Privacy, nuove regole per il monitoraggio delle comunicazioni dei dipendenti

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) adotta una sentenza storica che influisce direttamente sul comportamento di tutti i Paesi aderenti alla Convenzione europea dei diritti, tra cui l’Italia.

La CEDU infatti ha condannato la Romania per non aver difeso in modo adeguato i diritti di un lavoratore licenziato dal datore di lavoro sfruttando i controlli della sua corrispondenza.

La colpa è di non essersi assicurati che la privacy del lavoratore fosse sufficientemente protetta da intromissioni da parte di terzi e, nello specifico, da parte del datore di lavoro.

Dalla sentenza deriva il nuovo perimetro in materia di controlli ai dipendenti: la Corte infatti stabilisce i confini entro i quali il datore di lavoro può sorvegliare le comunicazioni sul web dei propri dipendenti e la giustizia ordinaria sarà tenuta ad uniformarvisi.

I tribunali dei paesi aderenti alla Convenzione, qualora vi sia una causa fra azienda e lavoratore relazionabile al controllo della corrispondenza da parte del datore di lavoro, dovranno accertare se l’accesso da questi effettuato è legittimo.

Dovranno ossia verificare se il lavoratore è stato preventivamente avvisato del controllo sulla corrispondenza nonché delle modalità e motivazioni di tale verifica affinché non si generi un’aperta violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo relativa al rispetto della vita privata e familiare.

Obbligo di indicazione dei soggetti che effettuano il controllo

Inoltre il datore di lavoro dovrà indicare anche quali soggetti avranno accesso alle comunicazioni del dipendente e per quali finalità.
In mancanza non sarà possibile effettuare, in modo lecito, l’accesso alle informazioni.

Inoltre i tribunali dovranno accertare che le misure di sorveglianza effettuate dal datore di lavoro non vadano oltre gli scopi dichiarati e comunque all’interno di determinati limiti pena la violazione della privacy del lavoratore.

Smart NationPrivacy, nuove regole per il monitoraggio delle comunicazioni dei dipendenti

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