Uber Eats arriva a Milano

No comments

Era solo una questione di tempo prima che venisse scelta la città da cui partire per l’aggressione al mercato della food delivery del nostro Paese.
Uber, la camaleontica multinazionale che ha come modello l’intermediazione di servizi, partendo dai servizi di trasporto si sta progressivamente espandendo anche in altre aree, fra cui la food delivery appunto.

Ne avevamo già parlato in precedenza e ora è ufficiale: Uber entra in Italia e lancia a Milano Uber Eats, il servizio per la consegna di pasti a domicilio su richiesta.

Dopo Londra, Parigi, Amsterdam e Bruxelles è la volta di Milano: inizialmente unica fra le città italiane, la dirigenza di Uber pensa già alla possibilità di espandersi in altre metropoli italiane.
A Milano, i ristoranti aderenti sono circa un centinaio e la consegna è assicurata all’interno della circolare esterna della città.

Uber Eats: la food delivery diversa

Il servizio Uber Eats con un semplice click consente, 7 giorni su 7, di prenotare pasti grazie ad una app (disponibile sia su Android sia su iOS).

Basta recarsi sul sito ubereats.com e identificare il ristorante preferito per effettuare l’ordinazione: non è richiesto un minimo di ordine e le spese di consegna sono inesistenti.

Infatti, rispetto a quanto succede con le altre compagnie di food delivery, il rapporto è fra ristorante e corriere, con Uber che mette a disposizione la piattaforma e tiene per sé una percentuale (dal ristoratore).

Il corriere non ha vincoli orari né un numero minimo di consegne da fare o di chilometri da percorrere: può inoltre decidere quando rendersi disponibile per le consegne e per quanto tempo.
Non è previsto l’uso di una divisa: chiunque può divenire fattorino di Uber Eats in completo anonimato, semplicemente facendo login sulla applicazione e avendo a disposizione una bicicletta o uno scooter necessari per ridurre i tempi di spostamento.

Di certo si tratta di un modello differente rispetto a quello attualmente in uso da parte dei concorrenti nazionali in ambito di food delivery e potrebbe rappresentare un netto miglioramento rispetto alle condizioni a cui sono sottoposti gli operatori, come recentemente ha ricordato il caso di Foodora che ha fatto emergere il lato oscuro della sharing economy.

Smart NationUber Eats arriva a Milano

Related Posts