Operazione Risorgimento Digitale, Trieste accoglie il programma di formazione digitale di TIM

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L’Operazione Risorgimento Digitale di TIM fa tappa a Trieste: l’Amministrazione ha infatti presentato la scuola mobile gratuita dedicata all’inclusione digitale della cittadinanza.

La postazione di TIM dedicata all’iniziativa sarà presente da lunedì 24 febbraio presso piazza Sant’Antonio Nuovo e fornirà ai cittadini la possibilità di iscriversi ai corsi di formazione erogati tramite sportello e lezioni in piazza dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19.

Partito da Marsala, in Sicilia, il programma di TIM che punta ad includere digitalmente fasce di popolazione escluse dalla tecnologia tramite l’insegnamento di buone pratiche e strumenti concreti legati al digitale sta risalendo l’Italia moltiplicando gli appuntamenti sul territorio e stringendo importanti alleanze con le Istituzioni e gli Enti del territorio.

A partire da lunedì 2 marzo, saranno avviati i corsi di formazione in aula che seguono le attività di sportello: gli orari previsti sono dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17 da lunedì e venerdì.

Le attività formative in aula sono rivolte a cittadini e dipendenti della PA locale: il contenuto verte su azioni e competenze facili e utili per utilizzare i servizi digitali basici come la navigazione internet, il reperimento delle informazioni e le possibilità di comunicazione con le persone.

Le attività formative dureranno fino al 20 marzo e si svolgeranno nelle scuole e in altre location cittadine messe a disposizione dal Comune di Trieste.

I cittadini possono iscriversi ai corsi e chiedere ulteriori informazioni sia attraverso il Numero Verde dedicato 800 860 860 sia online sulla pagina web www.operazionerisorgimentodigitale.it.

Maggiori informazioni sul sito del Comune di Trieste.

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Operazione Risorgimento Digitale, la formazione digitale targata TIM sbarca in Liguria

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L’Operazione Risorgimento Digitale, l’iniziativa targata TIM che propone una scuola itinerante che tocchi 107 province italiane per divulgare competenze digitali di base alle persone dal perimetro della digitalizzazione, arriva ufficialmente anche in Liguria,

Partito da Marsala, in Sicilia, il programma di TIM che punta ad includere digitalmente fasce di popolazione escluse dalla tecnologia tramite l’insegnamento di buone pratiche e strumenti concreti legati al digitale, prevede un calendario di appuntamenti piuttosto fitto in terra ligure a partire dal prossimo 24 febbraio ad Imperia, per cui sono già ora aperte le registrazioni secondo il comunicato di TIM, per proseguire poi con Loano (SV) il 2 marzo, Rapallo (GE) il 9 e infine Sarzana (SP) il 16 marzo.

Durante queste date la scuola digitale gratuita di TIM presenzierà nelle principali piazze di questi comuni per dare informazioni ai cittadini e avviare le prime sessioni formative continuate con specifici corsi in aula organizzati nelle scuole e in altri luoghi cittadini idonei all’insegnamento.

Si tratta di un’opportunità molto interessante anche per oltre 1 milione di cittadini liguri che già usano internet e che possono approfittare dell’iniziativa per affinare le proprie competenze.

I cittadini possono iscriversi ai corsi e chiedere ulteriori informazioni sia attraverso il Numero Verde dedicato 800 860 860 sia online sulla pagina web www.operazionerisorgimentodigitale.it.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Operazione Risorgimento Digitale, nuovi partner rafforzano l’iniziativa per l’inclusione digitale

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Da quando TIM, in novembre, ha avviato il percorso dell’Operazione Risorgimento Digitale, l’iniziativa itinerante per la diffusione delle competenze digitali tra cittadini, si è assistito ad un grande fermento dovuto al fatto che l’alfabetizzazione digitale è sicuramente una necessità per la piena trasformazione digitale del nostro Paese.

Infatti, considerando la difficoltà da parte di una fetta importante della popolazione di essere inclusa digitalmente, ossia di poter cogliere le opportunità offerte da digitale, appare chiaro che qualsiasi iniziativa che possa moltiplicare i fruitori dei servizi digitali erogati dalla Pubblica Amministrazione sia da considerare come prioritaria.

In tal senso è orientato anche il progetto Casa Digitale attivo nella Provincia di Monza e Brianza che ha i suoi natali ben prima della lodevole iniziativa di TIM e che sta, a sua volta, macinando successi.

L’importanza dell’inclusione digitale è tale che, sulla base dei successi raggiunti sino ad ora dall’Operazione Risorgimento Digitale, TIM è riuscita a raccogliere 20 nuovi partner provenienti da vari settori che vanno dall’industria al mondo dell’associazionismo di categoria passano per il Terzo Settore e le Istituzioni.

