La sfide che attendono l’Italia digitale

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Con l’inizio del nuovo anno si susseguono le aspettative per una rinascita digitale da parte dell’Italia che da tempo vive in un limbo dove ai molti proclami purtroppo non sembrano seguire azioni particolarmente incisive.

Con la fine del 2016 infatti non si osservano progressi sostanziali che possano suggerire un effettivo recupero di competitività digitale nei confronti degli altri Paesi della UE.

Infatti permane significativamente alta la percentuale di chi non ha mai usato internet, pari al 25% della popolazione laddove altri Paesi come Francia e Germania hanno percentuali inferiori alla metà di quelle della nostra nazione.

Nello specifico, rispetto all’uso regolare di Internet c’è un evidente differenza anche all’interno del nostro Paese fra la Lombardia, prima regione d’Italia con il 75% della popolazione regolarmente connessa, e la Sicilia e la Calabria, le ultime regioni.

E neppure il processo di diminuzione, e quindi del miglioramento, è particolarmente veloce.

Anche il livello delle competenze digitali, basato su digicomp vede l’Italia stazionare attorno al 43% della popolazione in possesso di competenze digitali di base o superiori, registrando la quart’ultima posizione in Europa davanti a Cipro, Romania e Bulgaria.
Insomma, più di un terzo della popolazione attiva non ha gli strumenti idonei ad essere attivata anche digitalmente.

Fanno fatica a decollare anche i servizi di e-government con alcuni programmi strategici, come per esempio SPID che, seppure in crescita, non ha prodotto risultati significativi.

Neppure l’utilizzo del digitale da parte delle imprese è un dato felice: la percentuale di PMI che vendono online è di un stazionario 7% contro il triplo di Spagna e Germania, fra l’altro in marcata crescita.

L’Italia digitale insegue ma l’Europa va veloce

Nel frattempo però il mondo però va veloce: per il 2017 sono attesi diversi provvedimenti che interesseranno tutta l’Europa.

In primo luogo il 15 giugno 2017 si avrà la fine del roaming all’estero: verranno infatti azzerate del tutto le spese extra del roaming consentendo quindi di poter fare telefonate, inviare sms e navigare su internet esattamente agli stessi costi previsti per gli operatori nazionali.
La conseguenza più diretta sarà un sostanziale abbassamento delle tariffe che quindi renderà ancora più conveniente e fruibile la navigazione internet.

Sempre per questo anno sono inoltre attese alcune novità chiave per il mercato unico digitale come la fine dell’aliquota IVA intera per gli e-book che comporterà una generale riduzione dei prezzi.

Nell’ambito della stessa materia sarà possibile, a livello normativo, comprare direttamente dall’estero a prescindere che esista, o meno, una filiale nazionale della data società fornitrice: non si assisterà quindi più ad un reindirizzamento o un blocco dell’acquisto.
Per fare un esempio facilmente accessibile, se verrà proposta un’offerta su uno shop in Belgio, sarà possibile acquistare anche dall’Italia fruendo, fra l’altro, di tariffe di spedizione che progressivamente verranno allineate a quelle nazionali per effetto delle nuove politiche comunitarie.

Insomma, un mondo più connesso e vicino che imporrà, tanto all’utente finale quanto a chi vende, di doversi adeguare al mutamento tecnologico e digitale protagonista di questi anni.

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