ISTAT, i servizi digitali pubblici sono poco utilizzati e fruibili

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L’ISTAT ha reso noto alcuni dati, durante un’audizione alla Commissione parlamentare sulla semplificazione delle procedure amministrative relative all’avvio e all’esercizio delle attività di impresa, piuttosto significativi circa lo scarso utilizzo dei servizi digitali erogati dalla PA.

Gli utenti che interagiscono con le pubbliche amministrazioni online sono circa il 36% contro una media europea del 64%: un dato piuttosto indicativo della scarsa cultura digitale dei cittadini che accompagna però anche una bassa usabilità dei servizi digitali pubblici.

Il 40% dei Comuni impiega ancora oggi procedure analogiche per quasi la metà dei documenti gestiti mentre gli utenti possono accedere ai servizi pubblici grazie a SPID solo per il 20,5% dei Comuni, mentre il 22% consente l’accesso tramite CNS e solo il 5,5% tramite la CIE.

Negli ultimi dieci anni si è registrato un notevole miglioramento della disponibilità di strumenti online per interagire con la pubblica amministrazione: oltre nove Comuni su dieci permettono di acquisire on line la modulistica e le informazioni necessarie ad evadere pratiche ma la gestione interamente dematerializzata dei processi è ancora lontana da essere diffusa.

L’evidente ritardo nella messa in disponibilità della popolazione di servizi digitali usabili, sicuri e fruibili rallenta il processo di interazione online tra cittadini e pubbliche amministrazioni: questo dato è ancora più significativo nei Comuni di piccole dimensioni che spesso non hanno gli strumenti, il personale e le risorse per provvedere a compiere una transizione digitale efficace.

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