La Corte dei Conti evidenzia il ritardo eccessivo nella trasformazione digitale della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo relativamente alla propria trasformazione digitale: è quanto emerge dall’ultimo studio presentato dalla Corte dei Conti che delinea un quadro non confortante del livello di innovazione nella PA italiana.

Da quanto emerge dall’analisi l’Italia è tra i Paesi più in ritardo rispetto alla costruzione di un sistema di e-Government consolidato a causa dei bassissimi livelli di digitalizzazione e dell’oggettiva difficoltà di penetrazione delle nuove tecnologie nella popolazione che utilizza in modo scarso i pochi servizi disponibili.

Del resto, la scarsa diffusione dell’identità digitale che ha recentemente motivato una riorganizzazione del sistema di erogazione che verrà messo in pista a breve è lo specchio di quanto sia difficile per l’Italia arrivare ad una svolta digitale.

Stando al DESI, acronimo per Digital Economic Strategy Index ossia l’indice sviluppato dalla UE per misurare la diffusione del digitale nei propri Paesi membri, l’Italia è attualmente al 24esimo posto su 28 con una velocità di crescita delle iniziative in ambito digitale palesemente inferiore a quella della media europea nonostante i 5,8 miliardi di euro l’anno dedicati all’informatica pubblica.

I due problemi principali sono individuati nella scarsa razionalità con cui vengono utilizzate le risorse anche per una sostanziale mancanza di coordinamento delle varie PA e sicuramente un’altrettanto scarsa attività di divulgazione di competenze digitali di base che dovrebbero preparare la popolazione all’uso delle nuove tecnologie ma anche i dipendenti pubblici ad un utilizzo più consono degli strumenti digitali cosa che non avviene anche per fattori anagrafici (l’età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni e tende a crescere).

Maggiori informazioni direttamente qui.

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Marsala, al via la prima tappa dell’Operazione Risorgimento Digitale

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Parte oggi da Marsala, città simbolo del Risorgimento italiano, l’Operazione Risorgimento Digitale di TIM presentata alcune settimane fa e di cui avevamo già parlato.

Si tratta della più grande iniziativa di alfabetizzazione digitale su scala nazionale mai tentata che mette in campo oltre 400 formatori per gestire un programma di formazione digitale itinerante rivolto alla popolazione di comuni medio-piccoli su tutta la Penisola.

Da oggi e fino al 15 novembre a Marsala è possibile tutti i giorni, dalle 9.30 fino alle 19, partecipare ad una serie di iniziative di educazione al digitale ma anche chiedere allo staff di TIM, come se fosse uno sportello di assistenza, chiarimenti per dubbi e domande su Internet e il digitale come per esempio informazioni sulla gestione della casella di posta, su come utilizzare i social network oppure produrre foto e video ma anche e soprattutto come usufruire dei servizi online della Pubblica Amministrazione.

Per chi ha poco tempo è inoltre disponibile un palinsesto di 10 incontri, di poco meno di un’ora ciascuno, focalizzati su Internet e le sue potenzialità.

Informazioni sulla tappa direttamente nella relativa sezione del sito.

Ricordiamo che per partecipare agli eventi formativi strutturati come lezione è necessario iscriversi tramite l’apposita procedura online.

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Pane e Internet, al via i nuovi corsi di formazione digitale

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Tutto è pronto per l’avvio della nuova stagione di corsi presso i punti Pane e Internet, il progetto di Regione Emilia-Romagna che ha già formato oltre 40mila cittadini in un arco di 10 anni.

Da questo mese al prossimo febbraio 2020 sono stati calendarizzati oltre 38 nuovi corsi di alfabetizzazione digitale a cui si aggiungono più di 60 iniziative di formazione promossi dalla Regione nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini.

L’accesso è gratuito e libero con particolare interesse per le persone a rischio di esclusione digitale come pensionati o disoccupati e migranti: lo scopo è l’inclusione digitale, ovvero l’aiuto ad accedere a informazioni e servizi online come l’identità digitale (SPID) o il Fascicolo Sanitario Elettronico diffondendo al tempo stesso le funzionalità dei punti Pane e Internet presenti sul territorio.

