Droni acquatici per il monitoraggio e la tutela dei bacini idrici

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La sostenibilità ambientale è un concetto estremamente attuale e coinvolge le modalità di gestione delle risorse naturali rinnovabili affinché non siano irrimediabilmente deteriorate.
Per evitare che ciò accada occorre analizzare lo stato dell’ambiente raccogliendo più dati possibili per poi provvedere a porre in essere i giusti comportamenti in termini di conservazione o bonifica: a tale proposito grazie a biosensori sempre più evoluti è possibile effettuare in modo rapido ed efficace la parte di analisi preventiva.
Ed è proprio questo che sta succedendo presso il Largo di Garda e in altri importanti fiumi e laghi d’Europa, fra cui anche il Tamigi, dove alcuni ricercatori stanno utilizzando dei droni acquatici a basso costo per analizzare i cambiamenti alla biologia delle acque e condizionare le azioni umane su fiumi e laghi.

IntCatch, questo il nome del progetto, prevede l’impiego di una flotta di droni acquatici collegati a strumenti analitici e biosensori per monitorare, attraverso un laboratorio mobile, lo stato delle acque dei bacini idrografici.
L’acqua inquinata, può rappresentare un serio pericolo, perché può diventare veicolo di diffusione di malattie anche gravi e arrecare danni irreversibili all’ambiente: del resto, anche per gli ambienti marini sorgono progetti di monitoraggio assimilabili, seppure utilizzando altre tipologie di sistemi di rilevamento.
Tra i vari obiettivi di IntCatch c’è la misurazione in modo geolocalizzato di parametri utili a valutare lo stato di salute del bacino (ossigeno disciolto, pH, conducibilità, metalli e idrocarburi) e l’analisi genomica in-situ delle popolazioni batteriche il cui patrimonio genetico e le eventuali mutazioni possono essere indicatori dello stato di inquinamento secondo il modernissimo approccio dell’eco-tossicogenomica.
Il progetto, finanziato con 8 milioni e 770 mila euro nell’ambito di Horizon2020 per il programma “Water Research and Innovation“, prevede la collaborazione di sei Università europee e di quattordici enti (tra aziende europee pubbliche e private) ed inizierà a giugno 2016 per concludersi a gennaio 2020.

Di seguito l’intervista per la presentazione del progetto.

Smart NationDroni acquatici per il monitoraggio e la tutela dei bacini idrici

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