Sanità digitale, aumenta la diffusione di strumenti digitali per la comunicazione tra medici e pazienti

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Il trend delle spese per l’impiego delle tecnologie e del digitale nella sanità è in costante aumento: i medici infatti si sono resi conti dell’enorme vantaggio nell’utilizzare strumenti digitali per regolare il rapporto con i propri pazienti e, in generale, aumentare la produttività.

Il rovescio della medaglia è che questa azione è slegata e disorganizzata da regione a regione: manca cioè una governance coesa basti pensare che solo pochi cittadini possono avere la comodità di accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico che certo rappresenta un passaggio fondamentale verso una sanità davvero digitale.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico offre la possibilità di prenotare visite, visualizzare referti online, cambiare il medico di base o ancora approfittare di un sistema di telemedicina domiciliare.

La situazione è stata fotografata dal rapporto 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano in relazione al 2018.

Il rapporto evidenzia come gli investimenti per la sanità abbiano toccato 1,39 miliardi di euro di cui una componente rilevante verso gli ambiti di innovazione digitale come i sistemi dipartimentali, la Cartella Clinica Elettronica o l’intelligenza artificiale.

In generale il digitale si diffonde nelle pratiche comuni dei medici: l’85% dei medici di basa e l’81% dei medici specialisti utilizza la mail per inviare comunicazioni ai pazienti ricorrendo anche a WhatsApp da parte del 64% dei primi e dal 57% dei secondi per fissare, spostare appuntamenti ma anche per condividere documenti o informazioni cliniche.

Dall’altro lato della barricata i pazienti che però risultano più resistenti alla tecnologia: solo il 23% prenota online una visita specialistica e il 19% effettua online il pagamento della prestazione.

A riprova dell’importanza delle tematiche relative alla sanità digitale, AgID sta programmando un tavolo con tutti gli stakeholder per giugno-luglio dedicato all’omogeneizzazione dei servizi di connected care (telemedicina, continuità assistenziale con il digitale).

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