Da Vibram la possibilità di accumulare e trasformare l’energia prodotta dal movimento

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Il campo delle tecnologie indossabili è sicuramente uno dei più interessanti grazie alle continue implementazioni frutto del miglioramento dei processi di miniaturizzazione oltre all’innovazione di tecnologia e materiali.

Solitamente queste implementazioni puntano a fornire svariate informazioni, tramite sensori indossabili o integrati in capi di abbigliamento, per rendere il portatore maggiormente consapevole di eventuali problematiche riguardanti, ad esempio, le proprie abitudini o la propria postura al fine di poter porre in essere le giuste azioni.

Le tecnologie indossabili però non rappresentano solo una sorgente informativa: fra gli ultimi sviluppi occorre segnalare un’interessantissima innovazione nel settore delle calzature.
Vibram, leader all’avanguardia nel settore delle suole ad alte prestazioni, ha infatti realizzato, grazie ad una collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) Centro per MicroBioRobotica di Pontedera (PI) e su licenza di InStep NanoPower, azienda americana specializzata in nano-tecnologie, un prototipo di calzatura in grado di immagazzinare l’energia cinetica prodotta dalla camminata sottoforma di energia elettrica.

Il progetto Hero (Harvesting of Energy in Rubber Outsole), questo il nome dell’innovativa suola inventata da Vibram, si pone l’obiettivo di consentire la produzione di energia che si genera passo dopo passo: sfruttando un sistema integrato di accumulo e trasformazione dell’energia prodotta dal movimento umano inserito nell’intersuola della calzatura e chiuso ermeticamente in maniera tale da proteggersi da infiltrazioni di acqua, sabbia o polvere, l’invenzione di Vibram può generare fino a 3 Watt di potenza sulla base del semplice movimento.
La quantità di energia prodotta varia in base al peso dell’utilizzatore, alla velocità di marcia e al carico trasportato ma secondo le stime consentirebbe di produrre energia sufficiente a evitare l’esaurimento di carica di uno smartphone, collegabile alla scarpa tramite una porta micro USB.

Da non sottovalutare infine l’aspetto informativo: grazie ad un chip elettronico auto alimentato e collegabile, via Bluetooth, al proprio smartphone, è possibile ottenere in tempo reale informazioni sul livello della batteria del dispositivo, sul numero di passi registrati, sulla geolocalizzazione e addirittura sulla temperatura del piede.

Vibram non è nuova alle applicazioni tecnologiche alle proprie suole, in collaborazione con Lenovo ha creato infatti la prima smart shoe con un sistema di navigazione guidata tramite GPS.

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