L’OMS riconosce ufficialmente la dipendenza da videogiochi

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La dipendenza da videogiochi, o anche definita gaming disorder, entra ufficialmente nell’elenco delle malattie classificate dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Si era già indicato in tempi non sospetti la giusta attenzione che l’organismo aveva posto alle problematiche legate ad un’insana dipendenza nell’interazione con il mondo videoludico: ora il disturbo appare a tutti gli effetti nel nuovo aggiornamento dell’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (sigla identificativa Icd-11).

Il testo, il cui aggiornamento entra ufficialmente in vigore dal primo gennaio 2022, contiene definizioni e codici per oltre 55 mila malattie e condizioni patologiche onde uniformare diagnosi e classificazioni in tutto il mondo: al suo interno il disturbo legato alla dipendenza da videogiochi viene definito come un comportamento persistente e ricorrente legato al gioco, sia esso online che offline, in cui vi è un mancato controllo sul gioco stesso e una sua prioritarizzazione rispetto ad altre attività quotidiane e della vita a prescindere che questo comporti una serie di conseguenze negative personali, familiari, professionali o sociali.

Affinché sia considerato patologico, il problema deve essere ravvisato con un comportamento reiterato per almeno 12 mesi.

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Progetto IO, anche Torino entra nella sperimentazione

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Progetto IO è un’ambiziosa iniziativa promossa dal Team per la Trasformazione Digitale che intende rendere la Pubblica Amministrazione a portata del cittadino tramite un’applicazione, mobile by design (ossia concepita per l’utilizzo da dispositivi mobili come smartphone e tablet).

IO propone un cambio di paradigma nell’erogazione dei servizi della PA, portando il cittadino al centro del processo: tutti gli enti pubblici locali e nazionali potranno contattare direttamente i singoli cittadini via smartphone avvertendoli delle prossime scadenze come i tributi oppure per condividere informazioni relative alle pratiche in corso o ai servizi richiesti.

Trattandosi di un progetto attualmente allo stadio sperimentale è necessario che vi sia una base di utenti interessati a provare le opportunità offerte dall’applicazione e, in tal senso, è in corso una closed beta (beta testing a invito) per identificare i candidati più idonei a questa sperimentazione.

Alla chiamata ha risposto Torino, che si unisce a Milano e ad altri Comuni, come quelli del Veneto, per fornire la propria base di cittadini interessati a provare in anteprima il servizio.

I cittadini selezionati fra quelli richiedenti potranno provare la app nella vita di tutti i giorni interagendo con una prima serie di servizi reali ed effettuando operazioni e pagamenti validi a tutti gli effetti: l’invito è rivolto a tutti i torinesi residenti nel capoluogo piemontese in possesso di uno smartphone Android o iOS e di un’identità digitale SPID per accedere all’app.

Per candidarsi è sufficiente compilare il modulo online disponibile a questo link e inserendo il codice invito 4003.

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SPID, a Genova inizia la settimana dedicata all’identità digitale pubblica

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Oggi parte ufficialmente a Genova la SPID Week: fino a venerdì 31 maggio è possibile scoprire come funzioni il Sistema Pubblico di Identità Digitale, la piattaforma di autenticazione promossa dal Governo per accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione utilizzando un’unica password.

L’iniziativa prevede l’allestimento di speciali SPID point, dei punti dedicati alla dimostrazione delle opportunità offerte da SPID, in diversi spazi della città come in via Garibaldi, in piazza De Ferrari e presso il Porto Antico ed Erzelli.

Tramite questi punti è possibile ottenere informazioni su diversi servizi della PA che utilizzano SPID come i pagamenti online, le iscrizioni alle scuole pubbliche, le consultazioni dei servizi di previdenza sociale e molto altro: si tratta di opportunità che possono rendere il cittadino davvero digitale.

L’iniziativa è voluta da una collaborazione congiunta di Regione Liguria, Comune di Genova, AgID, Register.it ed è supportata da Liguria Digitale, la società in-house della Regione.

Ovviamente sarà possibile essere guidati durante il processo di registrazione della propria identità digitale: per completare la richiesta è necessario essere in possesso di un indirizzo e-mail valido, un numero cellulare, un documento d’identità e la tessera sanitaria.

L’iter è ovviamente completabile anche dal sit ufficiale spid.gov.it.

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Unioncamere, in aumento la maturità digitale delle imprese italiane

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Gli sforzi congiunti delle politiche governative a vantaggio della maturazione digitale delle imprese e l’attenzione di Unioncamere al fenomeno innescato dalle tecnologie 4.0 hanno permesso di creare un percorso che le imprese hanno saputo cogliere e sfruttare per la propria innovazione.

Di questo fa parte il test di autovalutazione SELFI4.0, la piattaforma online che permette di verificare autonomamente il livello di idoneità della propria impresa in funzione delle nuove tecnologie abilitanti e del digitale in senso lato.

Questa piattaforma si incardina nelle attività dei Punti Impresa Digitale (o PID) di Unioncamere che dovrebbero traghettare le imprese italiane verso la propria completa trasformazione digitale.

