Immuni è ufficialmente operativa in tutta Italia

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Dopo circa una settimana di sperimentazione nelle quattro regioni selezionate (Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia) l’app Immuni è pronta a fare il grande salto ed essere adottabile in tutto il Paese.

Da oggi infatti l’applicazione ideata per il tracciamento dei contatti basata su tecnologia Bluetooth Low Energy effettua il proprio debutto in tutta Italia.

Immuni è un’app ben disegnata, sicura in termini di privacy e che non utilizza alcun dato di geolocalizzazione: essa riesce a determinare che un contatto fra due utilizzatori è avvenuto in funzione dell’intensità del segnale Bluetooth che rappresenta la tecnologia adottata.

Sarà poi l’utente, ove dovesse conoscere la propria positività al COVID-19, a poter volontariamente segnalare l’avvenuto contagio affinché gli altri utenti che sono venuti in contatto possano ricevere una notifica di rischio.

Per dipanare eventuali dubbi e domande, Bending Spoons, la società che ha fornito gratuitamente al Governo italiano il codice sorgente, terrà una sessione di domande e risposte dal vivo sulla piattaforma Reddit.

Immuni è sicuramente un’iniziativa interessante per arginare un’eventuale impennata epidemica anche se va rilevato che la tecnologia scelta, pur essendo probabilmente quella più indicata ed evoluta rispetto a quelle esistenti anche in relazione ai diritti in ambito di privacy presenti nelle democrazie occidentali, probabilmente non garantisce l’efficacia che si vorrebbe ottenere.

Questo perché il sistema, per sua natura, espone al rischio di falsi positivi (ossia segnalazioni di potenziale contagio che non avrebbero ragione di essere): il rilevamento della vicinanza e della durata di esposizione infatti non tiene conto della presenza di eventuali barriere che abbatterebbero o annullerebbero l’indice di rischio.

Un altro aspetto che indirettamente impatta sull’efficacia dell’applicazione è la relativa confusione indotta dal comportamento di alcune Regioni, fra tutte quelle di Sicilia e Sardegna, che hanno lanciato proprie soluzioni tecnologiche per tentare di arginare il contagio: se è vero che le applicazioni su iniziativa regionale non hanno la velleità di sostituire Immuni, va rilevato come si possa facilmente generare confusione nel pubblico in relazione a quale comportamento attenersi.

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Il Comune di Città di Castello accelera sui processi di digitalizzazione

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La Giunta di Città di Castello velocizza il processo di transizione digitale del Comune e, in particolare, dei servizi alla cittadinanza erogati dall’Amministrazione comunale tifernate.

Sono stati infatti implementati, sul sito internet comunale, delle apposite scorciatoie che puntano ai servizi online per presentare le domande per gli asili nido e, da questo lunedì, le domande per ottenere i contributi sugli affitti: progressivamente verranno inserite nuove funzioni.

Tra i servizi disponibili è stato attivato il sistema di pagamenti che permette di concludere le operazioni di saldo senza muoversi di casa: la piattaforma utilizzata è quella di PagoPA – Pago Umbria ed è impiegabile per tutti i pagamenti di competenza comunale, compresa la cassa economale.

Per tutti coloro che avessero necessità di un contatto con gli uffici, nel rispetto delle linee guida dettate dalla gestione dell’epidemia di COVID-19, occorrerà sfruttare l’apposito sistema di prenotazione via web integrato con il sistema di tracciamento degli ingressi da parte degli utenti esterni che ha completamente rimpiazzato il registro cartaceo con il quale era stato disposto di raccogliere i dati anagrafici degli utenti e di qualsiasi altro soggetto che a qualche titolo avesse ed ha accesso agli uffici comunali.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa del Comune.

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Open Fiber estende la propria rete in Abruzzo

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I Comuni di Chieti, Lanciano e Vasto sono connessi alla rete in fibra ottica in modalità FTTH che Open Fiber ha posato per garantire ai cittadini abruzzesi una connettività veloce a prova di futuro: case, scuole, aziende e uffici pubblici per un totale di circa 22 mila unità immobiliari, di cui oltre 10 a Chieti, 5.600 a Lanciano e 6.400 a Vasto, possono già ora beneficiare della rete di Open Fiber.

A fine 2020 le unità immobiliari saranno 45 mila per un investimento complessivo di 16 milioni di euro che garantisce il cablaggio tramite nuovi scavi ma soprattutto il riuso di infrastrutture precedenti onde consentire una maggiore sostenibilità ambientale.

