I social network e la privacy, un problema da molti non compreso

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Internet è un abilitatore, consente cioé di aumentare le opportunità a disposizione di chi lo usa; tuttavia, come ogni strumento, richiede un giusto grado di consapevolezza e formazione di cui non tutti sono dotati.

Il fatto che internet sia facilmente accessibile comporta una generalizzata disattenzione da parte dell’utente medio che non si pone in modo critico di fronte a determinate situazioni nelle quali può incorrere.
Nel caso dei social network, questo problema è sicuramente esasperato: ci si iscrive velocemente per poter essere parte del sistema ed interagire con altre persone senza porre adeguata attenzione al contratto che si sta sottoscrivendo.

Accedere ad una piattaforma digitale infatti, benché gratuita, comporta l’accettazione di una serie di regole, doveri e limitazioni che spesso non vengono neppure lette: quanti di voi hanno letto integralmente le condizioni contrattuali di Facebook?

Ebbene, se tutti lo avesssero fatto ponendovi la giusta attenzione e comprendendole, negli ultimi giorni non si sarebbe vista la moltitudine di aggiornamenti di stato recanti un contenuto similare a questo:

Scadenza domani!!!
Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook.
Io non do facebook o qualsiasi entità associata a facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni, i messaggi o i post, passato e futuro. Con questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, trasmettere o prendere qualsiasi altra azione contro di me sulla base di questo profilo e / o il suo contenuto. […]

Qualsiasi dichiarazione, come questa, è completamente nulla, non ha cioé alcun tipo di valenza giuridica.

Il diritto in rete è sicuramente una materia molto complessa dovuta spesso all’assenza o la scarsa applicabilità di una normativa transnazionale chiara considerando le differenti tutele presenti nei diversi Paesi del mondo per chi eroga e per chi fruisce un servizio: appare però evidente che chiunque decida di servirsi di una piattaforma digitale debba necessariamente mettere in conto di non poter esercitare un diritto pieno ed esclusivo sui contenuti inseriti.

In senso lato, nel momento in cui si crea un account su una piattaforma digitale, tutte le azioni dell’utente saranno registrate, valutate e i contenuti sfruttati al fine di produrre un utile per il gestore della piattaforma che solitamente è legato al grado di profilazione del consumatore.

Questo è tanto più vero qualora non si paghi il servizio: la ricchezza risiede proprio nei contenuti che l’utente ha prodotto durante la sua permanenza e che sono letteralmente oro per chi eroga il servizio: si pensi a servizi gratuiti come WhatsApp o Gmail, essi generano una miniera di informazioni derivanti dall’interazione dell’utente che, in cambio, ottiene l’uso di applicazioni molto utili.

In linea di principio, la seguente affermazione è vera: se è gratis, il prodotto sei tu.

Provate a cancellarvi da un qualsiasi servizio digitale cercando l’opzione che vi consenta di rimuovere definitivamente i dati inseriti nella piattaforma.
Noterete che è un’opzione spesso assente (al più troverete facilmente la possibilità di disattivare l’account ma non di rimuoverlo) o, se presente, particolarmente difficile da attuare o con una procedura molto complessa e a volte neppure automatica.

Secondo voi perché?

La tutela della privacy e l’utilizzo gratuito di un servizio sono due cose, nell’era digitale, scarsamente conciliabili: in ambito social network il Garante per la Privacy ha realizzato un interessante vademecum con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli utenti e offrire loro ulteriori spunti di riflessione e strumenti di tutela per utilizzare al meglio le opportunità offerte dal mondo digitale difendendosi dalla trappole della Rete.

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