Videogiochi, crescono le vendite in digitale a discapito dei supporti fisici

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La dematerializzazione interessa trasversalmente varie tipologie di mercati fra cui quello dei videogiochi.

Con la diffusione della banda larga e l’introduzione degli acquisti online, tramite download, dei videogiochi era inevitabile che i supporti fisici cedessero il passo.

L’ottenimento di videogiochi tramite download è più veloce e comodo per i consumatori ma anche preferibile per i produttori dal momento che riducono i costi legati alla pubblicazione e, nel contempo, si garantiscono una modalità di mantenimento più efficiente tramite piattaforme proprietarie o di terze parti come Steam, Origin, PlayStation Store o Microsoft Xbox Game Pass.

La trasformazione digitale colpisce duramente GameStop

Questa trasformazione digitale intacca ovviamente il business dei negozi fisici: ne è ben consapevole GameStop, la più grande catena di distribuzione fisica di videogiochi, che è seriamente danneggiata dall’evoluzione del mercato di cui era indiscusso leader.

Infatti è stata recentemente annunciata l’intenzione di chiudere dal 2 al 3% dei suoi esercizi commerciali su una base di 7.500 punti vendita nel mondo: nel corso del 2017 fra i 150 e i 225 negozi potrebbero cessare l’attività.

Il forte calo delle vendite durante il periodo natalizio accompagnato da un crollo del 13% della azioni in borsa ha obbligato GameStop a prendere provvedimenti.

L’attuale situazione ricorda in modo preoccupante quanto è accaduto a Blockbuster, celebre catena di videonoleggio, chiusa proprio in seguito ai nuovi modelli di distribuzione video come lo streaming: ci si auspica che i negozi fisici di videogiochi possano trovare nuovi sviluppi di business come per esempio dedicando particolare attenzione a gadget e collezionabili collegati al mondo videoludico.

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