La tecnologia che rileva la presenza di sorgenti inquinanti domestiche

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L’esposizione agli inquinanti dell’aria rappresenta un rischio per il benessere e la salute dell’uomo e degli ecosistemi.
A livello internazionale si è sviluppata una forte attenzione per l’inquinamento atmosferico dell’aria ambiente con il conseguente interesse a monitorare le emissioni degli inquinanti atmosferici: la tecnologia ha permesso l’adozione di differenti soluzioni per il monitoraggio che hanno iniziato ad interessare anche altri ecosistemi come quelli dei bacini idrici o del mare.

Tuttavia la considerazione che la popolazione, soprattutto nelle aree urbane, trascorre la maggior parte del tempo in ambienti chiusi ha indotto la comunità scientifica
internazionale ad occuparsi della contaminazione dell’aria negli ambienti di vita.

Gli inquinanti indoor sono numerosi e possono essere originati da diverse sorgenti: il fumo di tabacco, i processi di combustione, i prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, gli antiparassitari, l’uso di colle, adesivi, solventi, l’utilizzo di strumenti di lavoro quali stampanti, plotter e fotocopiatrici e prodotti per l’hobbistica tanto per citarne alcune.

Proprio la presenza di questi inquinanti ha incoraggiato l’adozione di soluzioni innovative per la loro riduzione, come ad esempio il tessuto nanotech cattura inquinamento.

Esiste però un’altra tipologia di inquinante molto pericoloso, ossia l’inquinamento elettromagnetico: esso è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, prodotti, ad esempio, da impianti radio-TV e per telefonia mobile nonché da tutti quei dispositivi il cui funzionamento è subordinato ad un’alimentazione di rete elettrica come gli elettrodomestici.

In tal senso a Trento, in Italia, è nato il progetto UpSens Wave che è il primo dispositivo concepito per monitorare la qualità della vita, migliorare la salubrità degli spazi che abitiamo, dell’aria che respiriamo, dei cibi che mangiamo.
Si tratta di un dispositivo stand alone cioè, appartenente alla famiglia di quei piccoli oggetti smart di design, portatili, in grado di fornire la misura direttamente sul display: non ci si dovrà più come accade oggi con i dispositivi già sul mercato, collegare a uno smartphone o a un computer per visualizzare i dati che ci serve conoscere.

UpSens Wave è composto da un corpo centrale e da un modulo intercambiabile (tre quelli pensati per ora: Wave, Air e Air plus): Wave misura i campi elettromagnetici presenti nelle nostre case o nei luoghi di lavoro, negli alberghi.

Il secondo modulo aggiuntivo, il modulo Air sarà lanciato in pre-ordine a fine anno, a lui il compito di misurare la qualità dell’aria indoor.
Specializzato soprattutto nella rilevazione dei COV (i composti organici volatili, particelle inquinanti emesse ad da composti chimici come le vernici e le colle).

Air Plus sarà anche in grado di rilevare temperatura, umidità e anche il pericoloso monossido di carbonio finora di difficile rilevazione per tutti i dispositivi già esistenti.
I piani prevedono poi il successivo rilascio di altri dispositivi: Dust (per rilevare le polveri sottili), Rad (in grado di tracciare i livelli di radazioni), Fruit, Skin, Wine e Water.

Smart NationLa tecnologia che rileva la presenza di sorgenti inquinanti domestiche

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