eHealth, il futuro della sanità passa attraverso il digitale

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La qualità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è da tempo in progressivo declino nonostante l’elevata preparazione e competenza delle risorse umane impiegate nel settore.
Tuttavia la spesa sanitaria reale, in costante crescita a causa del generale invecchiamento della popolazione, rischia di minare i bilanci pubblici al punto da causare potenziali problematiche all’equità sociale e alla necessità di virare il modello di assistenza sanitaria verso un approccio tipicamente americano.

Prima che la crisi sia irreversibile però è possibile adoperarsi per risanare la situazione attuale: l’unica strada percorribile è quella dell’efficientamento, abbattendo i costi per la resa delle prestazioni socio-sanitarie e migliorando lo spettro dei servizi anziché tagliarli.

Per farlo, la strategia passa attraverso il digitale e l’innovazione: la digitalizzazione della sanità infatti consente l’equilibrio prestazioni/costi ma anche la semplificazione burocratica per i cittadini.

A tale proposito è stato coniato il termine eHealth (o e-health), ovvero il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità.

Si pensi alla digitalizzazione del ciclo prescrittivo, la realizzazione di una soluzione federata di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino o l’aumento del tasso di innovazione digitale nelle aziende sanitarie.

L’importanza di questo processo è data anche dalla tipologia degli investimenti: la spesa complessivamente stanziata nel 2015 per la digitalizzazione della sanità italiana si attesta a 1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa pubblica per questo comprato.

Secondo i dati dell’ultima ricerca svolta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, del Politecnico di Milano emerge che qualcosa sta cambiando in meglio grazie alla progressiva digestione delle nuove tecnologie da parte dei cittadini.
I servizi più utilizzati sono comunque ancora quelli più semplici, come il semplice consulto a scopo informativo dei siti delle strutture sanitarie (26%).
Il secondo servizio più diffuso e maggiormente utilizzato è la prenotazione online di visite ed esami, sfruttato da oltre il 24% dei cittadini, cioè l’85% in più rispetto all’anno precedente.
Ma l’avvicinamento del cittadino alle tecnologie digitali non è relativo solo ai servizi messi a disposizione delle aziende sanitarie, gli italiani si sono infatti mostrati molto attivi anche nella ricerca di informazioni sulla salute.
Un terzo degli italiani utilizza la rete per cercare informazioni, pareri e consulti, su malattie e problemi di salute, per confrontare sintomi, terapie e farmaci prescritti.
Le App per il monitoraggio dello stile di vita sono invece il canale prediletto dai giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Le applicazioni più diffuse sono quelle per il monitoraggio della frequenza cardiaca, per il conteggio dei passi giornalieri, quelle che consentono di tracciare l’assunzione di calorie e rilevare i dati del sonno (questi ultimi rilevabili solo se in possesso di dispositivi wearable).

Poiché l’utilizzo di App per la salute è in netto aumento è bene tracciare delle linee guida e definire delle regole standard che queste App medicali dovranno rispettare.
Il Ministero della Salute per muoversi in tal senso ha avviato nel luglio del 2015 un tavolo di lavoro per disciplinare la Mobile Health.

Nell’attesa che il tavolo produca i primi risultati, è importante sottolineare che anche le strutture sanitarie dovranno adattarsi alle linee guida della Mobile Health, sviluppando soluzioni digitali e accessibili anche ai cittadini più fragili e anziani, meno abituati all’utilizzo della tecnologia.

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