FlixBus, a rischio la permanenza in Italia

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FlixBus, l’azienda tedesca che offre viaggi low cost in pullman su tutta Italia, rischia di non potere operare più nel nostro Paese da ottobre.

Una norma del Decreto Legge n. 50/2017 di correzione di bilancio, nello specifico il comma 12 bis dell’art. 27 sui raggruppamenti verticali di imprese (RTI) operanti nell’ambito dei servizi di linea interregionali, approvato la scorsa settimana ha di fatto decretato l’impossibilità, da parte della compagnia, di lavorare in Italia.

Il problema nasce proprio dal modello di business di FlixBus che affitta i pullman da altri operatori di trasporto, con cui sigla appositi contratti di affitto dei mezzi, e, in forza della propria organizzazione liquida, riesce a offrire prezzi concorrenziali ai consumatori finali.

Operando insieme a dei partner, ossia le ditte di trasporto, e costituendo con essi dei RTI, FlixBus infatti non possiede alcun mezzo né ha alle proprie dipendenze alcun autista.

Quello di FlixBus è un caso che ricorda molto da vicino altre realtà dell’economia digitale, fra tutte Uber e AirBnB, che si occupano sostanzialmente di intermediare domanda e offerta e che stanno riscontrando serie problematiche dovute primariamente a normative inadeguate o comunque poco amichevoli nei confronti delle nuove aziende digitali che portano sostanziali cambiamenti sul mercato italiano.

La norma che condanna FlixBus sarà operativa a ottobre e, senza una modifica legislativa, è prevista la decadenza dell’autorizzazione da parte del Ministero dei Trasporti.

Ne consegue che chiunque voglia investire in Italia dall’estero sia disincentivato a farlo se il quadro normativo si presta a cambiamenti di rotta così significativi che possono potenzialmente escludere dal mercato l’investitore stesso.

Tar e Antitrust a favore di FlixBus

Negli stessi giorni in cui veniva approvata dal Parlamento la correttiva che lede gli interessi di FlixBus, l’azienda ha ottenuto ragione davanti al TAR: la magistratura amministrativa ha infatti respinto, in quattro sentenze, i ricorsi presentati contro FlixBus da tre aziende italiane concorrenti (Marozzi, Liscio e Cotrab) che puntavano a far sospendere il servizio per illegittimità rispetto alla normativa di settore delle autorizzazioni ministeriali rilasciate alla società low cost.

TAR e Antitrust del resto hanno evidenziato come le autorizzazioni ministeriali rilasciate all’associazione tra imprese costituite tra FlixBus e le sue aziende partner siano perfettamente in regola rispetto alla normativa dei trasporti su gomma.

La situazione è problematica e ci si auspica che vengano effettuate delle ulteriori valutazioni anche perché, in loro assenza, a ottobre FlixBus sarà fuori dal mercato italiano.

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