spesso di dover compensare tramite una connessione mobile: questa problematica è molto più marcata al Centro e al Sud Italia dove però anche le connessioni mobili scarseggiano in termini di performance.

Solo nel 57,8% dei comuni dell’Italia centrale e nel 53,2% di quella meridionale è infatti disponibile una connessione mobile idonea alla didattica a distanza.

La versione completa del report è disponibile qui.

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