Grazie ai servizi di questi punti e alle attività innescate dalla presa di coscienza del malessere digitale che storicamente ha colpito il tessuto imprenditoriale del Paese, si osservano i primi effetti positivi: il 33% delle imprese che lo scorso anno risultava sprovvisto di competenze digitali è avanzato, nel giro di un anno, grazie all’impiego di strumenti base di digitalizzazione nel perimetro della propria attività.

Sono cresciuti inoltre del 24% gli imprenditori che già avevano avuto modo di sperimentare nuove tecnologie ma che si sono affacciati ai principi di Impresa 4.0 (già Industria 4.0) rivoluzionando marcatamente le logiche dei propri processi.

Attraverso i servizi offerti dai PID e alle agevolazioni assegnate circa 46mila imprenditori hanno avuto modo di conoscere i vantaggi del digitale.

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Crescono i Comuni aderenti a Piazza Wifi Italia

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Il progetto Piazza Wifi Italia, che prevede la realizzazione di una grande rete di interconnessione Wi-Fi gratuita e pubblica, sta procedendo a gonfie vele: ben 2.413 Comuni italiani infatti hanno aderito all’iniziativa.

Tra questi, 835 Amministrazioni locali hanno firmato con Infratel le convezioni per consentire l’installazione dei punti Wi-Fi nei territori coinvolti.

Lo scopo di Piazza WiFi Italia, di cui avevamo già parlato, è quello di consentire ai cittadini di connettersi gratuitamente ad una rete Wi-Fi diffusa e veloce su tutto il territorio nazionale senza dover dipendere dal traffico telefonico mobile o dalle reti di privati.

Qualunque Amministrazione, sia essa comunale, metropolitana, provinciale o regionale, può accedere al progetto e vi possono aderire anche soggetti privati: è sufficiente registrarsi sull’apposita piattaforma web per avviare la procedura di partecipazione.

In totale il progetto è stato rifinanziato con 45 milioni di euro rispetto alla dotazione iniziale di 8 milioni: i Comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti hanno un bonus nella graduatoria delle domande ricevute per ottenere una priorità.

Per un prospetto riepilogativo della distribuzione territoriale delle connessioni e delle convezioni è sufficiente cliccare qui.

Maggiori informazioni sulla pagina del progetto.

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Poste Italiane e Microsoft insieme per accelerare la trasformazione digitale

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Poste Italiane ha siglato un accordo con Microsoft per accelerare i processi di trasformazione digitale che riguardano il gruppo ma anche il Paese: nell’intesa infatti compaiono iniziative congiunte per migliorare la competitività dell’Italia nel settore digitale con particolare interesse a progetti che riguardano il programma Ambizione Italia di Microsoft.

Nello specifico queste attività sono rivolte a PMI e PA che possono trovare nella diffusione capillare di Poste Italiane sul territorio un partner affidabile che abbina la capacità di Microsoft nell’erogare soluzioni di vario genere comprese quelle legate alla cybersecurity.

Gli effetti dell’accordo coinvolgerà trasversalmente i 134mila dipendenti di Poste Italiane che avranno a disposizione nuovi strumenti informatici e canali di comunicazione con annesse attività di formazione su misura: uno degli obiettivi è transitare verso la figura del postino intelligente per migliorare l’organizzazione interna del lavoro e rendere il cliente finale più soddisfatto del servizio.

La collaborazione si inserisce nel piano strategico di Poste Italiane incentrato su un percorso di cambiamento approfondito a sostegno dello sviluppo della PA e dell’imprenditoria nazionale per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie in modo facile e sicuro.

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Privacy, in Italia i cittadini sono poco consapevoli circa l’esistenza del GDPR

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Il GDPR è il nuovo Regolamento Generale della Protezione dei Dati voluto dalla UE e recepito dagli Stati membri per tutelare la privacy dei cittadini, specie in relazione alle attività che vengono svolte online.

La profilazione spinta infatti, svolta prevalentemente dalle grandi multinazionali che hanno interesse a conoscere le abitudini dei propri clienti effettivi e potenziali, spesso è aggressiva al punto da creare degli oggettivi fastidi alle persone profilate.

Il GDPR nasce appositamente per aumentare la tutela dei cittadini e dare alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni che frequentemente avvengono: basti pensare che in un anno il comitato europeo per la protezione de dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa di violazioni al regolamento.

Tuttavia i cittadini italiani sono poco consapevoli delle opportunità offerte dal GDPR: secondo uno studio diffuso dalla Commissione europea in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del GDPR infatti l’Italia è tra i Paesi della UE dove si registra minore consapevolezza sull’esistenza del Regolamento.

Tra questi, solo la Francia fa peggio dell’Italia: i cittadini risultano molto informati in Svezia (90%), Olanda (87%), Cechia e Slovacchia (rispettivamente 85 e 83%).