In particolare l’iniziativa prevede 26 corsi di alfabetizzazione digitale di primo livello per le persone con scarsa o nessuna dimestichezza nell’uso di strumenti informatici e navigazione in rete con Pc o smartphone oltre a 12 corsi di secondo livello per coloro che vogliono approfondire l’uso dei social network, dei motori di ricerca e di altre applicazioni.

Per verificare il calendario degli appuntamenti e l’evoluzione dell’iniziativa è disponibile il sito ufficiale e il numero verde gratuito 800 590595.

I punti Pane e Internet attivi sul territorio dell’Emilia-Romagna sono 22, gestiti dagli enti locali con il supporto della Regione e la collaborazione di scuole, biblioteche, enti di formazione, associazioni di volontariato: solo nel 2019 ne sono stati aperti 12.

Per maggiori informazioni basta leggere il comunicato di Regione Emilia-Romagna.

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Operazione Risorgimento Digitale, TIM porta l’alfabetizzazione digitale su scala nazionale

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TIM ha presentato oggi la più grande iniziativa di alfabetizzazione digitale su scala nazionale mai tentata: oltre 400 formatori sono chiamati a gestire un programma di formazione digitale rivolto alla cittadinanza italiana.

Il progetto, chiamato Operazione Risorgimento Digitale, prevede 20mila ore di lezione in tutte le 107 province e altrettanti Comuni, principalmente quelli con una popolazione compresa tra i 10mila e i 60mila abitanti, con lo scopo di insegnare l’uso di internet e delle nuove tecnologie ad un target potenziale di 1 milione di persone.

I destinatari sono soprattutto le persone rimaste fuori dall’economia digitale e con maggiore necessità di essere affiancate nel loro percorso di educazione digitale per imparare l’uso basilare degli strumenti digitali compresi i servizi di cittadinanza digitale, come ad esempio mandare una PEC o cambiare il medico di base tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico o ancora attivare un’utenza SPID.

Infatti, se le persone non riescono a maturare autonomamente competenze digitali di base, occorre invertire la tendenza portando le competenze digitali alle persone: si tratta quindi di un grande percorso di inclusione digitale che intende estendere le conoscenze necessarie ad usufruire delle numerose opportunità che la trasformazione digitale in atto è in grado di offrire a chi le sa cogliere.

Basti pensare che circa 18 milioni di cittadini, il 30% di quelli con più di 6 anni, non hanno utilizzato la rete nell’ultimo anno e che una famiglia su quattro non possiede una connessione a internet anche per incapacità di utilizzo.

L’Operazione Risorgimento Digitale ha il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, di ANCI e aderisce al Manifesto della Repubblica Digitale promosso dal Commissario Straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Lo schema dell’iniziativa prevede un percorso a tappe lungo l’Italia che debutta il giorno 11 novembre a Marsala, comune simbolo del Risorgimento d’Italia: nelle settimane successive l’iniziativa si sposterà di Comune in Comune all’interno della Regione Sicilia per poi approdare progressivamente nelle altre regioni italiane.

Durante ogni tappa un team di formatori attrezzerà specifici corsi in aula e, allo stesso tempo, un team di facilitatori digitali avvieranno un’attività di sportello digitale in piazza per spiegare al pubblico come il digitale possa migliorare concretamente la vita quotidiana.

Questo punto, in particolare, ricorda molto da vicino l’attività di Casa Digitale che Smart Nation ha avviato da circa 8 mesi e la cui difficoltosa progettazione risale al lontano 2016.

Oltre ai corsi e agli sportelli in piazza in parallelo TIM, durante le proprie tappe nei 107 Comuni italiani, organizzerà laboratori didattici e diverse attività formative rivolte anche ai dipendenti comunali.

Per dettagli e informazioni è possibile recarsi sul sito ufficiale dell’iniziativa o telefonare al numero verde 800 860 860 anche per l’iscrizione ai corsi in aula che si svolgeranno nelle diverse sedi.

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Progetto Gemma, in Umbria parte un innovativo programma di alfabetizzazione digitale

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In Umbria prende il via il Progetto Gemma, un’iniziativa nata nell’ambito del programma #OpenUmbria e finalizzata all’alfabetizzazione digitale della popolazione grazie alla collaborazione di diverse realtà raccolte in un partenariato di enti pubblici e privati.

