Il digitale riunisce la Biblioteca Palatina

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La Biblioteca Palatina è una delle biblioteche più celebri al mondo: la sua storia inizia alla fine del ‘300 e nel corso dei secoli ha vissuto alterne fortune che hanno portato ad accumulare un vero e proprio tesoro culturale.

La ricchezza e l’unicità di questo tesoro si manifesta in una collezione, raccolta nel corso degli anni, che ora è di circa 800.000 volumi, di cui 6.600 manoscritti: si tratta di una delle più preziose raccolte esistenti al mondo.

Purtroppo però, nel corso della sua storia, la Biblioteca Palatina ha subito anche alcune perdite significative.
Dopo essere stata confiscata da Papa Gregorio XV durante la Guerra dei trent’anni e trasferita all’interno del Vaticano nel 1623, la biblioteca è cresciuta sino al 1816, anno in cui ha vissuto un’importante separazione che ha portato i manoscritti in lingua tedesca alla Germania e conservati nella Biblioteca dell’Università di Heidelberg mentre quelli latini sono rimasti presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il digitale come strumento per riunire il tesoro culturale della biblioteca

Recentemente però, grazie all’impiego delle nuove tecnologie di digitalizzazione e a internet, proprio da parte dell’Università di Heidelberg è stato iniziato un percorso per riunire tutti i testi che sono stati separati nel corso del tempo.

Con l’inaugurazione ufficiale dell’archivio digitale che si terrà il 15 febbraio all’Università di Heidelberg, sarà mostrata la componente virtuale della biblioteca la cui copia digitale non contiene solo trattati teologici, filosofici e storici, ma anche medici, naturalistici e astronomici.

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