Le nuove realtà salite a bordo del progetto sono: Google, Cisco, Hewlett Packard Enterprise, Huawei, Zte, Lenovo, Samsung, Nokia, Ericsson, Accenture, Engineering, Ntt Data, Dell, Qualcomm, Oppo, Sap, Adobe, Manpower, Xiaomi, Arthur D. Little, PwC (PricewaterhouseCoopers), Bcg (Boston Consulting Group), oltre a Inwitt e Olivetti.

I nuovi partner contribuiranno al percorso di trasformazione digitale del Paese, mettendo a disposizione competenze e know-how specifici.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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Il carcere di Opera diventa un laboratorio per la diffusione di competenze digitali ai detenuti

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Grazie all’accordo fra TIM e il Ministero della Giustizia, il carcere di Opera diventa un luogo dove i detenuti potranno acquisire competenze digitali utili al loro reinserimento nella società.

Nello specifico lo staff preposto da TIM per l’iniziativa si occuperà di fornire alle persone detenute formazione ed esperienze professionali adatte ad affrontare il mercato del lavoro riducendo i fattori di disagio sociale.

I detenuti potranno quindi imparare nuove abilità e avranno l’opportunità di svolgere un vero lavoro nel corso del periodo di detenzione innescando il conseguente sviluppo e progresso sociale.

Gli interventi formativi si articolano attorno all’apprendimento di contenuti e tecniche idonei ad erogare assistenza tecnica sui prodotti di rete fissa commercializzati da TIM.

Dopo una fase iniziale di selezione dei candidati idonei, scelti tra quelli a bassa pericolosità e con pene ridotte, è previsto un periodo di formazione professionale alle competenze digitali più richieste dal mercato del lavoro e allineate con i trend di sviluppo della tecnologia.

Alla formazione seguirà un periodo di affiancamento finalizzato a rendere i detenuti indipendenti nello svolgimento dell’attività di assistenza tecnica.

Si tratta di un percorso di responsabilità sociale che fonde la cultura dell’integrazione con quella del digitale in quanto si perseguono sia la piena inclusione digitale che quella sociale promuovendo una società più sicura, coesa e impegnata ad agevolare il pieno reinserimento dei detenuti.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Casa Digitale compie un anno

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Casa Digitale compie il suo primo anno di vita: un anno di difficoltà, battaglie ma anche numerosi successi soprattutto grazie alla straordinaria accoglienza dell’iniziativa da parte della cittadinanza a cui è rivolta.

Presentato il 30 gennaio 2019, il progetto di Casa Digitale è stato avviato esattamente un anno fa, il 5 febbraio 2019: da allora sono state erogate ben 390 ore gratuite di formazione che hanno permesso di diffondere competenze digitali di base ai cittadini che subiscono il digital divide per fattori culturali.

Casa Digitale infatti consiste in una rete di punti territoriali, attualmente attivi nei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un facilitatore digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia problemi con le nuove tecnologie: è infatti più facile formare una persona che avverte un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) in quanto la sua soglia di attenzione sarà naturalmente molto elevata.

Il rapporto 1:1 permette di migliorare l’efficacia in termini di trasferimento di competenze rispetto ad una classe allargata, dove spesso i partecipanti si rallentano reciprocamente nell’apprendimento perché non partono da condizioni omogenee come competenze e capacità di assorbimento delle informazioni, ma anche di vincere la generale diffidenza verso la tecnologia da parte di chi non ha competenze digitali di base.

Un anno in numeri

Ad un anno esatto dall’inizio di questa avventura abbiamo deciso di pubblicare alcuni numeri per permettere ai cittadini di comprendere come il servizio stia funzionando: sono online infatti le statistiche di Casa Digitale e tali rimarranno, costantemente aggiornate settimana dopo settimana.

Tra i dati che saltano all’occhio sicuramente l’elevato tasso di riprenotazione (superiore al 90%) da parte degli utenti che testimonia la bontà del servizio erogato, ma anche l’efficacia nell’incentivare i cittadini ad attivare un’identità digitale (oltre il 39%) considerando che il principale limite di SPID è sempre stata la sua diffusione.

A latere dei numeri, durante il primo anno di attività di Casa Digitale sono stati raccolti anche molti interessanti spunti di riflessione: un dato significativo è che la difficoltà in ambito digitale, pur essendo presente soprattutto tra gli over 60, si è osservata anche da parte dei più giovani in relazione all’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione suggerendo che probabilmente occorra riflettere anche sulla capacità di interazione delle ultime generazioni con piattaforme tecnologiche diverse da quelle destinate all’intrattenimento.

