Il Consorzio del Parmigiano Reggiano contrasta l’agropirateria con la tecnologia

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L’agropirateria è un problema in costante crescita, soprattutto per i prodotti Made in Italy che vengono venduti all’Estero: per questo motivo il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha iniziato da tempo un percorso per certificare la filiera dei propri prodotti.

Dopo un periodo di sperimentazione superato con successo, grazie alla blockchain e a un micro-transponder digitale in silicio aggiunto alla placca di caseina utilizzata come indicatore di autenticità, il Parmigiano Reggiano ha selezionato la propria soluzione innovativa per garantire la tracciabilità.

Grazie ad un p-Chip dalle dimensioni inferiori a quelle di un granello di sale fino viene infatti assicurata l’identificazione delle forme: il micro-dispositivo è sicuro, resistente, facilmente scannerizzabile e non è soggetto a deterioramento né a contraffazione.

Il chip contiene le stesse informazioni presenti nella placca di caseina (caseificio produttore, data di produzione e altre info disponibili solo agli operatori) assicurando la certezza di ogni dato, la registrazione della produzione in tempo reale e l’acquisizione dei dati delle forme durante la stagionatura e negli spostamenti.

Il nuovo microchip permette di leggere anche le forme sbiancate ovvero quelle a cui, in seguito ai controlli previsti, viene tolta la denominazione perché presentano difetti che impediscono un’ulteriore stagionatura.

Maggiori dettagli nel comunicato del Consorzio Parmigiano Reggiano.

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