Safe Art rivoluziona la tutela delle opere d’arte grazie all’IoT

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Il trasporto delle opere d’arte rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti tanto per la loro corretta conservazione quanto per la loro protezione da possibili furti.

Durante trasporti di lungo raggio o anche all’interno di piccoli tragitti, un’opera d’arte, specie se molto antica, risente delle piccole variazioni microclimatiche che possono ledere la composizione della materia con cui è realizzata e quindi il suo aspetto.

Il problema è ancora più acutizzato con il rischio di un furto, nonostante tutte le procedure di sicurezza che accompagnano i trasporti del patrimonio artistico.

Una possibile soluzione che prenda in carico entrambe le esigenze di tutela viene dalla collaborazione fra MiBACT, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), l’Università Sapienza di Roma e Wsense, spin-off dell’ateneo.

Si tratta del progetto Safe Art, un’evoluzione del progetto europeo Genesi applicato al monitoraggio strutturale delle grandi opere come autostrade o ponti.

Safe Art ricorre all’IoT per la tutela del patrimonio artistico

Safe Art si basa su degli appositi data logger, ossia dei sensori in grado di prelevare e condividere informazioni accurate a basso costo di esercizio, che accompagnano le opere d’arte.

Questi sensori registrano diversi parametri tra cui l’umidità relativa, la temperatura, gli shock e le vibrazioni: nel caso in cui le informazioni siano fuori dai valori normali, viene inviata una notifica agli operatori responsabili della conservazioni delle opere.

Inoltre, grazie alla sensoristica, ogni opera d’arte viene localizzata sul territorio in tempo reale e la sua posizione resa nota tramite app o web.

I sensori sono contenuti in appositi gusci di resina la cui applicazione non lascia alcuna traccia su qualunque supporto venga applicata: dalle sculture in marmo ai profili in legno o metallo.

Il sistema Safe Art è utilizzato attualmente su 40 opere d’arte di grande valore fra cui il Cratere di Eufronio, il Narciso di Caravaggio, la pietà Rondanini, il Cristo Borgognone, il Marcello e il Doriforo.

Il progetto, lanciato qualche anno fa in sperimentazione, si prepara ora ad essere lanciato sul mercato.

Smart NationSafe Art rivoluziona la tutela delle opere d’arte grazie all’IoT

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