Furti di biciclette, come l’innovazione può contrastare il fenomeno

No comments

La piaga dei furti di biciclette sembra essere inarrestabile, ne sono ben consapevoli i possessori: quasi un ciclista su due, nella propria vita, ha avuto la sfortuna di essere colpito da un furto.
Nella sola Milano, secondo alcune stime, vengono rubate circa 16-18 mila bici ogni anno mentre in Italia oltre 300 mila: un fenomeno dalle proporzioni enormi che richiede maggiore attenzione e dei rimedi efficaci.
Come proteggersi?
Tra le varie possibilità, la tecnologia, grazie a differenti approcci, offre interessanti aiuti nel combattere la microcriminalità interessata al mondo delle due ruote.

Un’opzione economica e diffusa è sicuramente l’Easy Tag, un’etichetta indistruttibile con un numero di serie che si compra nei negozi specializzati e si applica sul telaio: il codice viene inserito in un database online, il Registro italiano bici, accessibile alle forze dell’ordine.

La possibilità di ricorrere ad un antifurto satellitare per biciclette è la scelta di Kissmybike, un’impresa innovativa fondata da tre ricercatori dell’Università di Trento ed insediata in Polo Meccatronica, che offre un sistema invisibile occultato all’interno della bicicletta.
Grazie alla tecnologia gps permette di localizzare con precisione il veicolo rubato, sia in ambienti chiusi sia all’aperto e richiede una sola ricarica elettrica all’anno.
Soluzione similare quella di Sherlock, un dispositivo compatto che può essere semplicemente installato e nascosto nel manubrio della bici senza alterarne il design e senza essere facilmente individuato.
Sherlock è collegato in modo univoco alla propria bici: in caso di furto il ciclista riceve una notifica sul telefono, può seguire lo spostamento del mezzo e ottenere un codice da comunicare alle forze dell’ordine per condurle al recupero del mezzo.

Yerka invece punta ad una soluzione che costringa il malintenzionato a tagliare fisicamente il telaio per compiere il furto: progettata in Cile, è un concept di bicicletta teoricamente impossibile da rubare perché il telaio stesso rappresenta, grazie ad un ingegnoso meccanismo, il lucchetto con cui assicurare la bicicletta ad un supporto inamovibile (come ad esempio un palo della luce).

Piaggio propone invece una linea di biciclette a pedalata assistita espressamente progettata per essere difficile da rubare: la Wi-Bike è dotata di un display che funge da vera e propria chiave elettronica e permette di attivare la bicicletta.
E’ sufficiente infatti rimuoverlo per impedire che il prodotto di casa Piaggio venga attivato da un malintenzionato: inoltre la e-bike è costantemente monitorata mediante smartphone, mentre motore, batteria e display al manubrio sono collegati da un codice univoco.

Interessante anche il ricorso ad appositi gruppi di discussione su Facebook (è sufficiente cercare “bici rubate” per vederne spuntare svariate decine) o portali dedicati come Rubbici che consente di pubblicare la propria denuncia e mostra regolarmente le foto di bici sequestrate dalla polizia o in stato di abbandono.

Accanto alle soluzioni per gli utenti finali, va inoltre menzionato il ricorso alla tecnologia da parte delle forze dell’ordine che, nei tentativi di prevenzione e repressione dell’attività criminale indirizzata al furto delle biciclette, si stanno muovendo in diverse direzioni.
E’ il caso della pagina Bici Rubate Ritrovate promossa dalla Polizia Locale del Comune di Milano, uno strumento di lavoro pubblico di una nuova squadra investigativa della polizia locale, che si occuperà a tempo pieno dei furti di biciclette.

Smart NationFurti di biciclette, come l’innovazione può contrastare il fenomeno

Related Posts