In fondo alla classifica Grecia e Cipro (58% ciascuno), Belgio (53%), Italia (49%) e Francia (44%); in aumento invece la consapevolezza che in ogni Stato membro ci sia un’Autorità responsabile per la protezione dei dati con un 57% di consapevolezza in crescita del 20% rispetto a febbraio 2015.

Conoscere i propri diritti in materia di privacy significa affrontare più responsabilmente.

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Sanità digitale, aumenta la diffusione di strumenti digitali per la comunicazione tra medici e pazienti

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Il trend delle spese per l’impiego delle tecnologie e del digitale nella sanità è in costante aumento: i medici infatti si sono resi conti dell’enorme vantaggio nell’utilizzare strumenti digitali per regolare il rapporto con i propri pazienti e, in generale, aumentare la produttività.

Il rovescio della medaglia è che questa azione è slegata e disorganizzata da regione a regione: manca cioè una governance coesa basti pensare che solo pochi cittadini possono avere la comodità di accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico che certo rappresenta un passaggio fondamentale verso una sanità davvero digitale.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico offre la possibilità di prenotare visite, visualizzare referti online, cambiare il medico di base o ancora approfittare di un sistema di telemedicina domiciliare.

La situazione è stata fotografata dal rapporto 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano in relazione al 2018.

Il rapporto evidenzia come gli investimenti per la sanità abbiano toccato 1,39 miliardi di euro di cui una componente rilevante verso gli ambiti di innovazione digitale come i sistemi dipartimentali, la Cartella Clinica Elettronica o l’intelligenza artificiale.

In generale il digitale si diffonde nelle pratiche comuni dei medici: l’85% dei medici di basa e l’81% dei medici specialisti utilizza la mail per inviare comunicazioni ai pazienti ricorrendo anche a WhatsApp da parte del 64% dei primi e dal 57% dei secondi per fissare, spostare appuntamenti ma anche per condividere documenti o informazioni cliniche.

Dall’altro lato della barricata i pazienti che però risultano più resistenti alla tecnologia: solo il 23% prenota online una visita specialistica e il 19% effettua online il pagamento della prestazione.

A riprova dell’importanza delle tematiche relative alla sanità digitale, AgID sta programmando un tavolo con tutti gli stakeholder per giugno-luglio dedicato all’omogeneizzazione dei servizi di connected care (telemedicina, continuità assistenziale con il digitale).

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Google e Fondazione Mondo Digitale insieme per incentivare i docenti al pensiero computazionale

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Google e Fondazione Mondo Digitale sono nuovamente insieme per coinvolgere i docenti all’uso di Google Computer Science First, la piattaforma gratuita per l’insegnamento della programmazione in classe e per permettere agli studenti di acquisire velocemente le competenze digitali ad essa collegate.

L’iniziativa punta a formare 5 docenti in grado, a loro volta, di formare oltre 500 colleghi distribuiti in 5 regioni italiane ossia rispettivamente Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte: si tratta di un esperimento ambizioso per educare prima gli insegnanti e in ricaduta gli studenti al pensiero computazionale.

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, parte sui risultati significativi della prima che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti.

Il modello di insegnamento è supportato da attività guidate e interattive come giochi e video animazioni affinché il docente, anche privo di esperienza, possa acquisire facilmente le competenze oggetto dell’insegnamento potendole trasferire con facilità.

Tutto si deve alla piattaforma Computer Science First, basata sul linguaggio Scratch e ideata per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici che intrecciano volutamente coding e discipline curricolari.

L’esperienza di Computer Science First ha permesso inoltre di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività previste dalla piattaforma e le principali materie scolastiche: il risultato sono interessanti forme didattiche come animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, progetti di storytelling sulla storia, o ancora giochi interattivi di geografia, matematica e inglese.

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Google Travel, la piattaforma di Google per organizzare i propri viaggi

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Google ritiene strategico il mondo dell’organizzazione di viaggi, business o turistici che siano, e per tale motivo negli ultimi anni ha convogliato diverse energie nel settore.

Dopo il lancio di una serie di strumenti per facilitare la pianificazione di voli, trasferimenti e pernottamenti, è stata pubblicata una nuova piattaforma per tenere sotto controllo tutte queste attività affinché l’utente possa, in un unico centro di controllo, muoversi più agilmente tra le ricerche e avere una visione completa dello storico dei viaggi fatti precedentemente.

Google Travel, questo il nome del nuovo sito, non va confuso con l’app Google Trips lanciata ormai tre anni fa: è infatti un contenitore web che ha il compito di raccogliere e catalogare tutte le informazioni precedentemente disordinate e disseminate in diverse sezioni.

Recandosi alla pagina google.com/travel, l’utente trova tre sezioni (esplora, voli, hotel) all’interno delle quali trovare consigli e le migliori soluzioni per raggiungere la meta desiderata e organizzare il soggiorno con incluso il monitoraggio dei prezzi di volo.

La piattaforma inoltre è in grado, tramite intelligenza artificiale, di porre a disposizione dell’utente un sistema intelligente predittivo per costruire e suggerire viaggi potenziali basati sulla propria attività recente e sui relativi gusti.

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