Lanciata con la tagline “#Gemma, il sapere è prezioso”, l’iniziativa nasce dalle esperienze e dalle migliori pratiche sviluppate in 11 anni di corsi gratuiti di informatica e di lingue straniere organizzate all’interno del Comune di Perugia che hanno permesso di consolidare questa nuova esperienza consistente nell’erogazione di pillole di sapere digitale e attività di animazione del tutto gratuite ed in grado di migliore la vita dei cittadini.

L’attività viene svolta in otto sedi del progetto che coincidono con la rete degli sportelli DigiPASS realizzati da Regione Umbria nell’ambito dell’Agenda Digitale regionale per contribuire all’alfabetizzazione digitale della popolazione: al loro interno è stato organizzato un servizio di assistenza digitale gratuita con la realizzazione di oltre 60 laboratori di animazione alla scoperta del mondo digitale.

L’iniziativa è programmata per durare nei prossimi 18 mesi con la calendarizzazione di oltre 350 incontri, della durata di 4 ore ciascuno, che ruotano attorno all’accrescimento delle competenze digitali di base e ai servizi della Pubblica Amministrazione come per esempio i servizi anagrafici online o i servizi di e-health.

Il programma completo è disponibile nell’apposita sezione del sito dell’iniziativa.

Per partecipare è sufficiente iscriversi attraverso il sito ufficiale di Progetto Gemma o presentarsi agli incontri inaugurali.

L’iniziativa è finanziata con le risorse del POR-FSE 2014-2020 e raccoglie il Comune di Montone (soggetto capofila), Anci Umbria, Comune di Spello, Comune di Giano dell’Umbria, Fondazione Golinelli, Ic Togiano-Bettona, Liceo Properzio Assisi e Giove In Formatica Srl.

I Comuni coinvolti, rappresentativi di sei zone sociali, a partire da Montone (zona 1). Gli altri territori coinvolti sono Umbertide (1) Torgiano (2), Assisi(3), Deruta (4), Spello (8), Spoleto e Giano dell’Umbria (9).

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Il Comune di Rovigo è capofila per la creazione di laboratori di innovazione

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Il Comune di Rovigo, insieme ai Comuni di Adria e Villadose, ha aderito al bando pubblico regionale per la costituzione di laboratori di innovazione volti allo sviluppo del network Centri P3@-palestre digitali e alla diffusione della cultura degli Open Data.

In particolare il Comune di Rovigo diventa capofila dell’aggregazione di Comuni fungendo da referente ed interfaccia con l’Amministrazione Regionale che a marzo ha approvato il bando per la costituzione di una rete di luoghi e infrastrutture per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT.

L’intervento è coerente con l’adozione dell’Agenda Digitale del Veneto 2020 (ADVeneto2020) ed è rivolto al potenziamento delle infrastrutture e delle piattaforme digitali ma anche le competenze digitali degli operatori, necessarie per realizzare un’efficiente open digital transformation.

I laboratori di innovazione sono luoghi fisici di incontro e di partecipazione attiva per favorire un approccio partecipato alla creazione, ammodernamento e diffusione di servizi pubblici digitali e l’adozione e utilizzo dei dataset pubblici, ossia gli Open Data.

Dovranno interfacciarsi con i centri P3@ attuali e di futura costituzione per la candidatura a divenire vere e proprie “Palestre Digitali”.

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Ufficializzato il Manifesto per la Repubblica Digitale

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L’Italia ha il proprio Manifesto per la Repubblica Digitale, un documento ufficiale rivolto a istituzioni e privati che fissa alcuni principi cardine per diffondere consapevolezza e competenze digitali finalizzate alla piena inclusione digitale.

Il testo è stato presentato durante ForumPA, la manifestazione nazionale dedicata al mondo della Pubblica Amministrazione, e ha l’obiettivo di promuovere azioni concrete a favore dell’educazione digitale, della cittadinanza digitale e dell’etica digitale.

Tali azioni possono essere liberamente progettate anche se il perimetro più congeniale è sicuramente quello all’interno di scuole e programmi formativi da allargare a tutti coloro che possano trarre giovamento dalla diffusione di competenze digitali.

