Il boom della sharing economy nel settore dell’ospitalità

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Da fenomeno emergente a realtà predominante, in pochi anni: così la sharing economy si è evoluta fino a diventare un maturo ecosistema socio-economico costruito intorno alla condivisione di risorse umane e materiali.
Ma che cos’è la sharing economy? Si tratta di un innovativo modello economico che coniuga la condivisione, intesa come l’utilizzo comune di una risorsa, la relazione orizzontale (peer-to-peer) tra persone (o organizzazioni) e la presenza di una piattaforma tecnologica che organizza queste relazioni digitali.
Nel settore dell’ospitalità, e in particolare nel ramo delle locazioni brevi, sono ormai celebri i nomi di AirBnb e Homeway.

Nata nel 2008, AirBnb deriva da un’idea di due designer che, avendo uno spazio da condividere, hanno deciso di ospitare tre viaggiatori in cerca di una sistemazione. L’idea alla base del progetto è quella di poter condividere la propria abitazione, una sola stanza, la casa di montagna che è vuota quasi tutto l’anno, con chi è in viaggio e cerca un alloggio temporaneo. Bisogna registrarsi sul sito come Host, se si intende condividere uno spazio, oppure come viaggiatori in cerca di alloggio, e il gioco è fatto.

Secondo un recente studio, il fenomeno AirBnb vale 3,4 miliardi di euro per l’economia italiana: di più, è stata scelto come formula ideale di ospitalità da 83 mila italiani (20 mila solo su Roma e Milano) che hanno guadagnato in media 2.300 euro a testa all’anno condividendo il proprio alloggio per poco più di 20 notti.

Questi risultati, di per se stessi indicativi circa il potenziale esplosivo dei nuovi modelli economici di condivisione, inoltre non includono l’indotto, formato alla pletora di soluzioni che permettono di creare nuovi business laterali.
E’ ad esempio il caso di Sweet Guest, una soluzione tecnologica che consente di sollevare l’utente che voglia affittare i propri immobili dall’incombenza di provvedere in prima persona a posizionarli su AirBnb.

Insomma, il fenomeno della sharing economy applicata al settore dell’ospitalità può assolutamente convivere soprattutto in una Paese come l’Italia in cui il turismo è base fondante, con il più classico e tradizionale sistema alberghiero; anzi, potrebbe aiutare a moltiplicare le mete di attrazione sul suolo nazionale, ampliando i confini del turismo anche verso centri minori o periferie.

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