Il quarto rapporto Auditel-Censis osserva un’accelerazione nella digitalizzazione delle famiglie italiane

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Rispetto al terzo rapporto Auditel-Censis che, pur rilasciato nel pieno della pandemia, valutava dati risalenti ad un periodo in cui non si erano prodotte le conseguenze legate al digitale dell’emergenza sanitaria, con il quarto rapporto Auditel-Censis si assiste ad una marcata inversione di tendenza.

Se prima era ancora significativa l’arretratezza del percorso di digitalizzazione da parte delle famiglie italiane, i dati del nuovo rapporto evidenziano come la pandemia abbia influito grandemente nella tipologia di oggetti tecnologici adottati dagli italiani per riconquistare una normalità basata sull’interazione da remoto.

I consumi tecnologici sono aumentati anche se, va rilevato, le scelte sono prevalentemente state orientate verso dispositivi per la fruizione di contenuti di intrattenimento soprattutto legati a piattaforme di streaming: non è un caso che siano aumentati il numero di schermi all’interno delle abitazioni che registrano un incremento del 6,2% oltre all’aumento delle connessioni ad internet con un +3,6% dal 2019.

Si osserva inoltre un marcato incremento dell’utilizzo dello smartphone per la fruizione di contenuti digitali, gratuiti o a pagamento: ben 4,2 milioni di italiani usano lo smartphone per guardare programmi televisivi mentre 24 milioni si collegano abitualmente ad internet grazie a questo dispositivo.

Non tutte le famiglie italiane però ricorrono alla rete a causa del digital divide: il 9,8% delle famiglie italiane, pari a circa 2 milioni di unità, sono ancora disconnesse mentre il 29,9% ha a disposizione esclusivamente una linea mobile.

Questi dati ovviamente sono destinati a calare progressivamente con l’espansione del piano BUL che sta cablando l’intera Penisola.

Maggiori informazioni nella pagina dedicata del Censis.

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