L’ISTAT conferma un incremento dei servizi digitali nella PA

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L’ISTAT conferma un incremento dei servizi digitali nella PA, ma i comuni più piccoli sono in ritardo.

La Pubblica Amministrazione digitale italiana sta crescendo: questo è il dato che emerge dall’ultima indagine ISTAT che riguarda riguarda il monitoraggio delle Pubbliche Amministrazioni locali (PAL).

La dimensione del Comune è correlata alla disponibilità di servizi digitali

L’aspetto più significativo è che l’adozione di tecnologie più sofisticate è correlata in modo positivo con l’ampiezza demografica dell’area territoriale di riferimento dell’ente: di fatto la dimensione del Comune di appartenenza è la discriminante.

Pertanto, nel dettaglio, sono i Comuni significativamente più piccoli ad essere penalizzati nel ricorso e l’uso delle nuove tecnologie.

Il dato è rapportabile anche all’età media della popolazione che, nei Comuni dimensionalmente più piccoli, è sostanzialmente più alta e quindi concentra persone tipicamente resistenti alla tecnologia.

Essere resistenti alla tecnologia comporta la mancanza di una forte domanda e sollecitazione per la Pubblica Amministrazione ad innovare.

Il report evidenzia come permanga negativa la condizione della qualità della connettività Internet che vede l’86,7% delle PA connesse a velocità di almeno 2 Mbps e solo il 17,4% già dotata di fibra ottica.
Sul fronte della connettività Wi-Fi invece a sorpresa un Comune su due (il 52,5%) offre punti di accesso Wi-Fi gratuiti e liberi per poter navigare.

Meno rassicurante invece è la gestione in-house dei servizi digitali: quasi ogni ente si avvale, oltre che di personale proprio, anche di fornitori esterni.
Considerando la centralità e la strategicità dell’erogazione di servizi digitali, sarebbe auspicabile che ci fossero maggiori risorse al fine di poter effettivamente virare i servizi di gestione delle pratiche da e per i cittadini interamente online.

Nei Comuni infatti c’è ancora grande carenza di servizi digitali per le relazioni con il pubblico (soprattutto SMS e call center), la gestione dei concorsi e delle gare di appalto, le iscrizioni agli asili, la gestione delle contravvenzioni o delle visure catastali, il pagamento del parcheggio e la prenotazione di servizi turistici.

Insomma, un passo in avanti ma ancora non sufficiente considerando che la PA dovrebbe essere pronta per lo switch-off verso il digitale, abbandonando la carta, almeno stando ai dettami della riforma Madia.

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