Fake news, il MIUR avvia una serie di azioni a supporto dell’educazione civica digitale

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La circolazione di notizie non verificate o palesemente false può creare notevoli problemi per la società e anche per le singole persone.

Con l’esplosione dei social network, il problema si è acutizzato ulteriormente perché la velocità di propagazione dei contenuti è aumentata a dismisura.

Così, quando un contenuto pubblicato online non viene affrontato con atteggiamento critico ma viene letto e condiviso senza riflettere se sia corretto oppure no, si genera un effetto potenzialmente distruttivo.

Basti pensare ai danni di reputazione che può rappresentare una notizia errata o la cascata di eventi che da essa possono essere generati.

Fra le notizie false più diffuse possiamo ricordare quelle circolanti sugli effetti dei vaccini ritenuti, erroneamente, responsabili dell’autismo o dell’indebolimento delle difese immunitarie dei bambini.

Il MIUR e la Camera dei Deputati contro le fake news

Per questo il MIUR, in cooperazione con la Camera dei Deputati, sta affrontando il fenomeno con una serie di azioni sul tema del controllo delle fonti e per l’educazione civica digitale grazie anche al supporto della Rai, della Federazione degli editori (Fieg) e di Confindustria.

Fra queste c’è la campagna #BastaBufale che presenta un decalogo di azioni responsabili di cui tenere in considerazione quando ci si avvicina ad un nuovo contenuto informativo online.

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Ricorda che il tuo click ha un valore

L’iniziativa di sensibilizzazione è diretta alle scuole secondarie di primo e secondo grado e coinvolgerà oltre 4 milioni di studenti: si inserisce direttamente nel perimetro delle attività del sito Generazioni Connesse promosso dal MIUR.

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