Al momento il servizio di connettività è erogato nei tre Comuni da WINDTRE, Fibracity, Optima, Sorgenia, Tiscali, Unidata e Vodafone: Open Fiber infatti non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale ma offre l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati.

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Amazon rende disponibile Alexa Skill Blueprint

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Amazon ha pubblicato un’interessante novità per il proprio ecosistema Amazon Alexa: si tratta di Alexa Skill Blueprint, un metodo innovativo che consente di creare Skill e risposte personalizzate per Alexa.

Chiunque, tramite una serie di modelli di facile utilizzo, può efficacemente creare in pochi minuti esperienze personalizzate: è sufficiente completare uno schema che richiede alcune informazioni fondamentali per originare una nuova Skill in grado di soddisfare le esigenze dell’utente, siano esse molto basiche oppure più articolate.

Le Skill così create possono essere rese visibili sui dispositivi associati al proprio account Amazon ma anche rese pubbliche all’interno dello store Alexa Skill.

Non è quindi richiesta alcuna esperienza di programmazione per fruire del nuovo sistema.

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DESI 2020, ancora un passo indietro dell’Italia nel digitale

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Sembra non esaurirsi il pessimo rapporto con il processo di digitalizzazione da parte dell’Italia: secondo il nuovo rapporto DESI 2020, rilasciato oggi, l’Italia arretra nella classifica UE.

Il nostro Paese infatti si posiziona ultimo per competenze digitali e la banda ultralarga è ancora un miraggio con solo il 13% di accesso su base nazionale.

Il rapporto DESI 2020 sottolinea come solo il 42% della popolazione abbia esclusivamente una competenza di base, i laureati in discipline ICT sono appena l’1%.

La possibilità di dotare gli italiani di una rete veloce è ancora un miraggio nonostante l’impegno di Infratel Italia: l’obiettivo di finire l’80% del piano BUL nel 2020 non sarà raggiunto, anche perché le fasi di collaudo si calcolano in 80 Comuni su 6mila.

Questo ritardo è sicuramente frutto anche della guerra, più o meno velata, fra Open Fiber e TIM per il controllo dell’infrastruttura di rete di ultima generazione che dovrebbe servire gli italiani: il risultato è che ci rimettono proprio i consumatori finali, ossia i cittadini.

Cumulativamente, l’Italia scende di una posizione nella classifica dei Paesi UE, dal 24esimo al 25esimo posto.

Il report completo in italiano è disponibile qui.

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Il Comune di Imperia sigla l’accordo con Open Fiber per la nuova rete in fibra ottica

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La Città con i due Centri sigla un accordo con Open Fiber per realizzare, nei prossimi 18 mesi, una nuova rete interamente in fibra ottica sul territorio comunale in grado di abilitare circa 16.000 unità immobiliari, tra case e uffici, alla velocità di connessione fino a 1 Gigabit per secondo.

La rete, in modalità FTTH (Fiber To The Home, fibra fino a casa), si estenderà per quasi 70 chilometri con il riuso, per il 40% della sua estensione, di reti esistenti, aeree e interrate, al fine di rispettare la sostenibilità ambientale e ridurre l’impatto degli interventi.

Eventuali lavori di ripristino di strade e strutture interessate dagli scavi saranno a cura di Open Fiber e permetteranno di minimizzare i disagi per i cittadini che si troveranno catapultati in un capoluogo digitale che migliorerà la qualità della vita del territorio sia a livello residenziale che produttivo.

Anche le sedi comunali saranno interconnesse con oltre 20 edifici dell’Amministrazione interessati.

La fibra ottica di Open Fiber permetterà l’impiego di soluzioni tecnologiche avanzate abilitando tutti i servizi Smart City, come l’IoT, la telemedicina, il cloud computing, lo streaming online e l’accesso ai servizi avanzati della Pubblica Amministrazione.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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Google Maps incentiva la mobilità in sicurezza

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Per aiutare gli utenti a pianificare i propri tragitti durante l’emergenza COVID-19, Google Maps sta progressivamente implementando un sistema di avvisi sulle restrizioni agli spostamenti.

La novità è in arrivo tramite un apposito aggiornamento in 13 Paesi fra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna e l’Olanda: anche l’Italia sarà della partita come altri Paesi in corso di implementazione.

Conoscere il tasso di affollamento di una stazione ferroviaria in un determinato momento o quanti passeggeri potrebbero interessare una linea di trasporto pubblico è sicuramente importantissimo per tutti coloro che intendono muoversi.

