Nell’era in cui il digitale rappresenta il collante fra lavoro e ripresa economica oltre a modellare nuove forme di economia (sharing e gig economy su tutte) e determinare il campo di scontro fra informazione e disinformazione, Agi e Censis presentano #InternetDay 2018.
#InternetDay è l’evento dedicato alle opportunità e ai pericoli della società connessa: in particolare la giornata indaga sull’uso di internet da parte degli italiani, sulla percezione dei rischi connessi e sulle problematiche, anche a livello di privacy, che possono emergere dall’utilizzo della rete.
#InternetDay alle ore 9:00 live dalla Camera dei Deputati.Intervengono: i Ministri Luigi Di Maio e Giulia Bongiorno, i Sottosegretari Laura Castelli e Salvatore Giuliano, il Commissario Diego Piacentini e molti altri ospitiSarà anche presentato il rapporto Agi-Censis “La società della Conversazione”.
Pubblicato da Agi su Martedì 26 giugno 2018
Fra i temi trattati, ampio spazio alla riforma del copyright: la linea voluta dall’Europa per imporre la cosiddetta link tax, ovvero un diritto in capo agli editori per autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni e per controllare ex ante i contenuti che i cittadini vogliono condividere.
Durante la mattinata è emerso l’intenzione del Governo di tutelare il diritto all’informazione anche pianificando interventi attti a garantire gratuitamente una connessione a internet di almeno mezz’ora al giorno a chi non può ancora permettersela insieme al contestuale potenziamento delle infrastrutture di rete.
Presentato il quarto rapporto Agi-Censis
Internet Day ha rappresentato inoltre l’occasione per presentare il rapporto Agi-Censis in cui emerge che, a causa dei comportamenti correlati a fake news e disinformazione online, ben il 76,8% degli italiani sarebbe favorevole all’introduzione dell’obbligo di fornire un documento di identità per iscriversi a un social network mentre il 12,3% si dichiara contrario per evitare profilazioni con il 10,8% che invece ritiene un diritto la libertà in rete, anche di creare un profilo anonimo.
Dai dati del rapporto emerge inoltre che il 73,4% degli utenti internet fa un uso continuativo dei servizi di messaggistica istantanea durante il corso della giornata, il 64,8% impiega e-mail e il 61% utilizza i social: queste percentuali sarebbero però destinate a cadere bruscamente se questi servizi non fossero gratuiti.
L’introduzione di una forma di pagamento per l’utilizzo di questi servizi determinerebbe l’abbandono da parte dei 2/3 degli utenti.