Google utilizza l’intelligenza artificiale per la cultura

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L’impiego dell’intelligenza artificiale è sempre più diffuso per gli evidenti vantaggi che è in grado di apportare.

Google, una delle aziende più attive nel settore grazie alla sua incessante ricerca, sperimenta il suo uso anche in settori atipici come la cultura.

Grazie ad apposite partnership con diverse istituzioni culturali in tutto il mondo, che hanno raggiunto quota 1.500 unità, Big G ha effettuato svariati test e realizzato innumerevoli prototipi al fine di trovare interessanti applicazioni dell’AI nel settore culturale.

Art Palette, l’AI al servizio della cultura

Tra gli esperimenti particolarmente funzionali c’è Art Palette, un’app che consente di scegliere una serie di colori e che, tramite uno speciale algoritmo di visione artificiale, è in grado di abbinare al colore selezionato le opere d’arte di istituzioni culturali di tutto il mondo.

Si tratta di una mappatura cromatica che permette di individuare tratti comuni, attraverso ai colori, fra opere d’arte molto diverse come gli Iris di Van Gogh e le Ninfee di Monet.

Allo stesso modo, l’app consente di scattare una foto di ciò che si indossa o della propria casa per individuare le opere d’arte che corrispondono per accostamento cromatico.

Una seconda innovazione culturale basata sull’uso dell’AI riguarda Life Tags, un progetto che ha permesso di scansionare e analizzare 4 milioni di foto storiche di Life, rivista che dal 1936 ha raccolto i momenti più significativi del XX secolo, per poi renderle fruibili attraverso un sistema di tag (o etichette) create automaticamente che permettono di rendere le foto una vera e propria enciclopedia esplorabile.

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