Rilasciato il primo rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale dell’Italia

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Il digitale in Italia si muove a doppia velocità: così il Censis fotografa la situazione legata al processo di digitalizzazione in corso nella nostra nazione tramite il primo Rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale del nostro Paese.

Tre i macroindicatori considerati: i servizi online erogati dalla PA, lo stato di trasformazione digitale delle imprese e infine l’utilizzo di Internet da parte dei cittadini.

Tra i dati analizzati, all’interno delle aree già citate, vi sono anche la diffusione dell’identità digitale (SPID), la possibilità di pagare online i servizi pubblici nonché la diffusione dell’e-commerce e lo sfruttamento dei voucher per la digitalizzazione da parte delle imprese.

Il rapporto Censis si inserisce nel contesto analitico che vede l’Italia non brillare particolarmente per quanto attiene la digitalizzazione: del resto il DESI 2020, di cui avevamo parlato, presenta uno scenario generalmente poco rassicurante per un’economia che potrebbe beneficiare fortemente di una piena trasformazione digitale.

Il quadro che emerge vede sostanzialmente un maggiore utilizzo della tecnologia laddove il PIL è più alto: al Nord il processo di trasformazione digitale è quindi più capillare e consente migliori opportunità per la cittadinanza e le imprese che, di conseguenza, incrementano la propria produttività innescando una reazione fortemente positiva per il territorio.

E sono proprio i territori a beneficiarne: sul podio delle migliori province, in termini di digitalizzazione, spiccano Ravenna (prima per i servizi online della PA), Pescara (per trasformazione digitale delle imprese) e Trieste (per utilizzo di Internet da parte dei cittadini).

Meno bene al Sud dove la Sicilia si classifica come territorio meno virtuoso dal punto di vista digitale in compagnia di tutti quei territori dove, per esempio, la rete veloce non arriva: c’è una correlazione diretta fra assenza di infrastrutture di connettività veloci e tasso di digitalizzazione.

Laddove manchi la possibilità di collegarsi a Internet non è possibile infatti fruire delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie che contribuirebbero anche a migliorare i servizi didattici con una conseguente ricaduta positiva anche per il processo educativo delle nuove generazioni.

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