La via italiana per l’Open Government

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Per Open Government si intende una progettualità, lanciata nel 2009 negli Stati Uniti, che prevede la trasparenza nelle azioni di governo e l’uso della tecnologia per consentirla.
Una settantina di Paesi in tutto il mondo, fra cui anche il nostro, hanno siglato una dichiarazione comune, la Open Declaration contenente degli impegni precisi sottoposti a verifica biennale: nel caso dell’Italia, questo si traduce in un piano d’azione per il biennio 2016-2018 sintetizzato sul sito open.gov.it in 30 passi che verranno realizzati in questi due anni.

Gli ambiti di applicazione sono la trasparenza e open data, la partecipazione e accountability (obblighi di informazione per gli amministratori/possibilità per i cittadini di sanzionarli), cittadinanza digitale e innovazione.

In questa strategia appare evidente l’importanza di SPID, il sistema di identificazione personale unico che consente di accedere ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione: ad ora si può interagire con l’Agenzia delle Entrate, Equitalia e l’Inps mentre a breve verrà abilitato il mondo della scuola e dell’università per arrivare a garantire a tutti, nel rispetto del piano d’azione ItaliaIT, la piena cittadinanza digitale.
Entro luglio 2018, il cittadino, attraverso il suo profilo unico, potrà ricevere, inviare e conservare lo storico di tutte le comunicazioni con le PA, ricevere avvisi di scadenze, effettuare e ricevere versamenti, archiviare i propri documenti, interagire con l’anagrafe digitale, esprimere valutazioni su servizi e fornire feedback e suggerimenti.

Sul fronte dei trasporti, l’obiettivo è quello di dare il vita a Open Trasporti, un sistema che consenta di raccogliere tutti i dati e le informazioni in forma aperta prelevandole dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, assieme all’Anci (Comuni) e all’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile), coinvolgendo anche Trenitalia, i gestori aeroportuali, le cooperative di taxi ed i gestori dei servizi di trasporto locale.
I dati trattati andranno dal parco circolante di ogni tipo di mezzo di trasporto (veicoli stradali, navi, treni e aerei) alle emissioni inquinanti divise per categoria di mezzo passando per le statistiche sull’anagrafe dei conducenti e molto altro.

Sul fronte della giustizia invece, la missione sarà quella di rendere costante l’aggiornamento delle schede-trasparenza di tutti gli istituti penitenziari italiani pubblicate online sul sito giustizia.it e abbreviare i tempi di risposta alle richieste dei detenuti per beni o servizi.

Per le infrastrutture si punterà invece a dare vita al progetto Opere pubbliche 2.0, un piano di azione messo in campo dal ministero delle Infrastrutture assieme a 6 regioni (Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Puglia) per lo sviluppo di strumenti di partecipazione che consentano ai cittadini di suggerire gli investimenti in ambito opere pubbliche e monitorarne la loro realizzazione.

Si tratterà, nella pratica, di una versione potenziata di Open cantieri.

Smart NationLa via italiana per l’Open Government

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