Il futuro dell’industria è profondamente legato alla produzione su misura

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Il settore delle produzioni su misura cresce a ritmi vertiginosi e, nonostante ad oggi sia incentrato su realizzazioni piuttosto di nicchia, questo mercato presenta già un giro d’affari miliardario.

Produrre su misura significa avere i mezzi per poter soddisfare un bisogno in modo contestuale alla sua manifestazione attraverso metodologie in grado di rendere la realizzazione perfettamente sostenibile tanto economicamente quanto in termini di impatto ambientale.

Si tratta del modello di produzione su committenza per cui Toyota è stata una delle case avanguardiste nel ‘900.

Grazie alle nuove tecnologie produrre su misura è divenuto sinonimo di manifattura 3d e quindi stampa 3d: non a caso, stando alle ultime ricerche, la digitalizzazione manifatturiera sta crescendo di circa il 25% all’anno specialmente nelle economie laddove gli investimenti nel digitale siano molto sostenuti.

Questi ritmi di diffusione fanno a ragione presumere che il prossimo futuro comporti un netto accorciamento della filiera produttiva laddove l’utente potrà, autonomamente o tramite terzi anche in apposite strutture di fabbricazione (FabLab), provvedere al design del prodotto di proprio interesse tramite i più comuni software di modellazione per poi generarlo grazie alle stampanti 3d che saranno, gradualmente, sempre più a buon mercato.
Del resto l’artigianato digitale è fra i settori che sta offrendo sempre più opportunità di lavoro.

Tuttavia, anche le multinazionali beneficieranno di questo nuovo modello produttivo: non a caso Airbus, Boeing, Avio e General Electric sono fra i maggiori player che stanno investendo sulla manifattura digitale.

Si pensi ad esempio al nuovo modo di produrre i pezzi di ricambio dell’industria aeronautica con conseguente eliminazione dello stoccaggio di ingenti quantità di lavorati e relativo miglioramento generale della logistica.

Per non parlare delle produzioni di largo consumo: Barilla ha recentemente presentato una stampante 3D in grado di realizzare, tramite appositi ingredienti e in pochi minuti, il proprio formato di pasta preferito senza dover recarsi al supermercato.

New Balance dal canto suo ha già realizzato il prototipo di una scarpa stampata in 3D tramite una miscela di polvere di elastomeri poliuretanici che garantiscono flessibilità e aderenza.

Dello stesso avviso Under Armour che si è cimentata nella produzione in 3D di una scarpa leggera, a elevata stabilità e altamente ammortizzante in grado di supportare gli atleti anche durante gli allenamenti più impegnativi.

Ma esistono molte altre applicazioni di successo, specialmente in ambito biomedicale tanto è vero che il il futuro della medicina verrà fortemente influenzato dalla stampa 3D.

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