Nuove regole per gli operatori di telecomunicazioni

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In seguito alla delibera del Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ossia l’AgCom, l’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese e non, come sta avvenendo sempre più frequentemente, una modulazione su base settimanale (solitamente 4 settimane).

Questa decisione è fortemente voluta affinché l’utente possa avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del presso offerto dagli operatori.

Secondo l’Autorità infatti una imputazione dei costi dei servizi fatturati agli utenti su un periodo diverso da quello mensile riduce le condizioni di trasparenza e corretta informazione per gli utenti.

Se per la telefonia fissa è stato stabilito il mese come unità temporale, nel caso della telefonia mobile questo periodo non può essere inferiore a 28 giorni: nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per questa ossia su base mensile.

Le nuove regole dovranno essere applicate entro luglio.

Infine, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si è pronunciato anche sull’identificazione del credito residuo: l’operatore di TLC dovrà permettere di poterlo individuare tramite una pagina ad accesso riservato consultabile nel proprio sito web o tramite un’applicazione dedicata e attraverso un messaggio informativo inviato dal numero telefonico di assistenza clienti o via sms gratuito.

La PEC come migliore mezzo per dare disdetta o effettuare la migrazione

Qualora l’utente volesse, per ragioni di opportunità, procedere alla disdetta del proprio contratto e passare ad altro operatore, la via più opportuna per farlo è tramite PEC.

Se da un lato gli operatori di fatto suggeriscono il ricorso alla raccomandata con ricevuta di ritorno per un’evidente maggiore difficoltà di portare a termine la procedura, è possibile nonché consigliabile utilizzare la PEC.

Il costo di una raccomandata con ricevuta di ritorno è di almeno 5 euro mentre un abbonamento PEC annuale, che permette di inviare e ricevere infinite raccomandate, è disponibile a circa 6 euro.

La PEC permette di conservare il dato senza il rischio di perderlo anche perché il fornitore del servizio PEC ha l’obbligo di conservare ogni dato per diversi anni.

Inoltre certifica il contenuto della comunicazione (aspetto non garantito dalla raccomandata tradizionale) e certifica invio e conferma di ricezione che avviene quasi immediatamente.

Il problema più comune è però la difficoltà di individuare l’indirizzo dei fornitori.

Per ovviare al problema esistono due portali di riferimento su cui è possibile individuare velocemente queste informazioni costantemente aggiornate, per legge.

Il primo è il sito web di Registro Imprese mentre il secondo è il portale dedicato inipec.go.it del Ministero per lo Sviluppo Economico sul quale è sufficiente digitare il codice fiscale dell’azienda, che si può trovare in fattura o sui siti web ufficiali correlati, per ottenere l’indirizzo desiderato.

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