A Sibari gli open data utilizzati per il monitoraggio civico del parco archeologico

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Il Parco archeologico della Sibaritide è stato recentemente riaperto dopo quattro anni di lavori costati 18 milioni di euro per lo sfangamento e la ripulitura delle aree colpite dall’alluvione del 18 gennaio 2013 che ha riversato sull’area oltre 250.000 mc di acqua, fango e detriti.

Quello di Sibari è uno dei più importanti parchi archeologici dell’Italia meridionale e tra i più vasti in Europa, con un’estensione di circa 500 ettari.

Tornato visitabile dallo scorso sabato come da
nota stampa
del MiBACT, rimangono però da realizzare altri lavori che sfrutteranno un progetto europeo per il controllo degli appalti pubblici tramite open data.

ActionAid e open data per il monitoraggio civico del parco archeologico di Sibari

Un gruppo di cittadini guidati da ActionAid infatti, attraverso il progetto di monitoraggio Ipact – Intergrity Pacts – Civil Control Mechanism for safeguarding EU funds terranno d’occhio l’andamento dei lavori andando direttamente sui cantieri.

Il progetto europeo prevede il controllo di 17 appalti in 11 Stati membri attraverso gli strumenti degli open data, i dati aperti messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione: 4 appalti sono italiani e sono stati assegnati ad associazioni nazionali.
Transparency Italia ha verificato i lavori della tramvia di Cagliari e un servizio di assistenza tecnica per la Regione Lombardia, l’associazione Amapola controlla un progetto della rete di Comuni Città a Rete Madonie-Termini in Sicilia, per il Parco di Sibari in Calabria invece il controllo è stato assegnato alla ong ActionAid in collaborazione con il Gruppo Abele e Monithon.

Nei prossimi giorni si terranno dei webinar, ossia dei seminari online, aperti a 35 partecipanti che seguiranno poi dal 7 al 9 aprile una scuola di integrità all’ingresso degli scavi del parco archeologico che renderà i partecipanti in grado di formare nuove leve per garantire il ricambio dei controllori e permettere che il percorso di monitoraggio possa continuare fino al 2019.

Verrà quindi insegnato a leggere e visualizzare correttamente gli open data anche attraverso l’utilizzo di app per georeferenziare le fotografie scattate sui cantieri: i dati saranno raccolti in un sito atto a raccontare e documentare l’andamento dei lavori.

Smart NationA Sibari gli open data utilizzati per il monitoraggio civico del parco archeologico

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