Lo è anche sapere anticipatamente se un dato autobus è in funzione con un orario limitato o se vi sono altre restrizioni che potrebbero impattare negativamente la mobilità: il sistema notificherà anche la presenza di eventuali obblighi come l’uso di mascherine o il controllo delle frontiere.

Poter contare su queste informazioni prima e durante il viaggio è fondamentale sia per i lavoratori essenziali che per i cittadini soprattutto in vista della riapertura delle frontiere.

Maggiori dettagli sul blog di Google.

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Al via la sperimentazione di Immuni

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Immuni, la discussa applicazione per il tracciamento delle infezioni derivanti dall’epidemia da COVID-19, entra ufficialmente nella fase di sperimentazione diventando operativa in 4 regioni.

Da oggi infatti l’applicazione è operativa in Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia: queste regioni hanno il compito di testare il funzionamento del supporto tecnologico in vista dell’estensione a tutto il territorio nazionale previsto a partire dal 15 giugno.

L’applicazione è gratuita ed è disponibile sia per dispositivi iOS che Android: già scaricabile dal primo giugno, fino ad ora ha totalizzato un numero di download che è stato dichiarato essere pari a due milioni di unità anche se non c’è certezza della permanenza dell’app sui dispositivi in cui è stata scaricata.

Ci sono state infatti diverse controversie sulle modalità che hanno determinato la progettazione e relativa realizzazione dell’app: la soluzione tuttavia, dal punto di vista tecnico, è riuscita a superare, grazie all’incessante lavoro del team di sviluppo, diverse problematiche arrivando ad essere un prodotto perfettamente riuscito pur nei limiti intrinseci della tecnologia.

Per chiarimenti cittadini e operatori sanitari possono recarsi sul sito sul sito immuni.italia.it oppure rivolgersi al numero verde 800 91 24 91, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20: l’impiego dell’applicazione rimane su base volontaria.

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L’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato estende la disponibilità di CIEid a tutti i dispositivi

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La CIE, la nuova Carta d’Identità Elettronica che i cittadini possono richiedere in sostituzione del precedente documento di identità, si presta a identificare i cittadini anche tramite il digitale.

Molti ignorano infatti che è possibile effettuare l’accesso sui portali della Pubblica Amministrazione anche con la CIE tramite il proprio smartphone: chiaramente deve la PA interessata deve consentire questa opportunità al pari dell’accesso con SPID.

Uno dei limiti più grandi alla diffusione di questa modalità di autenticazione risiedeva nello smartphone: come avevamo precedentemente indicato infatti, gli unici dispositivi ad supportare questa metodologia erano quelli con sistema operativo Android che potevano scaricare l’app CIEid rilasciata dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.

Ora però anche i titolari di dispositivi iOS possono scaricare una versione dell’app: tutti i 15 milioni di cittadini che già possiedono una CIE hanno dunque l’opportunità di autenticarsi in sicurezza ai servizi digitali di pubbliche amministrazioni.

Maggiori informazioni nel comunicato dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.

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Open Fiber rende disponibile in Abruzzo la propria rete in fibra ottica

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Continua il piano di espansione della rete da parte di Open Fiber in un momento storico in cui la connettività si è dimostrata quantomai essenziale per la digitalizzazione del Paese e l’avvicinamento delle persone.

L’attività di Open Fiber continua in tutta Italia e approda in Abruzzo dove accende la fibra ottica per gli abitanti dell’Aquila, di Montesilvano e di Teramo che potranno così navigare fino a 1 Gbps in modalità FTTH: la rete Open Fiber collega già 36 mila unità immobiliari di cui 14 mila nel capoluogo di regione, 11 mila a Montesilvano e 10 mila a Teramo.

Il piano di interconnessione è di circa 19 milioni di euro e punta a garantire la copertura in fibra ottica non solo degli immobili residenziali ma anche di scuole, aziende e uffici pubblici.

L’intervento di Open Fiber non si ferma però alle città obiettivo di questa azione: la medesima tecnologia verrà infatti portata nei borghi rurali e nei comuni più remoti nel rispetto del piano BUL per cui Open Fiber sta cablando l’Italia.

Il servizio commerciale su rete Open Fiber è disponibile in tutte le città dell’Abruzzo con Fibracity Optima, Sorgenia, Tiscali, Unidata, Vodafone, WINDTRE a cui si aggiungono Cd Lane a 2 Bite all’Aquila e Teramo.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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