Stop a Uber in Italia

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La permanenza di Uber in Italia è seriamente compromessa. Il Tribunale di Roma ha ordinato il blocco, entro 10 giorni, dei servizi offerti dal gruppo in Italia e una penale di 10mila euro per ogni giorno di ritardo nell’adempimento del blocco a decorrere dal decimo giorno successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia da 7 aprile 2017.

Lo stop interessa non solo i servizi della multinazionale ma anche la loro promozione e pubblicizzazione in Italia.

Per comprendere quale sarà davvero lo sviluppo della situazione bisognerà attendere i prossimi giorni anche se appare sin da ora chiaro che la multinazionale Uber rischia seriamente di dover interrompere ogni attività nel nostro Paese.

Stando alle decisioni dei giudici infatti, i servizi offerti dalla multinazionale, da Uber Black alle altre declinazioni (come Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect e Uber-Van), risultano in aperto contrasto con il diritto nazionale e in concorrenza sleale con gli altri operatori del settore.

Primi fra tutti gli oppositori di Uber sicuramente i tassisti che sono i veri promotori della battaglia legale culminata nella recentissima sentenza che si affianca a quelle del Tribunale di Milano e di Torino in relazione al servizio Uber Pop.

I vertici di Uber hanno reagito in maniera pessima alla decisione del Tribunale di Roma dichiarando al contempo di avere l’intenzione di ricorrere in appello.

L’innovazione va tutelata ma va normata

Lo scontro però non sembra ancora finito visto che, di fatto, viene implicitamente sollecitata la politica ad affrontare il problema.

Quello di Uber è certamente un business che presenta diversi lati che dovrebbero essere normati ma rappresenta, al tempo stesso, l’innovazione in settori che dovrebbero essere portati al passo con i tempi dal momento che sono regolati da normative vecchie di oltre 20 anni.

Le problematiche attuali infatti sono figlie di distorsioni prodotte da una legge del 1992 che non poteva tenere conto dell’evoluzione tecnologia, delle app e degli smartphone.

Del resto, la premessa della sentenza con cui il Tribunale di Roma ha disposto il blocco dei servizi di Uber specifica che non è compito dei giudici valutare l’efficienza della normativa in vigore o la sua migliorabilità, ma di decidere esclusivamente alla luce delle leggi in vigore.

Smart NationStop a Uber in Italia

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