Qwant e Brave insieme per la privacy degli utenti

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Qwant, il celebre motore di ricerca che mette al centro la privacy delle persone, ha stretto un accordo con Brave, un browser nato dal progetto Chromium, che ha come finalità la sicurezza dei dati degli utenti.

Si tratta certo di due progetti con molti punti di tangenza che ruotano attorno alla protezione degli utenti e soprattutto della loro privacy.

Di Qwant avevamo già parlato in occasione del suo sbarco in Italia: è un motore di ricerca che promette di non profilare gli utenti che effettuano le ricerche e tantomeno di filtrare i risultati di ricerca in funzione del comportamento.

Dal proprio lato il browser Brave, forte di oltre 4 milioni di utenti mensili, offre la piattaforma ideale per la tutela degli utenti in quanto nativamente blocca gli annunci e i tracker dei siti web riducendo esponenzialmente l’aggressività dei siti di terze parti nell’identificazione del comportamento degli utenti.

Brave è un browser disponibile per tutte le piattaforme

Brave è disponibile per Windows, macOS, Linux, iOS e Android ed ha al suo interno un rivoluzionario ecosistema di pagamento basato su token (BAT, Basic Attention Tokens) utilizzabili attraverso il wallet integrato per effettuare pagamenti e per ricevere parte dei profitti degli inserzionisti pubblicitari per cui, eventualmente, l’utente sceglierà di visualizzare la pubblicità.

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Chrome integra un adblocker per contrastare la pubblicità invasiva

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Giro di vite da parte di Google contro le pubblicità spam, ossia le inserzioni altamente invasive che costellano il web.

Grazie ad un apposito software realizzato per Chrome, il browser di Google, gli utenti potranno navigare più tranquilli evitando di essere tempestati di messaggi e pop-up altamente invasivi.

L’obiettivo è quello di evitare che gli utenti si dotino degli adblocker, i programmi che permettono di bloccare la pubblicità che però creano anche un danno alle tasche di Google e ai suoi banner pubblicitari che rappresentano la prima fonte di revenue per l’azienda.

Disincentivare gli utenti ad usare pubblicità invasive

Con l’introduzione della nuova feature verranno penalizzate, tanto su pc quanto su dispositivi mobili, tutte le pubblicità che riproducono audio o pop-up automaticamente non appena aperta la pagina web o che obbligano l’utente ad attendere una specie di conto alla rovescia prima di visualizzare la pagina senza pubblicità.

Le modalità pubblicitarie ammesse dalla modifica software voluta da Google sarà accettata sulla base dei Better Ads Standards.

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