Pokémon GO e le potenzialità della realtà aumentata

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Pokémon GO è un videogioco sviluppato da Niantic, in collaborazione con Nintendo, e basato sull’utilizzo della realtà aumentata e della tecnologia GPS.

L’applicazione, disponibile per dispositivi iOS e Android, permette un’esperienza immersiva: il videogiocatore infatti, attraverso il proprio smartphone, è in grado di partecipare ad una specie di caccia al tesoro dove il premio è un Pokémon, ossia una creatura immaginaria che possono essere catturate, allenate e fatte combattere fra loro.

Il funzionamento è piuttosto intuitivo, camminando per la propria città ad esempio, una mappa in 3d presente nell’applicazione allerta l’utilizzatore circa la presenza di un Pokémon nei paraggi
A questo punto è sufficiente puntare la fotocamera del telefono attorno a se stessi e come per magia il Pokémon apparirà sullo sfondo del luogo che stiamo visitando.
Una volta inquadrato, bisognerà usare le dita per lanciare una raffica di sfere Poké e catturare la creatura immaginaria.

Maggiori dettagli sul sito ufficiale: l’uscita in Italia è prevista per il 15 luglio anche se è possibile effettuare il download in anteprima seguendo una delle numerose guide presenti in rete.

Non pensiate che sia un semplice videogioco però, si tratta di un esperimento sociale.
L’applicazione ha scoperchiato un vaso di pandora: ha conquistato in un giorno più utenti di Tinder (la famosa applicazione di dating), si prepara a superare Twitter e ha generato miliardi di dollari di guadagni in Borsa, basti pensare che la capitalizzazione di Nintendo è aumentata di oltre il 50%.

Questo perché l’esecuzione Pokémon GO riesce nell’impresa di unire una tecnologia ancora poco conosciuta dal grande pubblico, come la realtà aumentata, a un fenomeno già globale, come i Pokémon.

Provate per un attimo a riflettere le potenzialità inespresse in settori come quello turistico o culturale: il fenomeno Pokémon GO testimonia come sia possibile, attraverso la tecnologia, orientare il comportamento sociale.

Ecco quindi un nuovo strumento potentissimo nelle mani di attività commerciali o delle istituzioni culturali per avvicinare nuovo pubblico e coinvolgerlo a costi irrisori.

Si pensi, ad esempio, alla possibilità di rendere i videogiocatori allo stesso tempo generatori di un buzz in grado di portare visibilità a luoghi dove si gioca ma al contempo si possono trovare altri servizi: e le stesse attività commerciali o culturali possono iniziare a includere nella propria strategia di vendita o sociale alcuni contenuti legati alla mania dei Pokémon GO magari caricando foto di Pokémon vicino ai servizi offerti o alle opere esposte o ancora garantendo delle promozioni speciali.

Un’interazione continua tra luoghi fisici e flussi informativi per cui la fruizione della città diventa un’esperienza fortemente innovativa: insomma, questo può essere l’inizio di una presa di consapevolezza di cui tutti dovremmo essere partecipi.

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