L’intelligenza artificiale presto nella PA italiana

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L’idea che l’intelligenza artificiale possa entrare nella Pubblica Amministrazione italiana può suscitare curiosità per diverse ragioni: si tratta sicuramente di una tecnologia molto promettente che sta vivendo un periodo di particolare fermento.

Machine learning e algoritmi informatici hanno delle potenzialità che potrebbero avere un impatto significativo nell’ottimizzazione dei processi burocratici della Pubblica Amministrazione del nostro Paese anche perché, a ben vedere, le attuali procedure sono tutt’altro che intelligenti.

Per valutare le migliori opportunità nell’integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha aperto le candidature per la creazione di uno speciale team con il compito di studiare le nuove tecnologie di intelligenza artificiale e valutarne l’incidenza nella costruzione di un nuovo rapporto tra Stato e cittadini analizzando al contempo le possibilità di semplificazione, informazione e interazione.

I chatbot sono la prima forma di intelligenza artificiale nella PA

L’impiego dell’intelligenza artificiale implica anche possibili ricadute in termini occupazionali liberando risorse da attività per cui l’essere umano può venire rimpiazzato: si pensi all’adozione dei chatbot in grado di rispondere in qualunque momento, senza code o attese, alle domande dei cittadini o fornire documenti e file necessari all’evasione di una pratica.

Le persone interessate a candidarsi avranno tempo fino al 21 aprile per compilare il form necessario alla richiesta di partecipazione.

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