In Italia tra i 9 e gli 11 milioni di persone infatti non sono in condizione di fruire dei servizi digitali perché sono sprovviste delle conoscenze basilari per potervi accedere: manca cioè quella sufficiente alfabetizzazione digitale e consapevolezza per orientarsi e interagire con la tecnologia.

Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per dare una risposta tecnica al problema della digitalizzazione italiana, manca però la componente culturale.

Il capitolo dell’inclusione digitale non può essere ignorato ed è parte integrante del processo di trasformazione che deve essere gestito grazie ad azioni mirate che possono e devono sorgere dai cittadini: esattamente come Casa Digitale intende effettuare.

In tal senso il Manifesto per la Repubblica Digitale intende raccogliere come firmatari privati e realtà che ne condividano le finalità.

Tra questi attualmente risultano: AIV – Accademia Italiana Videogiochi, Aci Informatica, Altroconsumo, Anitec-Assinform, Camera di Commercio di Roma / Maker Faire Rome The European Edition, Facebook Italia, Ibm Italia, Forum PA, Google Italia, Grey Panthers, Microsoft Italia, PayPal Italia, Telefono Azzurro, Time4Child / Fondazione Scholas Occurrentes, Unione Nazionale Consumatori.

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OCSE, inadeguato il livello italiano di alfabetizzazione digitale

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L’OCSE lancia un allarme sullo stato della diffusione di competenze digitali in Italia e in particolare sull’alfabetizzazione digitale di base.

Nell’ultimo report Skills Outlook 2019, l’OCSE fotografa uno scenario preoccupante: la popolazione italiana non possiede, di fatto, le competenze di base necessarie per prosperare in un mondo digitale.

Solo il 21% della popolazione tra i 16 e i 65 anni possiede un livello di alfabetizzazione digitale soddisfacente raggiungendo il livello 3 dell’apposito test PIAAC: il 36% è in grado di utilizzare internet in modo complesso e diversificato.

Tali risultati proiettano l’Italia al livello più basso in assoluto di tutti i Paesi dell’OCSE anche se va osservato che solo Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia stanno crescendo in termini di competenze digitali: tutti gli altri Paesi hanno generalmente problemi.

La difficoltà è dovuta sicuramente al sistema educativo tradizionale che non è strutturato per sviluppare modalità di apprendimento evoluto e quindi trasmettere contenuti formativi legati al mondo del digitale.

Il medesimo scenario si affronta anche nel settore lavorativo: le risorse ICT nostrane infatti risultano utilizzate con un’intensità inferiore rispetto alle altre nazioni dell’OCSE.

Di più, ben il 13,8% dei lavoratori italiani occupa posizioni ad alto rischio di automazione contro statistiche inferiori nella media europea: questo implica che le persone occupate in questi ambiti sono destinate ad essere rimpiazzate da software e macchine nel loro lavoro.

La riconversione ad occupazioni soggette ad un minore rischio e quindi una maggiore longevità richiederebbe un lungo periodo di formazione che è difficilmente accessibile.

Il report completo è rinvenibile qui.

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Agi e Censis inquadrano il livello di interazione digitale tra cittadini e PA

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In Italia la Pubblica Amministrazione non è in grado di raggiungere in maniera soddisfacente i cittadini a causa di una sostanziale arretratezza nello sviluppo dei sistemi che consentano di dialogare digitalmente con la popolazione.

L’ultimo rapporto Agi-Censis delinea un quadro allarmante circa il livello di interazione digitale tra cittadini e PA: nel 2018 solo il 24% degli italiani ha dichiarato di essere riuscito ad interagire con la PA attraverso strumenti telematici.

Il dato è indicativo dello stato di digitalizzazione del Paese e di diffusione di competenze digitali fra la popolazione che tende a snobbare i canali internet: basti pensare che in Danimarca il 92% della popolazione è abituata a interfacciarsi con la PA digitalmente, seguono nella graduatoria i francesi (71%) e gli spagnoli (57%) con un valore medio nell’Unione Europea del 52%.

L’Italia fa quindi parte del fanalino di coda, davanti esclusivamente a Bulgaria e Romani, in modo non dissimile a quanto è accaduto per la valutazione effettuata dal DESI 2018.