Casa Digitale comunque ha permesso in particolare modo di rispondere all’esigenza, storicamente inascoltata, dei cittadini che non sono indipendenti nell’uso delle nuove tecnologie e che non riescono a ricevere un aiuto nemmeno in famiglia da parte dei parenti più prossimi spesso privi di tempo o disponibilità.

Ma esiste anche una fetta consistente di popolazione che è diffidente verso il mondo digitale: in questo anno presso gli sportelli di Casa Digitale sono transitate persone che non erano in possesso di uno smartphone (“perché il telefono mi serve solo a telefonare”) ma che poi sono state convinte a fare il grande salto oppure persone a cui era stato regalato un telefono di ultima generazione ma non avevano avuto mai l’opportunità di configurarlo e utilizzarlo, cosa che invece è stata resa possibile dal servizio.

Lo spaccato dell’utenza servita da Casa Digitale evidenzia una buona parte di cittadini che utilizza solo alcune tecnologie, spesso con finalità di intrattenimento, ma non altre ben più utili: per esempio l’uso di WhatsApp ma non quello di un indirizzo di posta elettronica che però è un requisito indispensabile per ottenere l’identità digitale o comunque per interagire con la PA.

Anche questo aspetto è indicativo di come sia generalmente sottostimata, a livello istituzionale, da una parte la capacità del cittadino di utilizzare le tecnologie che gli consentano di dialogare con la PA mentre dall’altra l’opportunità della PA di essere presente su canali tradizionalmente meno diffusi ma che invece sono utilizzati dal cittadino stesso, come Telegram, che renderebbero più facile il coinvolgimento della popolazione.

Da un’osservazione empirica, appare però chiaro che il cittadino sia incentivato a confrontarsi con tematiche per lui ostiche soprattutto quando ne percepisce un vantaggio chiaro: è il caso dell’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico di Regione Lombardia il cui funzionamento e la cui comodità hanno incentivato gli utenti ad imparare le modalità di accesso e utilizzo.

La soddisfazione di un bisogno, risolvibile solo digitalmente, è stata la leva che ha permesso al servizio di assistere i cittadini nelle numerose richieste di supporto per la compilazione di domande relative ai bandi e ai contributi dei Comuni coinvolti e di Regione Lombardia fra cui Dote Scuola, Dote Sport, la domanda online per la richiesta di un alloggio pubblico o ancora l’iscrizione al nuovo anno scolastico.

L’approccio, in tal senso, è stato quello di portare gli utenti a dotarsi dell’identità digitale per poi accompagnarli nella creazione della pratica affinché capissero le dinamiche e venissero resi autonomi nel ripetere il processo da soli, ove necessario.

Questo aspetto è forse il pilastro fondamentale su cui si regge l’iniziativa: Casa Digitale non è uno sportello che sostituisce il cittadino nel rapporto con il digitale ma è uno strumento di transizione al digitale.

Secondo i dettami del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) infatti la Pubblica Amministrazione deve aspirare alla piena trasformazione digitale e alla dematerializzazione: questo sarà possibile solo qualora i cittadini siano in grado di rapportarsi con la PA utilizzando canali esclusivamente digitali e rendendo quindi del tutto inutili e obsoleti gli attuali sportelli fisici che dovranno essere riconvertiti.

In tal senso è evidente come questo percorso sarà difficile se la stessa PA non aiuta o incentiva i cittadini ad un’indipendenza nell’uso delle nuove tecnologie mentre sarà impossibile se riterrà prioritarie azioni a supporto della gestione tradizionale del rapporto con il cittadino: che senso ha infatti per la popolazione recarsi, per esempio, allo sportello anagrafe quando potrebbe essere in grado di richiedere online il certificato di cui necessita?

Una PA digitale è una PA efficiente, con un notevole risparmio di denaro pubblico.

https://www.facebook.com/dataroom.milena.gabanelli/videos/2556833871309133/

Tornando alla dimensione locale i Comuni del progetto pilota, ossia il Comune di Monza, il Comune di Brugherio e il Comune di Vedano al Lambro sono pienamente soddisfatti del servizio: purtroppo però la nota dolente è la lunga lista di attesa a causa di una domanda elevatissima e le poche risorse a disposizione.

Un’attesa eccessiva, a volte anche di 90 giorni, fra un appuntamento e l’altro comporta una riduzione dell’efficacia della formazione: ci si auspica quindi che il servizio possa essere potenziato con l’individuazione di risorse umane adatte allo scopo per ridurre sensibilmente le code che, ad oggi, superano le 6 settimane.

