Pirateria informatica, un ransomware colpisce su scala globale

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Non un attacco informatico concepito su larga scala quanto più una devastante sovrapposizione di spamming e phishing che ha ingigantito notevolmente un’azione che normalmente avrebbe fatto molti meno danni.

Quanto sta accadendo in tutto il mondo non pare essere un’azione volutamente studiata per portare al collasso l’infrastruttura telematica planetaria quanto più una sfortunata congiuntura.

I fatti dicono che un ransomware, ossia una specie di virus che cifra i dati dei computer e costringe l’utente a pagare un riscatto per recuperare la leggibilità dei file che gli appartengono, ha colpito e bloccato centinaia di sistemi informatici del Sistema Sanitario Nazionale britannico, la società spagnola Telefonica, l’azienda portoghese Portugal Telecom, la telco russa Megafon, un numero ancora precisato di istituti di credito spagnoli oltre ad aziende ed enti sparsi per tutto il mondo compresa l’Italia.

Nella fattispecie, sugli schermi dei computer colpiti, appare un messaggio che chiede un riscatto equivalente a 300 dollari in Bitcoin.

Fino ad ora sarebbero stati rilevati oltre 70 mila casi, in oltre 90 Paesi, di ransomware con nomi come WannaCrypt, WannaCry e simili: parrebbe che anche un laboratorio universitario, probabilmente della Bicocca, sia stato infettato.

Cosa abbia scatenato la minaccia è ancora in fase di accertamento ma si ritiene che i problemi siano stati generati da una falla di Windows, conosciuta da tempo e per cui è disponibile un aggiornamento di sicurezza da parte di Microsoft che, evidentemente, poche persone avrebbero installato.

Così, un cyberattacco, probabilmente originato da hacker russi, ha cominciato a espandersi a macchio d’olio grazie allo spamming, ossia l’invio di quantitativi enormi di posta elettronica indesiderata e non sollecitata, e il phishing, quel fenomeno basato sulla poca dimestichezza o l’eccesso di creduloneria degli utenti i quali si trovano ad essere incentivati ad aprire mail o cliccare sui link di dubbia provenienza che permettono vantaggi clamorosi o che attirano l’attenzione.

Vanno citate infatti tutte le comunicazioni che informano circa una vincita inaspettata, una fattura da visionare o un concorso a cui partecipare che, inevitabilmente, portano il destinatario a mandare in esecuzione, inconsapevolmente, il ransomware.

Pirateria informatica: verificate subito se il vostro sistema è aggiornato

Il suggerimento di mantenere il vostro sistema aggiornato o, se non l’avete fatto, di installare l’ultimo aggiornamento di sicurezza rilasciato da Microsoft.

Il Cnaipic sta lavorando alacremente per monitorare la situazione raccogliendo quante più informazioni possibile per aiutare le infrastrutture colpite a difendersi.

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