Il motivo del ritardo, secondo l’analisi Agi-Censis realizzata nell’ambito del programma pluriennale Diario dell’Innovazione, è da rintracciare in parte sulla scarsa conoscenza dei processi in atto ma soprattutto della sostanziale assenza di competenze digitali diffuse nella popolazione.

Gli italiani infatti vivono in un mondo analogico, la trasformazione digitale della PA è certamente iniziata a riprova dei grandi cambiamenti in positivo effettuati negli ultimi cinque anni ma storicamente i cittadini portano in dote una diffidenza e una scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie.

Per vincere questo ostacolo si può lavorare sull’alfabetizzazione digitale, come il progetto di Casa Digitale tenta di fare, ma soprattutto si dovrebbe lavorare sul design dei servizi: l’esperienza di interazione con la PA dovrebbe essere semplice quanto effettuare un acquisto su Amazon.

In un Paese che invecchia infatti il ritardo d’innovazione si può vincere esclusivamente ripensando le modalità organizzative dei processi senza disperdersi in azioni che catalizzino esclusivamente il consenso politico locale, cosa che invece è prassi diffusa e che va contro l’idea di armonizzazione e omologazione di processi su scala nazionale.

Il simbolo di questa resistenza è, per esempio, nella difficoltà di armonizzare un’anagrafe centralizzata (ANPR) o nelle resistenze delle PA locali a non dialogare fra loro.

Siamo quindi ancora all’inizio di un percorso lungo e tortuoso.

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Smart Nation compie il terzo anno

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Oggi è il terzo anno di Smart Nation, 1.095 giorni in cui la nostra associazione ha continuato a diffondere la cultura dell’innovazione e soprattutto competenze digitali a chi, essendone sprovvisto, ne facesse richiesta.

Sicuramente è stato un anno molto impegnativo in cui Smart Nation è stata assai meno esposta ai riflettori: le attività istituzionali come anche gli eventi organizzati in collaborazione con Enti e scuole sono state sensibilmente ridotti a causa della scarsità delle risorse a disposizione che sono state dirottate interamente per avviare il nostro progetto più rappresentativo e fortemente voluto ossia Casa Digitale.

Casa Digitale è un’iniziativa che ha radici lontane, anzi si può dire che l’intenzione di creare questo servizio sia stata alla base della scelta di costituire l’associazione Smart Nation onde poter creare le precondizioni necessarie alla sua realizzazione.

Dopo oltre 2 anni di gestazione, il 5 febbraio Casa Digitale ha iniziato le operazioni e si è rivelata subito un’iniziativa di grandissimo successo: ad oggi le prenotazioni superano la disponibilità di appuntamenti al punto che si è generata una coda significativa che stiamo cercando di risolvere ampliando le ore di attività di servizio.

La soddisfazione è ancora più grande se confrontata con l’impegno richiesto in termini organizzativi anche per compensare la scarsa sensibilità dei vari attori, soprattutto quelli locali, che sono stati coinvolti nel processo di fundraising: è infatti assai difficile fare innovazione senza risorse adeguate e lo è ancora di più se si stanno cercando di portare avanti progetti ambiziosi come quello di Casa Digitale.

Fortunatamente il lungo percorso, problematico anche dal punto di vista delle delibere comunali che hanno permesso di riunire alla partenza i Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, è stato costantemente assistito dal nostro principale sponsor ovvero Fondazione Micron.

Senza la fattiva collaborazione di questa Fondazione infatti non saremmo riusciti ad arrivare dove siamo arrivati ora.

Stiamo lavorando senza sosta per aumentare il numero di Comuni coinvolti e ampliare la rete di soggetti istituzionali in grado di velocizzare la nostra azione.

Nel contempo abbiamo in programma di riprendere più diffusamente la nostra attività divulgativa nei Comuni limitrofi come anche la collaborazione con le scuole, portando tecnologie abilitanti e opportunità di conoscenza laddove possano attecchire.

Il regalo più grande che potremmo ricevere?

Una mano a crescere, in termini di supporto mediatico, rete di contatti, donazioni e tutto quello che può permetterci di migliorare la nostra azione per un Paese sempre più moderno dove le competenze digitali possano effettivamente arrivare a tutti.

Tanto auguri a noi!

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