Nel frattempo, grazie ad una serie di sinergie, è in corso la progettazione dell’espansione nella Provincia di Monza e Brianza e sull’Area Omogenea Cremasca grazie al supporto di lungimiranti amministratori locali che hanno manifestato interesse tanto da far guadagnare notorietà al progetto.

Che la strada sia quella giusta lo si capisce facilmente dalle linee guida del nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione che annovera nelle attività da svolgere interventi atti alla diffusione delle idonee competenze digitali alla cittadinanza.

Ma non solo il Governo ha capito la centralità di una società davvero digitale: recentemente TIM ha lanciato il progetto Operazione Risorgimento Digitale, una scuola itinerante nei Comuni italiani dedicata all’alfabetizzazione digitale.

Un bellissimo progetto che denota la sensibilità di TIM al tema: non a caso nel 2017, durante la progettazione di Casa Digitale, venne contattata Fondazione TIM a cui venne presentata l’iniziativa per ottenere un sostegno che poi invece è arrivato da Fondazione Micron, senza la quale non sarebbe stato possibile realizzare quanto creato.

La strada è ancora lunga ma siamo sicuri che il solco sia tracciato, buon anno a noi e grazie a tutti i numerosi cittadini che, oltre ad utilizzare il servizio, se ne sono fatti promotori presso parenti e amici.

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Operazione Risorgimento Digitale, l’iniziativa di TIM dedicata all’alfabetizzazione digitale arriva in Calabria

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L’Operazione Risorgimento Digitale, l’ambizioso progetto di TIM che propone una scuola itinerante che tocchi 107 province italiane per divulgare competenze digitali di base alle persone escluse dalle opportunità offerte dalla tecnologia, arriva ufficialmente in Calabria.

Partita ormai un paio di mesi fa dalla Sicilia, e in particolare da Marsala, l’Operazione Risorgimento Digitale punta ora a contribuire all’accelerazione del processo di trasformazione digitale della Calabria tramite l’insegnamento di buone pratiche e strumenti concreti che possano coinvolgere un bacino di popolazione sempre più alto.

L’iniziativa è stata presentata oggi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e prevede, a partire dal 3 febbraio, di raggiungere cinque province calabresi per dare a tutti la possibilità di ampliare le proprie competenze digitali.

Il primo appuntamento è a Gioia Tauro (RC) il prossimo 3 febbraio per proseguire poi con Vibo Valentia il 10, Soverato (CZ) il 17, Cotronei (KR) il 24 febbraio e infine Rende (CS): nelle piazze di queste città il camion mobile di TIM porterà i propri formatori a contatto con i cittadini per poi proseguire anche attraverso corsi successivi organizzati in apposite sedi territoriali.

I cittadini possono iscriversi ai corsi e chiedere ulteriori informazioni sia attraverso il Numero Verde dedicato 800 860 860 sia online sulla pagina web www.operazionerisorgimentodigitale.it.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa dell’iniziativa.

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SAVE for Seniors, parte la nuova edizione del progetto di Samsung per l’inclusione digitale

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A Milano parte oggi ufficialmente la stagione di Save for Seniors, il programma voluto da Samsung per promuovere l’educazione digitale degli over 55 tramite le competenze tecnologiche del team di Samsung Electronics Italia attraverso sessioni di training che toccano vari argomenti dall’utilizzo degli smartphone alla domotica e ai dispositivi connessi.

L’iniziativa si basa su un approccio di volontariato aziendale e punta ad offrire alle persone della terza età alcune nozioni di tecnologia utili per la vita di tutti i giorni contribuendo ad ampliare la loro rete sociale e coltivare alcune passioni altrimenti impossibili senza l’uso della tecnologia.

Dopo una prima edizione pilota che ha coinvolto oltre 200 senior, ora Samsung intende ripetere il successo dell’iniziativa fissano 9 nuovi corsi con cadenza mensile per tutto il 2020 ad eccezione del periodo da luglio a settembre.

L’attività formativa ha preso il via presso il Samsung Customer Service di Milano in via Boni 29 ed è richiesta un’iscrizione gratuita tramite una mail all’indirizzo sei.citizenship@samsung.com.

Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’iniziativa.

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La Corte dei Conti evidenzia il ritardo eccessivo nella trasformazione digitale della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo relativamente alla propria trasformazione digitale: è quanto emerge dall’ultimo studio presentato dalla Corte dei Conti che delinea un quadro non confortante del livello di innovazione nella PA italiana.

