SPID, fallisce l’obiettivo dell’accesso unico per tutte le PA

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Obiettivo fallito, questa in sintesi sembrerebbe la conclusione più coerente in relazione alla scadenza fissata dal decreto della presidenza del Consiglio del 24 ottobre 2014 che prevedeva l’obbligo per tutte le PA di dotarsi entro marzo 2018 delle modalità di accesso unico tramite SPID.

Invece, come spesso avviene in materia di innovazione applicata alla Pubblica Amministrazione, le stime si sono rivelate errate.

Stando ai dati ufficiali di dicembre 2017, gli ultimi disponibili, SPID è stato implementato da parte di 3.866 PA per 4.371 servizi accessibili, meno della metà rispetto all’obiettivo di circa 10 mila, ossia tutte le PA italiane escluse scuole e aziende sanitarie.

Situazione ancora più problematica se si analizzano i servizi accessibili tramite SPID: solo uno o due per ciascuna PA anziché la totalità.

Verrebbe quindi da chiedersi quale possa essere l’utilità del servizio per il cittadino, e infatti il numero di attivazioni di identità digitale è fermo a poco più di 2 milioni in circa 24 mesi dal lancio.

L’utilizzo di SPID vincolato alla presenza di servizi

D’altra parte in assenza di servizi, non c’è apparente motivo per cui il cittadino dovrebbe dotarsi di una nuova modalità di accesso e questo genera un sostanziale circolo vizioso per cui tanto l’adesione al servizio quanto la sua predisposizione non prende piede.

Per ovviare al problema il Governo ha lanciato più volte degli incentivi, come ad esempio il bonus per i 18enni e per i docenti, che avevano come requisito il possesso delle credenziali SPID: si tratta però solo di un fuoco di paglia se poi nel medio e lungo periodo lo strumento non viene percepito come utile.

Tuttavia il Team per la Trasformazione Digitale e AgID sono al lavoro per promuovere l’adozione di SPID nei servizi di e-banking e da parte di Lottomatica, per i tabaccai.

Inoltre, è in corso d’opera la conversione a SPID delle identità pubbliche pregresse fra cui la CRS ed è in atto un programma di assistenza per aiutare a passare a SPID tutte le PA richiedenti attraverso strumenti tecnici per un’adozione facile dei sistemi di autenticazione attraverso l’identità digitale che diventerà sempre più necessaria per rispettare le nuove regole europee in fatto di privacy, come il GDPR e l’Eidas.

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