All’Opera di Roma la prima scenografia teatrale stampata in 3D

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Ancora una volta l’arte incontra la tecnologia e lo fa grazie all’innovazione prodotta dalle potenzialità delle fabbricazione addittiva.

Sul palco del teatro dell’Opera di Roma infatti le ambientazioni del Fra Diavolo, in scena dall’8 al 21 ottobre, hanno la particolarità di essere interamente realizzate con stampanti 3D.

Si tratta della prima volta in assoluto che un allestimento teatrale di tali dimensioni venga creato con questa tecnica.

Due grandi facciate deformate, larghe sei metri mezzo e alte cinque metri circa, sono state infatti realizzate adattando un capannone e trasformandolo in un service di stampa con all’interno ben cinque stampanti 3D che hanno sfruttato oltre 1.5 tonnellate di PLA, un polimero totalmente riciclabile derivante dal mais.

La stampa 3D permette scenografie impensabili

In precedenza erano già state utilizzate le stampanti 3D per creare maschere e componenti di arredo ma in nessun caso si era riusciti a replicare una struttura così estesa e complessa.

La riuscita del progetto si è dovuta all’ingegno e all’impegno di Wasp, l’azienda di stampanti 3D che ha supportato l’iniziativa reputandola una scommessa in cui credere nonostante le oggettive difficoltà in termini di costruzione delle macchine.

L’esperimento è destinato ad aprire la strada all’utilizzo sempre più massivo della tecnologia di fabbricazione addittiva da parte degli scenografi teatrali ma anche ipotizzare nuovi impieghi inesplorati come per l’esempio la riproduzione delle statue.

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