Da quanto emerge dall’analisi l’Italia è tra i Paesi più in ritardo rispetto alla costruzione di un sistema di e-Government consolidato a causa dei bassissimi livelli di digitalizzazione e dell’oggettiva difficoltà di penetrazione delle nuove tecnologie nella popolazione che utilizza in modo scarso i pochi servizi disponibili.

Del resto, la scarsa diffusione dell’identità digitale che ha recentemente motivato una riorganizzazione del sistema di erogazione che verrà messo in pista a breve è lo specchio di quanto sia difficile per l’Italia arrivare ad una svolta digitale.

Stando al DESI, acronimo per Digital Economic Strategy Index ossia l’indice sviluppato dalla UE per misurare la diffusione del digitale nei propri Paesi membri, l’Italia è attualmente al 24esimo posto su 28 con una velocità di crescita delle iniziative in ambito digitale palesemente inferiore a quella della media europea nonostante i 5,8 miliardi di euro l’anno dedicati all’informatica pubblica.

I due problemi principali sono individuati nella scarsa razionalità con cui vengono utilizzate le risorse anche per una sostanziale mancanza di coordinamento delle varie PA e sicuramente un’altrettanto scarsa attività di divulgazione di competenze digitali di base che dovrebbero preparare la popolazione all’uso delle nuove tecnologie ma anche i dipendenti pubblici ad un utilizzo più consono degli strumenti digitali cosa che non avviene anche per fattori anagrafici (l’età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni e tende a crescere).

Maggiori informazioni direttamente qui.

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Marsala, al via la prima tappa dell’Operazione Risorgimento Digitale

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Parte oggi da Marsala, città simbolo del Risorgimento italiano, l’Operazione Risorgimento Digitale di TIM presentata alcune settimane fa e di cui avevamo già parlato.

Si tratta della più grande iniziativa di alfabetizzazione digitale su scala nazionale mai tentata che mette in campo oltre 400 formatori per gestire un programma di formazione digitale itinerante rivolto alla popolazione di comuni medio-piccoli su tutta la Penisola.

Da oggi e fino al 15 novembre a Marsala è possibile tutti i giorni, dalle 9.30 fino alle 19, partecipare ad una serie di iniziative di educazione al digitale ma anche chiedere allo staff di TIM, come se fosse uno sportello di assistenza, chiarimenti per dubbi e domande su Internet e il digitale come per esempio informazioni sulla gestione della casella di posta, su come utilizzare i social network oppure produrre foto e video ma anche e soprattutto come usufruire dei servizi online della Pubblica Amministrazione.

Per chi ha poco tempo è inoltre disponibile un palinsesto di 10 incontri, di poco meno di un’ora ciascuno, focalizzati su Internet e le sue potenzialità.

Informazioni sulla tappa direttamente nella relativa sezione del sito.

Ricordiamo che per partecipare agli eventi formativi strutturati come lezione è necessario iscriversi tramite l’apposita procedura online.

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Pane e Internet, al via i nuovi corsi di formazione digitale

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Tutto è pronto per l’avvio della nuova stagione di corsi presso i punti Pane e Internet, il progetto di Regione Emilia-Romagna che ha già formato oltre 40mila cittadini in un arco di 10 anni.

Da questo mese al prossimo febbraio 2020 sono stati calendarizzati oltre 38 nuovi corsi di alfabetizzazione digitale a cui si aggiungono più di 60 iniziative di formazione promossi dalla Regione nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini.

L’accesso è gratuito e libero con particolare interesse per le persone a rischio di esclusione digitale come pensionati o disoccupati e migranti: lo scopo è l’inclusione digitale, ovvero l’aiuto ad accedere a informazioni e servizi online come l’identità digitale (SPID) o il Fascicolo Sanitario Elettronico diffondendo al tempo stesso le funzionalità dei punti Pane e Internet presenti sul territorio.

In particolare l’iniziativa prevede 26 corsi di alfabetizzazione digitale di primo livello per le persone con scarsa o nessuna dimestichezza nell’uso di strumenti informatici e navigazione in rete con Pc o smartphone oltre a 12 corsi di secondo livello per coloro che vogliono approfondire l’uso dei social network, dei motori di ricerca e di altre applicazioni.

Per verificare il calendario degli appuntamenti e l’evoluzione dell’iniziativa è disponibile il sito ufficiale e il numero verde gratuito 800 590595.

I punti Pane e Internet attivi sul territorio dell’Emilia-Romagna sono 22, gestiti dagli enti locali con il supporto della Regione e la collaborazione di scuole, biblioteche, enti di formazione, associazioni di volontariato: solo nel 2019 ne sono stati aperti 12.

Per maggiori informazioni basta leggere il comunicato di Regione Emilia-Romagna.

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