L’Italia adotta la Strategia Nazionale per le Competenze Digitali

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Per la prima volta l’Italia ha un piano dettagliato da seguire per le competenze digitali: con la firma del decreto di adozione della Strategia Nazionale per le Competenze Digitali infatti è stata stabilita la direzione da intraprendere per la realizzazione di interventi organici, multisettoriali ed efficaci su un aspetto molto delicato come quello della capacità, da parte della popolazione, di interfacciarsi con gli strumenti digitali.

Con il decreto infatti si vanno a mettere in atto una serie di processi legati a doppio filo al concetto di trasformazione digitale della PA: il coordinamento delle operazioni è affidato al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale e al Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

L’intervento abbraccia quattro macrodirettrici.

In primo luogo, l’istruzione e la formazione superiore per lo sviluppo delle competenze digitali all’interno dei programmi formativi scolastici in coordinamento con il Ministero dell’Istruzione e con il Ministero dell’Università e della Ricerca.

In secondo luogo, la forza lavoro attiva cercando di garantire un trasferimento di know-how adeguato al settore privato e al settore pubblico in coordinamento con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministro per la Pubblica Amministrazione.

In terzo luogo, le competenze specialistiche ICT per incrementare la capacità occupazionale del Paese e le qualifiche dei lavoratori in relazione alle tecnologie emergenti in coordinamento con il Ministero dell’Università e Ricerca e con il Ministero dello Sviluppo Economico.

In quarto luogo, le competenze digitali di base per consentire ai cittadini di esercitare i diritti di cittadinanza e la partecipazione consapevole alla vita democratica in coordinamento del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (MID).

Fra le iniziative specifiche, elaborate in modalità collaborativa fra Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, associazioni e diverse articolazioni del settore pubblico nonché grazie alla RAI, emergono in primo luogo tre attività specifiche.

La prima è il Servizio Civile Digitale, promosso attraverso un primo bando rivolto a 1.000 volontari del Servizio Civile Universale per impiegare i giovani come facilitatori digitali e favorire l’inclusione digitale della popolazione.

La seconda riguarda una collaborazione strutturata con la RAI per sviluppare contenuti per tutti i cittadini.

La terza, infine, riguarda la creazione di una piattaforma web, chiamata Palestra Digitale, in cui i cittadini possano trovare guide e strumenti utili per valutare le proprie competenze digitali e incrementarle.

Maggiori dettagli nel comunicato del MID.

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