SPID, superata quota quattro milioni

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Le identità digitali SPID superano quota quattro milioni, di fatto raddoppiando rispetto all’anno precedente.

Il rapido incremento è sicuramente dovuto ad una serie di agevolazioni, da Dote Scuola al Reddito di cittadinanza, messe in atto dalle Regioni e dal Governo e che nella gran parte dei casi richiedono l’iter digitale per essere correttamente finalizzate.

Dal momento che SPID è il metodo principe ormai per autenticarsi sui servizi della PA, non stupisce che la richiesta delle suddette credenziali sia aumentato in modo vertiginoso.

Basti pensare che a gennaio di quest’anno il numero delle identità digitali SPID era fermo a quota 3,4 milioni.

Non è ancora un risultato in linea con le prime aspettative al lancio del servizio ma c’è anche da dire che il numero di servizi e le PA aderenti sono ancora ferme alle circa 4 mila da grossomodo un paio d’anni: per questo motivo è lecito aspettarsi che i cittadini non sentano il senso di urgenza nel registrare la propria identità digitale cosa che avverrebbe più facilmente se, per esempio, ci fosse un servizio privato di grande richiamo (es. banche, trasporti, …) che utilizzi SPID come sistema di autenticazione.

Lo stato di avanzamento della diffusione delle identità digitali come di altri servizi legati al processo di trasformazione digitale dello Stato italiano si può tenere sotto controllo tramite un apposito sito avanzamentodigitale.italia.it.

Ricordiamo che il vantaggio di SPID è legato all’avere un’unica modalità di accesso per accedere a tutti i siti della PA: per ottenerlo è sufficiente possedere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d’identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.

Gli Identity Provider, ossia le aziende interessate che possono erogare le credenziali SPID si trovano a questo indirizzo e sono nove al momento: Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste Italiane, Sielte, SpidItalia.

Smart NationSPID, superata quota quattro milioni

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